Cosa succede tra Gianfranco Vissani e i vegani?

“La cucina pop è una filosofia di vita…” Così esordiva un distaccato Davide Oldani qualche giorno fa in collegamento con lo studio di In onda, il programma di Parenzo e Labate su La7, con tanto di occhio languido e fare aristocratico parlando del suo personale tipo di cucina, la cucina “pop”.

Peccato che il povero Oldani non sia riuscito a terminare la frase, in quanto prontamente bloccato da un sanguigno Gianfranco Vissani, ospite anche lui nella medesima trasmissione, che subito lo interrompeva, chiedendogli senza tanti giri di parole: “ Che mi fai, come i vegani? E’ uno stile di vita??  Dai! E’ una “tua” cucina….”

E da lì in poi è iniziato lo spettacolo: Vissani, dopo essersela presa rispettivamente con i cuochi moderni, con la cottura a basse temperature e con le cucine avveniristiche che praticamente non servirebbero a nulla, in mano come sono a cuochi incapaci, ha riassunto in poche parole il suo pensiero sulla cucina attuale nonché sui suoi esimi colleghi: “Non siamo più capaci di cucinare un pollo, non sappiamo più fare un cz..o!”, ha affermato perentorio.

Ma non solo. Pungolato dall’infingardo intervistatore, l’esuberante chef  ha espresso anche altrettanto chiaramente  la sua idea sulla maggiore moda/religione gastronomica del momento, il veganesimo:

“I vegani? E’ una setta –ha sentenziato  Vissani– sono come i testimoni di Geova. Io li ammazzerei  tutti!  Io non ce l’ho coi vegetariani, anche Pitagora era vegetariano, ma mangiava uova e formaggio. Ma quelli non mangiano niente”.

A nulla è servito l’ammonimento di un divertito Oldani che prontamente ribatteva: “Gianfranco, non dire stupidate”: il nostro proseguiva dritto per la sua strada: “Quando vanno a comprare il pane, dentro c’è il miglioratore, che è estratto del pancreas del maiale. E non lo sanno!”.

In fiume in piena. Inarrestabile. Come non voler bene all’impetuoso Vissani, perennemente sopra le righe, sempre rigorosamente politically un-correct, verace, sincero e incurante di critiche o di tendenze à la page?

E come non immaginare che tale spontaneità sarebbe stata ripagata con altrettanta sonante moneta da parte di vegani intolleranti verso il Vissani-pensiero nonché, comprensibilmente, alla sua gentile idea al loro riguardo?

Infatti, eccoli palesarsi sotto le spettrali forme di Valerio Vassallo, emerito sconosciuto giù degnato dell’indifferenza di Giuseppe Cruciani, giornalista urticante de La Zanzara (“chi è Vassallo? Boh,non lo so, sarà uno dei tanti fanatici..”) e balzato agli onori delle cronache per la recente spedizione, in compagnia dei suoi pari, ai danni di un povero pescatore della domenica e di suo figlio, rei entrambi di dedicarsi alla cruenta attività della pesca.

Incursione per per cui si era guadagnato l’espulsione da parte della stessa Lega animalista di cui faceva parte nonché una bella denuncia in Procura da parte del genitore infuriato.

Sulla sua pagina Facebook, Vassallo si è infatti esibito in un simpatico post dedicato a Vissani, di cui vorrebbe imitare la spontanea schiettezza e tracimante rudezza, riuscendo però a scadere solamente nella più banale e becera delle volgarità adolescenziali da prima superiore:

“CARO GIANFRANCO VISSANI, SEI IL SIMBOLO DELL’IGNORANZA GASTRONOMICA…SE TU VORRESTI UCCIDERE I I VEGANI…COSA PENSI CHE LORO FAREBBERO TE ? CON TUTTO QUEL LARDO CHE HAI IN CORPO ATTENTO AL CALDO D’ESTATE… POTRESTI DIVENTARE 100 KG DI CICCIOLI DI VERO “PORCO”…

valerio vassallo, go vegan

comunque ti dedico una mia foto pro-formaggi VEGAN… 
invece di sparare cazzate tipo sul miglioratore del pane informati meglio,(visto che i miglioratori sono usati per pane di scarsa qualità e comunque ci sono miglioratori di soia) guardati…sei un povero uomo con la malattia dell’agnello: 
Cresce la panza si cala l’uccello…
GO VEGAN”.

