Ci siamo, Vinitaly 2019 è alle porte e per la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino si raduneranno a Verona, da domenica 7 a mercoledì 10 aprile, tutti i professionisti del settore, a vario titolo. Un fiume di persone che per qualche giorno renderà la piccola città veneta la capitale del vino mondiale, il posto in cui esserci (anche per dimenticare il terribile spettacolo offerto dal Congresso mondiale delle Famiglie, lo scorso weekend), o non esserci, se preferite, sfruttando il ricco weekend per virare su tutti gli altri eventi sul vino da non perdere ad aprile.

Sembra fatto apposta (ovviamente lo è), proprio in concomitanza di Vinitaly si concentrano manifestazioni imperdibili: vi racconto quali, spiegandovi perché meritano.

Fuorisalone dei vini conformi

Domani sera, poco lontano da Mantova, a Castel d’Ario, si terrà la seconda edizione del Fuorisalone dei Vini Conformi, una piccola manifestazione promossa da “EKW, movimento d’avanguardia enoica”, gruppo di appassionati di vino naturale attivo principalmente su Facebook. Un banco d’assaggio che potrà contare sulla presenza di una quarantina di vignaioli provenienti un po’ da tutta Italia, la maggior parte dei quali in zona per le fiere del vino dei giorni successivi. Ingresso: 20 euro.

ViniVeri

Il ricco menù veronese come ogni anno si aprirà con la manifestazione promossa da ViniVeri, a Cerea, una cinquantina di chilometri a sud di Verona. Un’edizione dedicata a Beppe Rinaldi, membro fondatore dell’associazione scomparso lo scorso settembre. Come sempre saranno presenti insieme ai produttori del Consorzio ViniVeri oltre un centinaio di “vignaioli del vino generato senza aggiunta di sostanze ammesse per uso enologico (ad eccezione di modeste dosi di solfiti)”, italiani e non. Da segnalare, sabato pomeriggio, una bella degustazione verticale di Barolo guidata dalla produttrice, Maria Teresa Mascarello. Da venerdì 5 aprile a domenica 7 aprile. Ingresso: 30 euro.

Summa

A Summa non sono mai stato ma più di un amico mi ha detto essere piccola manifestazione che vale la trasferta. La ospita da ormai molti anni la Tenuta Alois Lageder, a Magrè, in Alto Adige. È qui che un centinaio di cantine si danno appuntamento per una festa “in linea con la filosofia aziendale”, dove “viene data particolare attenzione al tema della sostenibilità” e della produzione biologica. Da Montevertine a Pian dell’Orino, da Aquila della Torre a COS, da Boscarelli a Pol Roger e Boizel ma quelli che varrebbe la pena citare sono molti di più. Sabato 5 e domenica 6 aprile. Ingresso: 80 euro (su prenotazione, entro oggi).

VinNatur Tasting

Sempre sabato apre, per la prima volta non nella storica sede di Villa Favorita, in ristrutturazione, l’annuale appuntamento con VinNatur e i suoi associati. Ben 182 produttori da Italia, Francia, Austria, Portogallo, Slovenia e Spagna per un appuntamento “che fonde degustazione e diffusione di una particolare cultura del terroir, secondo la quale fare vino significa ridurre al minimo gli interventi umani in vigna e in cantina attraverso strumenti, tempistiche e metodologie il più naturali possibili”. A Gambellara, da sabato 6 a lunedì 8 aprile. Ingresso: 25 euro.

Vinitaly: le novità

E poi, soprattutto, Vinitaly, all’interno della fiera di Verona, con qualche novità: quest’anno lo spazio dedicato ai vini naturali di Vi.Te. sarà nel padiglione F, rinominato Organic Hall in quanto anche sede di Vinitaly Bio. La stessa associazione, Vignaioli e Territori, si è fatta promotrice di una serie di convegni e di masterclass dedicate ai temi più attuali della produzione naturale (qui il programma, apre PDF): dalle linee guida del gruppo al cambiamento climatico fino alla sua filiera economica.

In questi spostamenti logistici è la FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (produttori che cioè che coltivano direttamente le proprie vigne, producono e imbottigliano il proprio vino, curano personalmente il proprio prodotto), a guadagnare spazio: all’interno del padiglione 8 i soci presenti in fiera passano da 158 a 212, dando sempre maggiore centralità all’associazione guidata da Matilde Poggi, “11 anni in cui abbiamo lottato e sostenuto tenacemente numerose istanze hanno portato la FIVI a essere un punto di riferimento per chi crede in una viticoltura rispettosa del territorio e della tradizione. L’aumento delle adesioni e dello spazio espositivo rispetto alla precedente edizione di Vinitaly riflette un consenso profondo e sempre più diffuso per la natura delle nostre richieste e per lo stile con cui le conduciamo”.

Vinitaly sono soprattutto gli oltre 4.300 espositori sparsi in tutti gli altri padiglioni, suddivisi per area geografica, e le molte decine di convegni, degustazioni, attività (qui l’elenco completo). Da domenica 7 a mercoledì 10 aprile. Ingresso riservato ai soli operatori del settore: 85 euro.

I consigli per affrontare questi giorni di fiere sono sempre gli stessi. Affidarsi a un paio di scarpe il più comode possibile, non è raro sfondare il muro dei 10 chilometri al giorno. Assaggiare solo ciò cui si è davvero interessati seguendo un filo logico anche geografico: specie a Vinitaly perdere tempo (e perdersi) è un attimo. Più di tutto bere molta acqua e poco, pochissimo vino. Per quello c’è la sera, in centro (il sottoscritto lo trovate quasi stabilmente in Sottoriva, con un bicchiere in mano).

[Crediti immagini | Vinitaly, ViniVeri, FIVI]

commenti (1)

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  1. Avatar Hamburgese ha detto:

    Gli eventi “satellitari” del Vinitaly mi fanno sorridere. Inoltre hanno anche un biglietto d’ingresso, spesso anche caro.
    L’unica manifestazione al mondo dove vale la pena pagare per entrare è il Vinitaly, quello vero, in fiera.
    Poi, riuscire a procurarsi un invito ed entrare gratis non ha prezzo…