di Cinzia Alfè 23 Agosto 2016
Davide Oldani, Gianfranco Vissani

“La cucina pop è una filosofia di vita…” Così esordiva un distaccato Davide Oldani qualche giorno fa in collegamento con lo studio di In onda, il programma di Parenzo e Labate su La7, con tanto di occhio languido e fare aristocratico parlando del suo personale tipo di cucina, la cucina “pop”.

Peccato che il povero Oldani non sia riuscito a terminare la frase, in quanto prontamente bloccato da un sanguigno Gianfranco Vissani, ospite anche lui nella medesima trasmissione, che subito lo interrompeva, chiedendogli senza tanti giri di parole: “ Che mi fai, come i vegani? E’ uno stile di vita??  Dai! E’ una “tua” cucina….”

E da lì in poi è iniziato lo spettacolo: Vissani, dopo essersela presa rispettivamente con i cuochi moderni, con la cottura a basse temperature e con le cucine avveniristiche che praticamente non servirebbero a nulla, in mano come sono a cuochi incapaci, ha riassunto in poche parole il suo pensiero sulla cucina attuale nonché sui suoi esimi colleghi: “Non siamo più capaci di cucinare un pollo, non sappiamo più fare un cz..o!”, ha affermato perentorio.

Ma non solo. Pungolato dall’infingardo intervistatore, l’esuberante chef  ha espresso anche altrettanto chiaramente  la sua idea sulla maggiore moda/religione gastronomica del momento, il veganesimo:

“I vegani? E’ una setta –ha sentenziato  Vissani– sono come i testimoni di Geova. Io li ammazzerei  tutti!  Io non ce l’ho coi vegetariani, anche Pitagora era vegetariano, ma mangiava uova e formaggio. Ma quelli non mangiano niente”.

A nulla è servito l’ammonimento di un divertito Oldani che prontamente ribatteva: “Gianfranco, non dire stupidate”: il nostro proseguiva dritto per la sua strada: “Quando vanno a comprare il pane, dentro c’è il miglioratore, che è estratto del pancreas del maiale. E non lo sanno!”.

In fiume in piena. Inarrestabile. Come non voler bene all’impetuoso Vissani, perennemente sopra le righe, sempre rigorosamente politically un-correct, verace, sincero e incurante di critiche o di tendenze à la page?

E come non immaginare che tale spontaneità sarebbe stata ripagata con altrettanta sonante moneta da parte di vegani intolleranti verso il Vissani-pensiero nonché, comprensibilmente, alla sua gentile idea al loro riguardo?

Infatti, eccoli palesarsi sotto le spettrali forme di Valerio Vassallo, emerito sconosciuto giù degnato dell’indifferenza di Giuseppe Cruciani, giornalista urticante de La Zanzara (“chi è Vassallo? Boh,non lo so, sarà uno dei tanti fanatici..”) e balzato agli onori delle cronache per la recente spedizione, in compagnia dei suoi pari, ai danni di un povero pescatore della domenica e di suo figlio, rei entrambi di dedicarsi alla cruenta attività della pesca.

Incursione per per cui si era guadagnato l’espulsione da parte della stessa Lega animalista di cui faceva parte nonché una bella denuncia in Procura da parte del genitore infuriato.

Sulla sua pagina Facebook, Vassallo si è infatti esibito in un simpatico post dedicato a Vissani, di cui vorrebbe imitare la spontanea schiettezza e tracimante rudezza, riuscendo però a scadere solamente nella più banale e becera delle volgarità adolescenziali da prima superiore:

“CARO GIANFRANCO VISSANI, SEI IL SIMBOLO DELL’IGNORANZA GASTRONOMICA…SE TU VORRESTI UCCIDERE I I VEGANI…COSA PENSI CHE LORO FAREBBERO TE ? CON TUTTO QUEL LARDO CHE HAI IN CORPO ATTENTO AL CALDO D’ESTATE… POTRESTI DIVENTARE 100 KG DI CICCIOLI DI VERO “PORCO”…

valerio vassallo, go vegan

comunque ti dedico una mia foto pro-formaggi VEGAN… 
invece di sparare cazzate tipo sul miglioratore del pane informati meglio,(visto che i miglioratori sono usati per pane di scarsa qualità e comunque ci sono miglioratori di soia) guardati…sei un povero uomo con la malattia dell’agnello: 
Cresce la panza si cala l’uccello…
GO VEGAN”.

A parte l’innegabile padronanza della lingua, la fine dialettica e il simpatico fraseggio degno delle migliori osterie italiche, viene da domandarsi una cosa: cosa se ne farebbero, proprio i vegani, dei “cento chili di ciccioli di vero porco” in cui vorrebbero ridurre il povero Vissani?

Loro, a cui il solo fatto di vedere Cruciani brandire un salame nostrano potrebbe causare un  immediato e repentino dissesto delle coronarie?

Ma soprattutto, come tacciare Vissani  di “ignoranza gastronomica”, lui, uno dei più apprezzati e conosciuti chef nazionali, la cui bravura, al di là della veracità gaffosa che gli è propria, non dovrebbero essere sconosciute a nessuno, nemmeno a un vegano?

Forse il nostro pallido eroe, stremato da insalate e ravanelli, non possiede né la forza né le capacità di gestire l’improvviso e gratuito successo che la sua filosofia di vita gli ha regalato, palesando chiari segni di stanchezza, oppure il suo affaticato cervello, estenuato anch’esso da troppe privazioni, reclamerebbe a gran voce, per effettuare valide connessioni logiche,   qualche dosaggio extra di proteine.

Di origine animale, però. Perché quelle vegetali assunte finora, non pare che gli abbiano giovato particolarmente.