di Massimo De Marco 27 Marzo 2020
Bruno Barbieri

Gli chef in quarantena che ci convincono di più (e di meno), per le ricette che propongono, la loro credibilità comunicativa attraverso i social: non è facile doversi reinventare foodblogger, quando si è grandi cuochi. Li abbiamo messi ai voti: ecco chi seguire.

Giuseppe Conte è convinto che la quarantena, questa “prova durissima” che stiamo affrontando per debellare il Coronavirus, possa e debba essere un’occasione per riflettere su sé stessi e sulla propria vita, e che ne emergeremo migliori e più forti. Si tratta forse di un tiepido ottimismo di circostanza, ma se i social ci hanno insegnato qualcosa in questo periodo di quarantena forzata è che gli italiani stanno riflettendo sulle proprie capacità di panificatori e cuochi: se ne usciranno migliorati, tuttavia, resta da vedere. I risultati esibiti su bacheche e wall mostrano tanta buona volontà, buona dose di sprezzo del ridicolo e una certa incostanza qualitativa, ma non può essere tutta colpa nostra.

Il nostro esperto di lievitazioni Alessandro Trezzi ci ha già fornito un’utile panoramica sui migliori profili di pizzaioli da seguire per chi volesse perfezionare le proprie doti con lievito e forni, ma con la sovrabbondanza di celebrity chef o aspiranti tali che vogliono rendere la nostra quarantena più piacevole cucinando per noi, non potevamo che fare altrettanto con loro.

Tra chi mette in piedi una sit-com, chi ostenta sponsorizzazioni, chi propone ricette plausibili e chi meno, eccovi una selezione, più o meno ragionata e in ordine rigorosamente casuale, degli chef da seguire in quarantena, per imparare o per sorridere con loro (o di loro).

Massimo Bottura

Le sue Kitchen Quarantine riuniscono ormai tutto l’orbe terracqueo gastronomico davanti al focolare di Instagram, dando a tutti un assaggio dell’atmosfera che si respira a casa Bottura. L’entusiasmo di Massimo è sempre alle stelle, l’esposizione del marchio Gucci pure, e nella pittoresca cucina ornata di broccato si respira un’aria scherzosa e familiare. E se anche voi fate un po’ fatica a stare appresso alle spiegazioni del maestro mentre è in pieno fervore creativo non preoccupatevi, segue sempre una Q&A in cui potrete chiedere delucidazioni.

Voto: un 3,5/5 mulinobianchesco

Peppe Guida

Per me il re indiscusso della cucina a distanza. David Gelb l’aveva definito “the pasta whisperer” (e sarà anche ora di vederlo in Chef’s Table, no?), e se la sua cucina mediterranea è di un fascino universale, è con questo prodotto -sempre generosamente fornito dal Pastificio dei Campi- che Peppe mostra i superpoteri. Evangelizzatore della past’ammescata, alfiere della past’e’patan’, viene da chiedersi come possa succedere che si avanzi della sua pasta e fagioli, se non spinti dalla ferma volontà di “arruscarla” il giorno dopo. Le sue dirette FB uniscono spontaneità e proprietà del mezzo, da farne oggetto di binge watching nel post COVID.

Voto: 5/5 profetico

Bruno Barbieri

Da consumato uomo di tv non si poteva certo mettere in dubbio la spigliatezza, i tempi, la capacità di Barbieri di stare davanti alla telecamera, fosse anche quella di un cellulare o un tablet. E se l’atmosfera (e la realizzazione tecnica) dei suoi video è decisamente casereccia, i contenuti ci sono. Il più stiloso giudice di Master Chef non è avaro di consigli e concrete lezioni di cucina, i piatti sono tutti replicabili e si concede anche un bel “reaction video” come un PewDiePie qualsiasi, con ospite vip.

Voto: 4/5 alberghiero

Luca Natalini

L’inattività forzata e l’isolamento casalingo non sembrano essere situazioni ideali per il dinamico chef di Autem. Mentre tutti aspettavamo con ansia la ricetta del suo spaghetto in bianco, lui ci propone un laido spaghetto al ragù, volutamente bisunto e decadente, da abbinare a una canotta impadellata di sugo e a una maratona di Giorgione.

Voto: 2/5 rassegnato

Felix Lo Basso


Non si può dire che abbia tentato la carta della ruffianeria o della semplificazione casalinga. Se non per le tecniche abbastanza basilari, polvere di gamberi disidratati e acqua di mare non sono proprio ingredienti da credenza. Ma al momento il Felix Lo Basso Restaurant è in pausa di riflessione, per cui lo chef pugliese ne approfitta per testare qualche ingrediente gourmet, prontamente recapitato grazie al delivery. Non siate timidi, vedrete che la polvere di acqua di mare darà tutto un altro tono alle vostre preparazioni di pesce crudo.

Voto: 3/5 commerciale

Giuseppe Zen

È l’hamburger più buono di Milano, punto. E anche il solo definirlo “panino con la svizzera”, richiama quei sospiri nostalgici che sono il condimento romantico di un po’ tutta la cucina di Giuseppe Zen. Certo, senza la sua carne non vi verrà mai niente di vagamente paragonabile, ma avere un’idea generica di reverse searing dopo poco più di una decina di secondi di video su Instagram è più di quanto si possa chiedere.

Voto: 4/5 ispirato

Giancarlo Perbellini


Se l’interpretazione dei nuovi decreti non vede il foraging come attività illegale, Giancarlo Perbellini ha il piatto per voi: prendete i vostri bruscanzoli (germogli di luppolo selvatico, ma qualsiasi erba abbiate raccolto evitando assembramenti andrà benissimo) e seguitelo nel suo risottone, rifinito con abbastanza Grana Padano da risollevare l’economia del Consorzio in questi momenti di crisi. Zero fronzoli o gastrofregnate.

Voto: 3,5/5 imperituro

Eugenio Roncoroni

Ringraziamo lo chef di “Al Mercato” per aver pensato a darci un’idea per la colazione. Certo la quarantena impone tempi dilatati e un ormai insolito quanto imposto approccio rilassato al tempo, ma Eugenio non ha certo l’aria di essere uno a cui fotte alcunché dello status quo: si lancia in una spericolata esecuzione in cui cuoce l’uovo poché mentre monta la salsa Olandese, tosta il pane e caramella le noci, tutto contemporaneamente, in una sorta di pressure test in cui anche il serrato montaggio video contribuisce alla tensione.

Voto: 2,5/5 ansiogeno