In ginocchio da te

Il bosco dei pensieri nei tenimenti FontanafreddaElamadonna quanti inginocchiamenti per il Bosco dei pensieri di Oscar Farinetti. Le interviste in ginocchio si leggono sulla stampa della Corea del Nord, o sul Giornale di Paolo [Berlu]. Oh aspettate, Farinetti è certamente un “personaggio GENIALE capace di trovate FOLGORANTI”, che con “SPLENDIDO spirito sinergico” ne ha inventata un’altra delle sue: il Bosco dei pensieri (appunto), racchiuso in quei Tenimenti di Fontanafredda entrati nelle infinite proprietà di Mr. Eataly.

Capito cos’è questo Bosco? A domanda Repubblica risponde: “un sentiero di 12 tappe. Ognuna dedicata a un tema: il silenzio, l’ascolto, la contemplazione, la degustazione, il cammino e il naufragio nell’infinito”. In altre parole, una trovata di marketing. Così piena di riferimenti culturali da mandare in sovraccarico Wikipedia: “si sale e si scende, su una sorta di sacro monte pagano in cui le tappe della via crucis sono scandite da cartelli che citano brani di autori famosi, in tema con il senso della tappa, da Leopardi a Baudelaire, da Fenoglio a Pavese a Whitman, da Maupassant a padre Turoldo”.

Se poi a spiegare è proprio Oscar Farinetti, allora son momenti…: “E’ quando ti trovi a star bene con qualcuno anche senza parlare che capisci che quella è la persona giusta – da piccolo mi piaceva andare agli esercizi spirituali dai preti proprio perché c’era tutto quel silenzio”. Non sembra il Celentano di Azzurro?

Ma nelle lodi di oggi, il record spetta a Paolo Massobrio. “E’ arrivato il momento di COPIARTI. Sì, di fare esattamente COME FAI TU, che prendi una cosa che hai tra le mani e la spieghi, nel modo più semplice ed elementare. Questo Bosco dei pensieri è paradossalmente la COPERTURA DI UN VUOTO, nel mondo dell’autoreferenzialità, degli specchietti per le allodole, dell’apparire, dei rapporti dove non c’è ascolto”. Roba che bisognerebbe inventare un cartello stradale apposta: attenzione, pericolo giornalisti proni, per non rovinargli addosso. Almeno a Ziliani il dubbio è venuto: “ignorando volutamente ogni sospetto che, come in tante trovate farinettiane, il grande motore sia un senso innato del marketing, della pubblicità, della comunicazione che accende i riflettori, ieri su Eataly, oggi sulla Fontanafredda”. Ecco, facendo un bello sforzo, possiamo pure ignorarlo.

Fiorenzo Sartore

21 maggio 2009

commenti (19)

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  1. Mi permetta, egregio:
    “…un bosco di faggi secolari dove è possibile camminare nel silenzio e leggere i versi di centinaia di poeti italiani e stranieri. Percorrendo i sentieri si può trovare a ogni metro una poesia, alcune scritte a mano, tutte create appositamente per il Bosco. Nasce nel 2003 dalla fantastica creatività di Lorenzo Menguzzato che trasforma la tenuta agricola della sua famiglia in un luogo dedicato alla cultura e alla riflessione guidata dagli alberi. Queste le sue parole : “il mio sogno è sempre stato quello di coniugare la bellezza della natura con la cultura. Nessuno è indifferente alle suggestioni di un bosco. E i poeti che hanno accettato di essere presenti con le loro opere, hanno saputo raccontare in versi l’emozione del verde, della natura, degli alberi :leggere versi qui in mezzo al bosco, è un’esperienza indescrivibile”. Il Bosco dei Poeti si trova al km 318 della Statale del Brennero tra Trento e Verona vicino al paese di Dolcè, sulla sinistra del fiume Adige e comprende 130 ettari di bosco, 12 chilometri di comodi sentieri con 700 opere di 260 Artisti”.

    E’il “Bosco dei poeti” e qualcuno l’ha inventato prima (2003!!) del signor Farinetti.
    D’accordo, non è la stessa cosa (forse).
    Però, a mio modesto e opinabile avviso, ci assomiglia tanto, ma proprio tanto. Come concept, intendo.
    Ok, viviamo in un’epoca di copioni, più o meno creativi.
    Ma che fastidio quando qualcuno grida al genio.

    Last but not least: thanks to Adea, amici degli alberi cui ho espropriato le righe virgolettate di cui sopra. Il resto lo leggete qui: http://adeaalberi.blogspot.com/2009/01/il-bosco-dei-poeti-alberto-casiraghy-il.html

    L.

    1. Io allora invento “il bosco dei Peti”, vediamo se mi copiano anche questa

  2. Non si capisce perché Massobrio sarebbe “prono”. Qualcuno non può entusiasmarsi per qualcosa, o bisogna prima chiedere il permesso per caso?

