di Chiara Cavalleris 28 Febbraio 2018

Non per l’Amarone, né per il Garganega, né tantomeno per il Corvina.

Diciamolo subito: non è certo a causa di un’improvvisa infatuazione dei buyer cinesi per i vitigni autoctoni del Veneto che una cantina del veronese ha registrato, negli scorsi mesi, un’impennata di ordini provenienti dall’Oriente.

70 mila bottiglie vendute tra novembre 2017 e gennaio 2018: La Collina dei Ciliegi, questo il nome dell’azienda made in Valpantena, deve il risultato che fa strabuzzare gli occhi a un’operazione di co-branding con la squadra di calcio del Milan, con tutto il rispetto per il Brut, giunto in Cina con etichetta rossonera.

[Amarone: quali marchi comprare?]

C’è poco da sogghignare, sapete.

Per quanto una bottiglia di pregiato Amarone 2014 rivestita con i simboli di una squadra di calcio possa sembrarvi una pacchianata, va considerato che le squadre di calcio italiane, in particolare quelle milanesi, sono conosciutissime in Asia.

È non guasta che la proprietà del Milan sia proprio di un magnate cinese, Li Yonghong (dalla solidità finanziaria in realtà piuttosto discussa), che sembra abbia ispirato questa riuscita trovata di marketing.

Non è la prima volta che La Collina dei Ciliegi appone uno specifico marchio ai suoi prodotti esportati in Cina. L’azienda del veronese ha già abbinato l’immagine del proprio Amarone a quella di Tod’s, Brioni e Max Mara.

Il risultato? +1000% di vendite in Cina negli ultimi cinque anni.

[Crediti | Il Sole 24 ore]