di Luca Iaccarino 15 Maggio 2017
fassona al camino scabin

Se sei un grande chef hai tante soddisfazioni. I clienti. Le guide. I premi. Le trasmissioni tv.

Ma secondo me c’è una goduria che le batte tutte: quando un tuo piatto entra a far parte della cultura popolare.

Conquistare le tavole di tutti i giorni significa entrare nella storia: non in quella gastronomica –in cui ci si imprime con un risotto dalla foglia d’oro–, proprio in quella maiuscola, quella del costume, della vita quotidiana.

Pensate se uno potesse dire: ho inventato le lasagne; ho fatto i primi spaghetti al pomodoro.

Negli ultimi anni è capitato a pochi. A Michel Bras, ad esempio, il settantenne titolare dell’omonimo ristorante tristellato a Laguiole, minuscolo centro della Francia meridionale.

Bras nel 1981 inventa il coulant au chocolat. Da noi più noto come “tortino cuore caldo”. Capito? Il tortino cuore caldo! Quello con l’interno fuso! Oggi lo trovate in qualsiasi pizzeria di periferia. Che soddisfazione.

E’ capitato a un giovane cuoco londinese che nel 1994, dopo averne sentito tanto parlare, è andato a Quiberon, in Bretagna, ad assaggiare le caramelle salate di Monsieur Le Roux.

Poco dopo quel ragazzo ha aperto un ristorante che ha chiamato Fat Duck, ha messo in carta un dolce con il caramello salato e ora il caramello salato lo trovate in qualsiasi snack da Autogrill. Lui si chiama(va) Heston Blumenthal.

Son storie belle e famose.

Ma ne aggiungo una piccola: settimana scorsa vado con la famiglia in una bocciofila di quartiere. Un posto da formaggio e salame e tornei di scopone. E di secondo cosa mi arriva? Una reinterpretazione suina della celeberrima fassona al camino di Davide Scabin.

Cioè: un filettone di maiale in doppia panatura servito su un fornelletto di sapori fumanti. Avete capito?

Dal Combal.Zero di Rivoli la “fassona” ha viaggiato nello spazio, nel tempo e nelle classi sociali tanto da arrivare in una trattoria per famiglie e pensionati. Che sballo.

Per uno chef, ci può essere soddisfazione più grande di questa?