di Fiorenzo Sartore 21 Maggio 2009

Il bosco dei pensieri nei tenimenti FontanafreddaElamadonna quanti inginocchiamenti per il Bosco dei pensieri di Oscar Farinetti. Le interviste in ginocchio si leggono sulla stampa della Corea del Nord, o sul Giornale di Paolo [Berlu]. Oh aspettate, Farinetti è certamente un “personaggio GENIALE capace di trovate FOLGORANTI”, che con “SPLENDIDO spirito sinergico” ne ha inventata un’altra delle sue: il Bosco dei pensieri (appunto), racchiuso in quei Tenimenti di Fontanafredda entrati nelle infinite proprietà di Mr. Eataly.

Capito cos’è questo Bosco? A domanda Repubblica risponde: “un sentiero di 12 tappe. Ognuna dedicata a un tema: il silenzio, l’ascolto, la contemplazione, la degustazione, il cammino e il naufragio nell’infinito”. In altre parole, una trovata di marketing. Così piena di riferimenti culturali da mandare in sovraccarico Wikipedia: “si sale e si scende, su una sorta di sacro monte pagano in cui le tappe della via crucis sono scandite da cartelli che citano brani di autori famosi, in tema con il senso della tappa, da Leopardi a Baudelaire, da Fenoglio a Pavese a Whitman, da Maupassant a padre Turoldo”.

Se poi a spiegare è proprio Oscar Farinetti, allora son momenti…: “E’ quando ti trovi a star bene con qualcuno anche senza parlare che capisci che quella è la persona giusta – da piccolo mi piaceva andare agli esercizi spirituali dai preti proprio perché c’era tutto quel silenzio”. Non sembra il Celentano di Azzurro?

Ma nelle lodi di oggi, il record spetta a Paolo Massobrio. “E’ arrivato il momento di COPIARTI. Sì, di fare esattamente COME FAI TU, che prendi una cosa che hai tra le mani e la spieghi, nel modo più semplice ed elementare. Questo Bosco dei pensieri è paradossalmente la COPERTURA DI UN VUOTO, nel mondo dell’autoreferenzialità, degli specchietti per le allodole, dell’apparire, dei rapporti dove non c’è ascolto”. Roba che bisognerebbe inventare un cartello stradale apposta: attenzione, pericolo giornalisti proni, per non rovinargli addosso. Almeno a Ziliani il dubbio è venuto: “ignorando volutamente ogni sospetto che, come in tante trovate farinettiane, il grande motore sia un senso innato del marketing, della pubblicità, della comunicazione che accende i riflettori, ieri su Eataly, oggi sulla Fontanafredda”. Ecco, facendo un bello sforzo, possiamo pure ignorarlo.