FOODEXP Torre del parco di Lecce

Eccolo qua che esplode l’orgoglio pugliese. Sempre più forte. Sempre più determinato. La settimana prossima Lecce si consolida come uno dei cuori della gastronomia nazionale con la seconda, promettente edizione di “Foodexp – I luoghi e i cuochi che cambiano il mondo.” Si terrà presso Torre del Palco, per l’esattezza, il 15, il 16 e il 17 aprile.

Il muscolare exploit turistico regionale degli ultimi vent’anni – vip che si contendono trulli, star hollywoodiane che preferiscono le masserie ai villini di Beverly Hills, il sorgere di strutture sopraffine come Borgo Egnazia a Savelletri – ha finalmente prodotto risultati gastronomicamente apprezzabili: sulla tradizione niente da dire – chi scrive è cresciuto a gnummareddi, bombette, purpu rustutu e ciceri e tria – ma, siamo franchi, fino a un lustro fa i ristoranti contemporanei si contavano sulle dita di uno zampone.

FOODEXP Manifesto

Poi, sempre sia lodato San Nicola, è arrivata la modernità. Che non significa tradire il passato, ma garantirgli un futuro. I ristoranti pugliesi hanno preso a far parlare di sé. Perché avevano qualcosa di nuovo da dire.

Là dove per anni la fiamma del progresso è stata portata avanti da Angelo Zabatelli e pochi altri, ora splendono nuovi astri: il magico duo Pellegrino-Potì dei Bros di Lecce; Solaika Marrocco del Primo Restaurant della stessa città (che ospita anche l’ottima 400 gradi pizzeria); l’arrivo al fianco di Maria Cicorella del Pashà di Conversano dell’enorme Antonio Zaccardi, per anni a fianco di Enrico Crippa a piazza Duomo ad Alba.

Capite: Conversano che strappa un cuoco ad Alba, vuol dire che c’è un vento nuovo. Possiamo chiamarla New Wave? Nouvelle Vague? Nuova Cucina Pugliese?

Tutto questo fermento porta, dunque, a FoodExp che si pone un obiettivo ambizioso: fare una manifestazione intelligente. Se non spaventa la parola, direi persino: colta. Cioè non un’accozzaglia di show cooking e nomi a caso transitati dalla tv per far parlar di sé – come capita ahimè spesso – ma un gruppo di persone che vogliono ragionare sul futuro del cibo ma anche in generale.

In tre giorni di incontri a Torre del Parco – un complesso del ’400 a dieci minuti dal centro storico che è sede charmant per cerimonie e, in questo caso, per convegni – si danno appuntamento alcune delle persone che stimo di più del grande mondo del cibo (che in questo caso non è “circo” modaiolo ma comunità).

Ci sarà Louise Pitcher, l’artefice d’un miracolo: la scuola da lei diretta, l’Ecole Hotelière de Lousanne, ha ottenuto la stella Michelin; una scuola! Come se un film degli studenti del DAMS vincesse l’Oscar! Ci saranno i più grandi dei rispettivi ambiti: Corrado Assenza per la pasticceria, Franco Pepe per la pizza, Josko Gravner per il vino. Tre Maestri (per loro il termine e la maiuscola si possono spendere) che sono qui in veste di “foodchangers”.

FOODEXP Josko Gravner - Gravner vini (Oslavia, Gorizia)

 

Ci saranno giovani che il mondo del cibo lo stanno cambiando: Riccardo Canella e David Zilber del Noma, Vincenzo Donatiello di Piazza Duomo, i Calabria Boys&Girl – Rossi, Biafòra, Ceraudo e Abbruzzino –, Diego Rossi, Barreca&Baccanelli, i Montaruli.

E ci sarà – è uno dei grandi tempi della ristorazione contemporanea – un focus sulla sala, con Ciro Scamardella, Alessandro Pipero, Andrea Aprea, Nicola Ultimo, Antonio Guida, Manuel Tempesta, Valentino Palmisano, Federico Bianconi.

Tanta carne al fuoco. Tante idee da cuocere a fuoco lento. Chi ama il mondo del cibo al netto delle paillette, troverà sostanza per i propri molari (e ci credo: la direzione artistica è di Sonia Gioia, una delle più serie persone del cibo di questo paese). E se lo potrà permettere: entrare un giorno costa 15 euro, 3 giorni 40; le cene 90 cadauna.

Sarà un grande convegno. Con un ulteriore, enorme vantaggio: tutt’intorno c’è Lecce.
Tutte le informazioni su www.foodexp.it.

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