Se sento “Bambi” giuro che sparo

bambiIl fatto che i caprioli stiano divorando i giovani germogli delle viti nell’aristocratico Chiantishire, non mi indigna. Il fatto che plotoni di cacciatori si apprestino alla mattanza, richiamati dagli alti lamenti di un Biondi Santi, neppure questo mi indigna. Ma il fatto che ogni giornale della penisola, dal Corriere in giù debba chiamare i caprioli “Bambi” scomodando Walt Disney, ecco, quello sì, mi indigna. Una volta per tutte: Bambi era un cervo non un capriolo.

Fiorenzo Sartore

19 maggio 2009

commenti (17)

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    1. a 5 anni ti chiamano bambino o cucciolo di uomo?

    2. COmmento di un certo livello.

      I Cervidi (Cervidae, Goldfuss 1820) costituiscono una famiglia di mammiferi artiodattili, molti dei quali sono noti con il nome volgare di cervi.

      Il capriolo (Capreolus capreolus, Linnaeus 1758) è un ungulato che vive in Europa e Asia. Ha palchi corti, in genere con 3 punte per lato nei soggetti adulti.

      cfr.wikipedìa.

      lo chiamavano appunto bambino, non scimmiotto o micino o pulcino o anatroccolo.

  1. Ciao Fiorenzo,
    i caprioli sono diventati un flagello, a me in quattro giorni hanno fatto fuori settemila metri di vigna( http://www.vinix.it/myPhoto_detailPhoto.php?ID=11125 ), poi c’è da vedere cosa mangeranno quando l’uva sarà matura.

    Il problema è che si moltiplicano velocemente non avendo antagonisti naturali e non mancandoli il mangiare; unici rimedi sono o i recinti (fatti a sentimento, saltano fino a due metri) con costi enormi che in questo periodo non posso sostenere o il fucile.

    Vorrei far presente a chi ritiene l’abbatimento un metodo disumano e barbaro che vengono cacciati durante l’anno venatorio lepri e fagiani (che non sono dannosi) i quali sono sistematicamente lanciati a primavera per ripopolare le campagne e a settembre cacciati e uccisi. Mentre per i cinghiali hanno escogitato un altro metodo, vengono governati con granoturco e altri mangimi con la scusa di tenerli così lontano dalle culture ma in realtà succede che trovando da mangiare a volontà si riproducono molto di più che se dovessero cercarselo a vantaggio solo dei cacciatori che precedentemente li hanno governati.
    Allora mi chiedo come mai questo “razzismo” nei confronti di queste specie animali? perchè non vi indigante quando in una provincia come Siena vengono abbattuti 3-4 mila cinghiali all’anno? mentre se venisse deciso l’abbattimento dei caprioli apriti cielo e spalancati terra!! Questa lepre ( http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=1698 )è stata ammazzata prima della vendemmia!!

    Luciano

  2. Bambi è un cucciolo di cervo della Virginia, per la precisione.

    Comunque, uno di questi gran bastardoni ha avuto la pensata di cercare di attraversare la strada tra Greve e Castellina in Chianti mentre tornavo in albergo dopo una serata all’Officina della Bistecca di Dario Cecchini. L’ho visto circa un chilometro prima, ho rallentato (non che, ottenebrato dalla bistecca, stessi correndo) e gli sono passato accanto mentre lui gentilmente mi lasciava passare sostando nella corsia opposta.

  3. cerbiatti, caprioli, cuccioli di cervo, bambini, chiamateli come volete ma sempre dannati rompi….i sono quando si aggirano tra le vigne e non finiscono, cucinati a dovere e abbinati al giusto vino, nel piatto… Va bene che sono di molto più carini di quei maiali selvatici che sono i cinghiali, ma la lobby degli ambientalisti che in Toscana é potentissima, come quella dei cacciatori, potrebbe anche mettersi una mano sulla coscienza e pensare ai danni, economici, arrecati al lavoro dei viticoltori. Che non sono tutte persone con tanto di Suv e cantina griffata con winemaker consulente, ma persone che lavorano duramente e non meritano di vedersi pregiudicato il loro operato dallo scorrazzare dei teneri “bambi” o come diavolo li si voglia chiamare…

