di Pierpaolo Greco 18 Aprile 2018

Cosa c’entrano gli chef stellati con i videogiochi? No, dai, seriamente.

Mai dire mai, ormai dovrei saperlo. Infatti, qualche settimana fa, pungolato da un invito promettente, mi sono armato di zaino e telecamera e ho partecipato a un pranzo singolare.

Destinazione il ristorante El Coq di Lorenzo Cogo, nel pieno centro di Vicenza.

Di Cogo abbiamo parlato altre volte qui su Dissapore. Chef giovane e stellato, di belle idee e audaci speranze, due anni fa chiude il ristorante di Marano Vicentino per approdare a Vicenza alla ricerca di nuovi clienti, elemento cruciale per un ristoratore che pensa in grande.

[El Coq di Lorenzo Cogo riapre in piazza dei Signori a Vicenza]

Lo spostamento non cambia il giudizio della guida Michelin, che nell’edizione 2018 riconferma la stella allo chef.

Ma, dicevamo, cosa c’entrano i videogiochi con gli chef stellati?

Ci mette lo zampino Ubisoft, azienda francese che sviluppa videogiochi con un fatturato in crescita esponenziale negli ultimi anni.

Protagonista dell’iniziativa di Ubisoft è Far Cry 5: gioco d’azione denso di sparatorie che ruota attorno alla lotta di uno sceriffo contro una setta fanatica-religiosa.

È stata l’ambientazione ad accendere la scintilla della partnership. Il videogioco si svolge in una cittadina inventata del Montana, lo stato americano delle praterie a perdita d’occhio e gli incredibili paesaggi rurali, che molti di noi associano ancora ai cowboy e alla carne in scatola avvolta nella gelatina.

Immagini folcloristiche, anche se il Montana mantiene uno spiccato legame con l’identità nazionale americana, e con molte tradizioni che, ovviamente, interessano anche il cibo.

Ed è a questo punto che nella storia entra Lorenzo Cogo, chef sì ma anche perfetto esempio di videogiocatore moderno. Giovane, sveglio e in grado di sguazzare nelle sue passioni, come quella della cucina, per trasformarle in punti di pil personale (insomma, guadagni).

E siccome adora viaggiare, Ubisoft, che intende promuovere il nuovo videogioco ambientato negli Stati Uniti, gli propone di unire le forze.

Dall’incontro nascono tre piatti elaborati dal giovane chef veneto durante una lunga permanenza nel Montana che gli permette di conoscere le pietanze tipiche e le attività del perfetto cowboy: caccia, pesca e contemplazione orgogliosa dei paesaggi.

Tutto ripreso con dovizia di particolari in un documentario realizzato dallo stesso Cogo e distribuito da Ubisoft un po’ ovunque. Oltre ai piatti, lo chef ci mette di suo un entusiasmo contagioso per l’avventura, ben visibile nella chiacchierata che abbiamo fatto con lui, ripresa nel video che vedete in questa pagina.

Bene, adesso torniamo a Vicenza, al ristorante El Coq. Il pranzo organizzato da Cogo e Ubisoft ha per protagonisti tre piatti dello chef ispirati al Montana.

I paccheri gratinati con ragù di cervo sono la versione italianizzata del ”biscuits and gravy”, piattone-pastrocchio spesso presente nella colazione da campioni degli americani.

Nel tentativo di compiacere i palati italiani, Cogo presenta il piatto dentro una piccola padella che fa subito intimità famigliare e pranzo della domenica, in continuità con i classici del comfort food all’italiana: lasagne, cannelloni, pasticci e, per l’appunto, paccheri ripieni.

Il secondo piatto rappresenta l’occasione per Cogo di far sentire la sua mano nella trota Iridea, accompagnata con maionese al ginepro e latte ai pinoli.

Pochi ingredienti, ben sfruttati, per richiamare alla mente un battuta di pesca all’aria aperta. Immersi fino alle ginocchia in un torrente freddissimo delimitato dagli arbusti di ginepro, con il bosco alle spalle.

Con il terzo piatto, i riferimenti a Far Cry 5 diventano ancora più evidenti. L’aspetto truculento e sanguinario del videogioco, con le sparatorie che finiscono inevitabilmente per coinvolgere il giocatore, si ritrovano nell’ultima portata: “La comunione di Joseph”.

Una tartare fatta con il cuore del vitellone, tritata al coltello e condita con prugna fermentata per aumentarne l’acidità, farcisce due particole sconsacrate.

Accompagna tutto un Bloody Mary con il tocco di Cogo, vale a dire una squisita salsa barbecue alla barbabietola.

Il piatto stesso e la consegna dell’ostia ripiena di tartare nelle nostre mani, sono un esempio riuscito di come si trasferisce l’anima sanguigna dei videogiochi odierni in una portata. Con Cogo che per l’occasione assume il ruolo di un sacerdote pagano.

Lo chef imita Joseph, l’antagonista di Far Cry 5, il capo della setta che costringerà un’intera cittadina del Montana a barricarsi entro i suoi confini, e a rispettare alla lettera i comandamenti del santone improvvisato, in un circolo vizioso dove la realtà diventa videogioco.

Che, a sua volta, diventa realtà.