A parte l’innegabile padronanza della lingua, la fine dialettica e il simpatico fraseggio degno delle migliori osterie italiche, viene da domandarsi una cosa: cosa se ne farebbero, proprio i vegani, dei “cento chili di ciccioli di vero porco” in cui vorrebbero ridurre il povero Vissani?

Loro, a cui il solo fatto di vedere Cruciani brandire un salame nostrano potrebbe causare un  immediato e repentino dissesto delle coronarie?

Ma soprattutto, come tacciare Vissani  di “ignoranza gastronomica”, lui, uno dei più apprezzati e conosciuti chef nazionali, la cui bravura, al di là della veracità gaffosa che gli è propria, non dovrebbero essere sconosciute a nessuno, nemmeno a un vegano?

Forse il nostro pallido eroe, stremato da insalate e ravanelli, non possiede né la forza né le capacità di gestire l’improvviso e gratuito successo che la sua filosofia di vita gli ha regalato, palesando chiari segni di stanchezza, oppure il suo affaticato cervello, estenuato anch’esso da troppe privazioni, reclamerebbe a gran voce, per effettuare valide connessioni logiche,   qualche dosaggio extra di proteine.

Di origine animale, però. Perché quelle vegetali assunte finora, non pare che gli abbiano giovato particolarmente.

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

23 agosto 2016

commenti (44)

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  1. Vissani ha il pregio di essere un tipo schietto ma ha il difetto di dire spesso delle c.zz.te.

    1. Vero. Ma sui vegani mi viene da dargli totalmente ragione. A patto che coniughi correttamente i verbi ^_^

    2. Io osservo una dieta vegana e Vissani, come tutti quelli che non conoscono il senso della misura, dice spesso cose inesatte e parla di cose che non conosce. Però c’è da riconoscere che le repliche che ha ricevuto sono di livello così basso da farmi perdere la fiducia nell’umanità! 🙂

  2. suvvia, per citare il buon Oldani, non dire stupidate! quello ti sembra
    l’addome di uno stremato da insalate e ravanelli?

    a Vissani stanno sullo stomaco i vegani perché non andrebbero mai a mangiare da lui e, se anche ci andassero, forse non avrebbe nulla nel menu da proporre loro, tutto qui.

    1. Non vedo il problema. Io sono vegano e da Vissani non andrei mai perchè già so che non troverei nulla da mangiare. Peccato per lui (e per me) che non voglia tentare di esplorare nuove possibilità e si voglia precludere una fetta di mercato.

      Poi per carità, i cretini sono ovunque, tra i vegani e non.

  3. Riportiamo le frasi per come sono state dette: “I vegani E’ una setta” e “io li AMMAZZEREBBE tutti” 😀
    Poi, a un cuoco è richiesto di saper cucinare bene, però…
    Sull’argomento, è stato un pò troppo esplicito, ma se andate a leggere i commenti su certi siti vegani/animalisti, tra loro ce ne sono anche di peggiori.

    1. * un po’, con l’apostrofo

      *togli la virgola dopo “argomento”

      *metti il punto e virgola dopo “esplicito”

      *metti la virgola dopo “ma”

      😉

    2. * lo so, ma sul web risparmio tempo usando “ò”
      * hai ragione
      * non penso che serva il punto e virgola in quel caso
      * non è che dopo “ma” la virgola ci vada sempre, forse in questo caso non serve, se proprio dovessi scegliere forse toglierei l’ultima.

      Comunque non devo andare in TV a fare salotto di fronte a del pubblico, qui sono al bar.

    3. Nemmeno io metterei un punto e virgola, ma quella che viene dopo il tuo “ma” è una parentetica e se non viene infilata tra due parentesi allora serve chiuderla dolcemente tra due virgole. 🙂

    1. La verità è che Vissani difende unicamente i suoi interessi….non vuole mettersi in discussione..nell’alimentazione del futuro gli allevamenti intensivi saranno eliminati poiché insostenibili…Quindi cerchiamo di sperimentare in cucina!! Poi mangiare prodotti naturali e poco elaborati vuol dire tornare alle origini, alle tradizioni….
      I miei ospiti ieri a casa mia hanno mangiato lasagne vegane, non se ne sono neppure accorti!!

