di Cinzia Alfè 6 Luglio 2017
robert parker guida michelin

Michelin, la guida dei ristoranti più nota del mondo, ha acquisito una quota di partecipazione del 40% in “The Wine Advocate”, la società proprietaria del sito “robertparker.com”, che fonda i suoi giudizi sulla competenza del famoso critico americano Robert Parker e del suo team di esperti, per una somma a oggi non specificata.

L’acquisizione del sito porta Michelin a essere uno dei più potenti influencer del pianeta in fatto di critica eno-gastrononica e, nelle intenzioni della celebre guida “rossa”, permetterà ai lettori di vivere esperienze uniche.

Inizialmente la collaborazione sarà focalizzata sui mercati asiatici e nordamericani, per continuare poi in Europa e in altre regioni del mondo.

“Non vediamo l’ora di utilizzare la nostra nuova acquisizione per sviluppare sempre di più l’offerta per i nostri clienti”, ha detto Alexandre Taisne, amministratore delegato di Michelin per il settore cibo e viaggi.

E anche Rober Parker, che già nel 2012 aveva venduto una quota di The Wine Advocate a un gruppo che si occupa di tecnologia con sede a Singapore, crede che il coinvolgimento di Michelin nel mondo della critica enologica tramite The Wine Advocate porterà sicuri vantaggi a entrambi i settori:

“Per troppo tempo i critici hanno considerato la buona tavola e il vino due settori separati, ma ora le due guide più autorevoli del settore eno-gastronomico si uniscono a favore degli appassionati della cucina e del vino di qualità.”

Parker si è dimesso tempo fa dalla carica di redattore capo di The Wine Advocate, nominando al suo posto Lisa Perotti Brown, ma, al contrario di quanto ventilato, non pensa affatto a un ritiro dal mondo degli affari:

“Le voci su un mio ritiro, che circolano da anni, non corrispondono alla realtà: sono operativo come amministratore delegato, componente del consiglio di amministrazione e proprietario pro quota”, ha detto Parker al momento della vendita a Michelin.

The Wine Advocate, fondato da Robert Parker nel 1978, si basa su una metodologia unica: in seguito a degustazioni professionali alla cieca, a ogni vino testato viene attribuito un punteggio da 50 a 100. I vini valutati ogni anno sono circa 40.000. Il sito Internet robertparker.com comprende gli archivi di ogni numero di The Wine Advocate fino al 1992, con oltre 300.000 schede originali.

Da settembre 2016 Michelin e The Wine Advocate hanno proposto a Singapore e Hong Kong-Macauè una serie di cene uniche, “Michelin Dining Series”, in cui i piatti preparati da chef stellati e noti pasticcieri, come Alvin Leung e Pierre Hermé, erano abbinati ai vini suggeriti dagli esperti della guida di Robert Parker.

“Lavorare con Michelin ha dimostrato quanto più ricca e coinvolgente risulti l’esperienza l’esperienza gastronomica quando è condivisa tra cibo e vino”, ha detto Lisa Perotti Brown.

Il Gruppo Michelin, che ha sede a Clermont-Ferrand, in Francia, è presente in 171 Paesi e ha 68 con una forza lavoro di 111.700 persone.

[Crediti | Link: Decanter]

commenti (2)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar Paolo ha detto:

    Integrazione orizzontale. E’ una normale modalità di espansione dell’impresa, ben spiegata da sempre nei manuali di economia.
    Funziona nel settore manufatturiero, come nei servizi. E il gigante Michelin non si è fatta scappare l’occasione.

  2. Avatar Msimone ha detto:

    Cambierà che i ristoranti riceveranno punteggi più alti se hanno in cantina i vini recensiti. Quindi ci sarà una corsa a riempirsi le cantine di vini francesi.