  3. Siamo in diretta, in contemporanea col PaperoGiallo, grande momento di blog in collegamento ipertestuale (boh).
    Non mi inginocchio davanti a nessuno, non sbrodolerei lodi, ma insomma dire che Farinetti ci chiappa ed è bravo, credo stia e resti nell’ambito delle possibilità oggettive: per non contraddirmi, mi piace sempre, o almeno mi incuriosisce, quando qualcuno gioca in contropiede, anzi mi piace il contropiede.
    Se poi stiamo a ben vedere, oltre la nota di Lizzy, io intravedo una sorta di omaggio, un ringraziamento dell’allievo al maestro Tonino Guerra, proponendo un luogo, un percorso molto simile, almeno nell’approccio, all’Orto dei Frutti Dimenticati o al Santuario dei Pensieri che il poeta ha ideato e curato a Pennabilli.
    Alla fine, in tema di racconti, suggestioni, personaggi, credo che andare a Fontanafredda, nota fino a due anni fa come il casino di caccia della Bela Rosin e per vini non indimenticabili, oggi valga la pena.

  4. A me l’idea di Farinetti è piaciuta e anche il contenuto del messaggio che ha dentro. Non vedo perchè dovrei essere promo quando condivido qualcosa, dopo i quintali di peana che sono stati spesi fino ad ora. E’ marketing ? Si certo ma il marketing non è mica una bestemmia. E’ comunicazione. Infine, nessuno, caro Massimo, ti ha dato del prono quando eri al soldo del Gambero Rosso, semplicemente perchè c’è il rispetto, prima della dietrologia.

    1. Esatto Paolo, la penso così. Un appunto: il pezzo non l’ha scritto Massimo, ma l’ottimo Fiorenzo.

    2. Ce l’hanno tutti con me, se andiamo avanti di questo passo, giuro che mi butto nel carboidrato. 🙂 Qui tutti amano Paolo Massobrio, e ci scherzano pure, come sul vezzo di farsi fotografare con i potenti.

      Oscar Farinetti, non devo ricordarlo io, con Eataly ha fatto un capolavoro. Non a caso, è uno dei pochi posti italiani dove la crisi non si vede, ancora oggi trabocca di gente. Ma figurati se uno come lui, cui gli ampi consensi non difettano, se la prende per una piccola presa in giro.

      Saluti a Marco Trabucco, benvenuto.

  5. Quando si sale un sacro monte, anche se si è un pellegrino laico ci si inginocchia spesso. Ieri l’ho fatto sotto il sole di Langa accompagnato solo dal poeta Giovannone perchè purtroppo il mio Dio, Oscar, era lontano, anche se presente in spirito. Avrei voluto cantarne le lodi con toni ancora più aulici, ma non mi è stato permesso perchè alla stampa della Corea del Nord (cioè alla Repubblica) interessava solo quel maledetto silenzio e non il nuovo meraviglioso grill che Oscar – Dio inaugurerà sabato. Saprò recuperare in qualche prossima futura marchetta.
    Ho solo una domanda? Possibile che a nessuno venga il dubbio che citare il sacro monte e raccontare dello sdoppiamento del percorso con tempi diversi per adattarlo al , usare toni aulici chiaramente esagerati possa essere uno strumento per ironizzare, almeno un po’, su una iniziativa di marketing certo, ma comunque interessante?
    Grazie comunque, non mi aspettavo tanto seguito e, abituato come sono a scrivere di piccole faccende politiche locali, sono un po’ emozionato.

    1. Al di la’ della questione di merito vorrei approfittarne per fare i complimenti a Marco Trabucco, sia per il fatto di essere venuto qui a commentare che per la propria autoironia =)

    2. I complimenti a Fiorenzo Sartore sia per essere venuto qui a commentare che per la propria ironia su Trabucco. Va bene cosi’? 😀

  6. mi fa piacere che l’ottimo Fiorenzo non abbia accomunato quello che ho scritto del bosco dei pensieri ed il mio elogio, ragionato, meditato e critico, di Monsù Farinetti ad altri, come scrive lui, “inginocchiamenti”. Io ho già dimostrato, come appare chiaro nell’esordio del mio post e in altri dedicati a Mister Eataly, di non dedicarmi, a differenza di quello che sono soliti fare tanti altri colleghi giornalosti, all’elogio del ricco e potente di turno…

    1. dov’è che avevo letto “E’ anche il suo stile Ziliani? La vedo prezzemolare qua e là per dire sempre: l’avevo detto, l’ho detto prima io, sono il meglio fico del bigonzo. Mah….” ?

    2. BRAVO ANDREA GORI.

      Considerazioni sacrosante.

      Dire pèer primi certe cose che significa ?

      Nulla: serve solo a promuovere se stessi.

    3. Macchè elogi al potente di turno.

      Considerazioni del genere sono inutili, ripetive, stantie oltre che di una banalità sconcertante.

      Le persone serie danno ed esprimono giudizi obiettivi:punto e basta !

      Chi si inchina – siamo seri – non merita alcuna considerazione.

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