    2. Lasagna vegana ?
      Ci dai la ricetta ?

    3. Valeria, per non accorgersi che in una lasagna manca la carne nel ragù, i tuoi ospiti devono proprio essere cresciuti in famiglie dove la mamma i fornelli li accendeva di rado…probabilmente i classici cittadini che non sanno come è fatta una mucca, ad esempio.

    4. Valeria combi, tornare alle origini significa includere la carne. E’ la dieta paleo.

  4. Perché non scrivi tutto quello che ha detto? Ti fermi a metà discorso? Hai tralasciato la spiegazione successiva (volutamente?) cioè il motivo di non sponsorizzare certe coltivazioni (soia, ecc…) perché OGM, i semi modificati sono proprietà di multinazionali che con queste “mode” si arricchiscono, e aggiungo, non so quanto salutari per noi.
    Fortunatamente Vissani ha il coraggio di dire le cose come stanno senza farsi problemi.

    1. mmmm, invece i bovini, i polli e i maiali tanto decantati cosa mangiano? mais e soia ogm per lo più

      credo che con questa argomentazione fosse un po’ fuori strada, per non dire che si è dimenticato che esistono anche le verdure e i legumi non ogm, basta scegliere

  5. Tra Oldani,Vissani e i vegani integralisti non so chi sia più sciroccato. Li metto sullo stesso piano, per motivi diversi.

    1. veramente oldani mi pare abbia reagito con buon senso e tutto mi sembra fuorché un integralista.

      comunque sul ‘ma quelli non mangiano niente’ si impone un sontuoso ‘ e a te che ti frega ?’

      ps.: mickey ma fammi capire … ogni tanto leggi il contenuto dei post e dei commenti o fai solo le pulci per gli errori ?

    2. @razmataz

      Orval ha corretto le bestialità di Vissani. Vuoi fare il Grammar Nazi? Non devi commettere ALCUN errore.

      Mi è concesso di farlo notare, dando per scontato che la democrazia me lo consenta? Devo preoccuparmi del fatto che a te dia fastidio?

      Non immagini quanto poco possa interessarmi.

      Cordialità :-*

  6. In queste trasmissioni a parlare di questi argomenti così delicati invitiamo gente qualificata: nutrizionisti docenti dell’alimentazione! ! Non invitiamo solo i Vissani di turno che fanno parte del business legato ai consumo della carne!!

    1. Guarda che il consumo della carne non è solo un business, ma è parte della dieta onnivora che accompagna l’uomo da almeno un paio di milioni di anni (seppur in passato la si mangiava più di rado, e oggi in troppi ne mangiano troppa, e di pessima qualità).

  7. Al di là del fatto che se l’alimentazione naturale dell’uomo fosse quella di tipo vegetale avremmo 4 stomaci, molari più sviluppati, senza canini, ecc.;
    ho molto apprezzato quello che dice Vissani sulla cucina (non-cucina) moderna (che condivido) e il piacevole, divertente, ironico e acuto commento della redattrice che ha centrato l’argomento e mi ha fatto veramente divertire!

  8. @Vissani
    A inizio anni ’90 eri avantissimo. Facevi divulgazione, parlavi di cotture veloci, dell’importanza del taglio, ponevi l’enfasi sulla verdure, sui brodi, proponevi abbinamenti arditi per l’epoca ma che oggi sono consolidati. Conservo con affetto i tuoi vecchi libri ma oggi, ahimè, sei alla deriva.

    @Cinzia
    Sinceramente mi sono scocciato di leggere, da parte di persone del settore alimentare, di “moda” e “religione” vegana/vegetariana. Intendiamoci: non è moda nell’accezione corrente, non lo è nel significato statistico, non è religione perché non riguarda il soprannaturale, non è setta perché non mi risulta ci siano strutture tipo scientology a cui i vegan donino soldi e da cui ricevano norme di comportamento.
    Mode sono dire “impiattare”, dire “food” o usare il pepe di Sichuan ovunque.
    La scelta veg è, per l’appunto, una scelta. Consapevole, fideistica, ragionata, errata, amorevole, utopistica o fanatica ma pur sempre una scelta.
    Mangiar bistecche non è una moda è una scelta.
    Non mangiar bistecche lo è almeno altrettanto.

    1. Grazie per i tuoi chiarimenti e per il tuo punto di vista. Ciao.

    2. E’ semplicemente un business… Per chi vuol farsi “infinocchiare”

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