  4. Visto che in Toscana hanno piantato vigne persino sui muri delle case direi che non costituiscono un grosso problema 15 piantine mangiate. In seconda battuta visto quello che Biondi Santi &Co. si fanno pagare il vino potrebbero anche cercare qualche sistema alternativo, invece che mettersi a sparare come Tex. In terzo luogo questo amore del fucile facile, che pervade l’Italia dal Veneto alla Toscana non è poi così una gran cosa. Vi ricorderei che i cacciatori oggi non sono più “il simpatico vecchietto con la doppietta”, che in gioventù sparava anche per mangiare. Oggi la caccia è per la maggior parte una bella mattanza gestita da un bel po’ di esaltati che sfogano sugli animali le loro pulsioni domenicali. (Ps: non sono uno della “lobby ecologista”, ma vedere i Rambo col Suv sinceramente inizia a disturbarmi un po’).

    1. Scusa Fabio ma devi sapere che i caprioli fanno poco danno dove sono tante vigne, non hanno posto dove nascondersi di giorno e quando escono dal loro nascondiglio vogliono fare poca strada per andare a mangiare. La mia azienda è di 60 ettari di cui 40 di bosco 15 di campi e 5 di vigneto e di caprioli ce ne sono tanti e mi hanno fatto anche tanto danno.

      Poi vorrei ricordardi, come ha detto Franco in precedenza, la maggior parte siamo persone che ci faticano per la vigna e non lo fanno sicuramente per hobby o per passatempo, avremmo anche noi qualche diritto o no?
      Luciano

  5. credo che il signor Fabio la penserebbe diversamente, invece di ironizzare, un po’ qualunquisticamente, sui prezzi dei vini o sulle vigne ovunque in Toscana, se si rendesse conto de visu dei danni causati dai caprioli/cerbiatti/bambi o se fosse proprietario di qualche vigneto devastato dalle simpatiche creature. Non sono un cacciatore, e condanno anch’io certi eccessi e mattanze, ma credo che il ricorso al fucile da caccia non abbia alternativa in questi casi, per tentare di ristabilire un equilibrio e tutelare i legittimi interessi dei viticoltori

  6. Be’, mi sembra che l’abbattimento programmato di 5667 caprioli (fonte Corriere della Sera di ieri) sia un numero più che considerevole e adatto a preservare l’integrità delle vigne.

    1. Scusa Fabio, ma in base a cosa ritieni che sia un numero giusto? Perchè non potrebbe esserci la caccia libera come per le altre specie?
      Luciano

  7. Due osservazioni, libere sia dal “bambi-pensiero” lacrimevole che dalla virile e maschia doppietta, visione un filo passatista invero.
    1) un varietà animale si ripoduce senza limite, con passo esponenziale. se priva di nemici naturali non trova limiti, e non c’è altro modo di riportare l’ecosistema in equilibrio che immettendo un nemico artificiale. Lupi siberiani, orsi grizzly, o più plausibilmente cacciatori.
    2) vivo in campagna, tra picchi, pernici, fagiani, cinghiali, gufi, lepri. E caprioli. quando ero bimbi, all’alba di quarant’anni fa, non ve n’era traccia, pur essendo popolazioni tipicamente indigene. I cacciatori hanno ripopolato, anno dopo anno: con l’obbiettivo di sparare, certo, ma con il desiderabile effetto collaterale di lasciare un numero di individui al disopra del punto di non ritorno riproduttivo.
    Li vedo, la domenica mattina alle cinque con le casse e le reti, e gli stivaloni di gomma. Pochi SUV, molte Volvo del ’96.
    Ho sempre votato a favore dell’abolizione della caccia, nei referendus del tempo che fu… ma ora credo di aver cambiato idea: anche se non sparerei nè sparerò mai ad altro che ad un bersaglio di carta.

  8. Per vostra informazione, Bambi era un capriolo. Il cartone animato Disney, che lo dipingeva cone un cervo della virginia (whitetail deer cervo codabianca, anche se ad un certo punto diventa più simile ad un cervo mulo) fu tratto da un romanzo di uno scrittore austriaco dei primi dell’900,Felix Salten “Bambi. Eine Lebensgeschichte aus dem Walde”-Bambi vita di un capriolo, in Italia- abbastanza simile al film ma molto più triste, a tratti angosciante.

  9. Secondo me ci vuole fucile, e… congelatore. poi vino.

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