di Cinzia Alfè 20 Luglio 2017
bruno barbieri

Trentamila euro. Del resto se riesci a violare l’account di posta elettronica di un noto chef stellato nonchè popolare giudice di Masterchef, meglio fare le cose in grande.

Bruno Barbieri è stato bersaglio di una truffa architettata da un gruppo di pirati informatici, che hanno soffiato dal suo conto in banca una cifra ragguardevole –30.000 euro– in un primo momento, e che per un soffio non gliene hanno sottratti altri 40.000.

Gli hacker devono aver rovistato bene tra la corrispondenza dello chef bolognese, scoprendo che era solito richiedere bonifici alla propria banca tramite semplici e-mail alla direttrice, indicando soltanto conto e beneficiario, senza troppe formalità.

E così, nel febbraio scorso, i pirati informatici ne hanno approfittato inviando anche loro una e-mail alla direttrice della banca con la richiesta di effettuare un versamento di 30.000 euro a favore di una ragazza nigeriana loro complice: “Sono fuori città per problemi familiari”, hanno anche aggiunto per motivare la richiesta.

La direttrice della filiale, abituata alla prassi, ha dato il via libera all’operazione, ma quando poche ore dopo è arrivata una nuova richiesta di 40.000 euro si è insospettita e ha contattato subito Barbieri, sventando così la truffa:

“Non avevo mai inviato quella email –ha detto lo chef agli inquirenti–, qualcuno è riuscito ad hackerare il mio indirizzo di posta elettronica, è vero però che ho l’abitudine di disporre così i miei bonifici”.

E mentre i 40.000 euro venivano bloccati, la ragazza nigeriana aveva già provveduto a incassare i primi 30.000 a Torino, attraverso prelievi da sette filiali delle Poste. Ripresa dalle telecamere di sorveglianza, la truffatrice, il cui nome era indicato proprio nelle mail inviate alla banca, è stata individuata, e in seguito rintracciata a Londra.

Rientrata in Italia, consigliata dal suo avvocato, la ragazza è stata arrestata per il reato di riciclaggio, anche se il Pubblico Ministero sospetta che sia solo l’ultima e meno importante pedina di una banda di hacker informatici collegati alla criminalità nigeriana, che sperava di fare il colpo grosso ai danni del popolare chef.

Che di sicuro, d’ora in avanti, adotterà metodi meno informali per ordinare bonifici e versamenti.

[Crediti | Link: La Repubblica]