di Nunzia Clemente 21 Gennaio 2016
tamango

Come fa un torinese dalle frequentazioni medio-mondane a non sapere che la sua città è la patria del tamango, un prodigioso cocktail allucinogeno di cui la BBC, nientemeno, ha narrato gli incredibili effetti?

E come fa quel torinese a ignorare che nella centralissima via Fratelli Calandra al numero 10 si trova da ben 36 anni Les Arcades, il solo locale capace di preparare la “risposta italiana all’assenzio“?

Di color amaranto, il tamango deve il nome allo scrittore francese Prosper Mérimée, che nel 1829 ha scritto il romanzo omonimo.

Gli studenti, avventori assidui del locale, probabilmente non ne conoscono l’origine ma sono affascinati dal misterioso mix di alcol, erbe e sapori preparato nel pub che ha come unico segnale di riconoscimento due lanterne rosse.

Niente nome, niente insegna, niente.

Ma quali sono gli effetti del tamango? Battuta facile: stupefacenti.

Dopo averlo bevuto un ventottenne ha detto a Nicola Busca, il giovane torinese mandato dalla BBC a svelare il mistero del potente cocktail, di aver ricorso un cane per due ore.

Una ragazza si sarebbe addirittura “lanciata fuori da un’auto in movimento per trovare una fontana”, prima di scappare da un ospedale su una sedia a rotelle. Tutto questo dopo aver bevuto tre tamango.

Proprietaria del locale e creatrice della bevanda insieme all’ultimo marito Bosco è Elena di Lorenzo. Poche le notizie che circolano in rete su di lei, che però, su questo non ci sono dubbi, è l’unica a preparare l’incredibile mistura.

La proprietaria di Les Arcades ha spiegato alla BBC: “Il tamango è fatto con un mix di radici, infusioni e piante africane usate per migliorare il morale durante i funerali e rallegrare i matrimoni

Il colore rosso amaranto è merito delle foglie di rosella, una varietà di ibisco che produrrebbe effetti come il bisogno smodato di ballare misto a un’euforia incontrollata. Tra le misteriose sostanze utilizzate una avrebbe proprietà simili alla canapa.

Esistono modi precisi per assumere il cocktail servito in uno spartano bicchiere di plastica rossa con ghiaccio e limone: metà va bevuto in un colpo solo, l’altra metà sorseggiata.

Sulle prime la bevanda ha un intenso odore di benzina. L’inviato dalla BBC, dopo averne bevuto metà, ha sentito formicolii alle braccia e vampate di calore, riuscendo a terminarlo soltanto due ore e trenta dopo il primo sorso.

 

Tra i clienti del locale c’è chi sospetta effetti allucinogeni – ma si sa, l’alcol gioca brutti scherzi.

Non è allucinogeno“, smentisce Elena di Lorenzo: “dipende dalla reazione di ognuno. Inoltre, non è fatto di alcol puro. Più di questo non posso dirvi, il segreto fa parte della nostra storia“.

Infatti, il cocktail-fratello maggiore del Tamango si chiama Devasto: un nome, un programma.

Tutti i cocktail del locale vanno bevuti con prudenza, se li sfidate ne pagate il prezzoritrovandovi intorno, come afferma la BBC, “studenti ubriachi riversi sul tavolo e gli amici che parlano lingue sconosciute“.

Chissà chi di voi, torinesi ignari, sarà il primo a provare il tamango, la risposta italiana all’assenzio.

[ Crediti | foto BBC-Travel; Nicola Brusca]