di Luca Iaccarino 13 Giugno 2019
Martina Caruso, Caterina Ceraudo e Gaia Giordano
Martina Caruso, Caterina Ceraudo e Gaia Giordano non si somigliano per niente. La prima è ragazza siciliana, limpida, cresciuta in un minuscolo centro; la seconda è una giovane donna calabrese dolce e sorniona; la terza una donna romana elegante e rigorosa. Eppure una accanto all’altra stanno bene, sono inaspettatamente ben assortite. C’è sintonia, “feeling” avrebbe detto Riccardo Cocciante. Scherzano, lavorano, chiacchierano.
L’occasione è la prima tappa del tour “Indomite in cucina“, le tre cene promosse da Veuve Clicquot con le membre dell'”Atelier des Grandes Dames”, la costituenda associazione di cuoche. Siamo a Salina, una delle isole Eolie, al ristorante dell’hotel Signum, padrona di casa la famiglia Caruso di cui Martina è ultimogenita e cuoca del ristorante con una stella Michelin.
Martina Caruso, Caterina Ceraudo e Gaia Giordano
Le tre nei prossimi mesi si scambieranno i ruoli: il 26 luglio toccherà a Caterina Ceraudo ospitare le altre due al ristorante di famiglia, il Dattilo di Strongoli (Crotone); il 19 settembre si finirà a Spazio Niko Romito Roma, la cucina di Gaia Giordano (per prenotare si contattano i rispettivi ristoranti; costo 120 euro con fiumi dei migliori champagne della Vedova).
Mentre preparano la cena assieme, mentre Martina mostra a Gaia il barbecue sulla terrazza e Caterina passa loro gli attrezzi, si capisce finalmente il senso dell’operazione che la maison sta portando avanti da anni con le cuoche italiane: i premi al femminile che attribuisce periodicamente con Michelin, L’Espresso e altre guide non sono un fine ma un mezzo. L’obiettivo è costruire un gruppo di cuoche, donne, imprenditrici che siano d’esempio, che dimostrino che si può fare.
Stasera (la prima delle tre cene è avvenuta domenica 9 giugno) queste tre donne distanti per storia, cultura, età e provenienza non stanno solo cucinando, stanno inverando il vecchio adagio: l’unione fa la forza. La cucina può essere donna se le donne si (ri)prendono la cucina. Salina è il posto giusto per dimostrarlo: femmina è la Sicilia, femmina è Salina, femmina la parmigiana che qui viene servita persino a colazione e femmina è anche la sindaca del paese, la madre di Martina. Il girlpower ha un dannato bisogno di apripista.
Polpetta di cipolla affumicata (Martina Caruso)
Martina Caruso, Caterina Ceraudo e Gaia Giordano
Melanzana in agrodolce (Gaia Giordano)
Martina Caruso, Caterina Ceraudo e Gaia Giordano
Mezzi paccheri pomodoro e tonno Alalunga (Martina Caruso)
Martina Caruso, Caterina Ceraudo e Gaia Giordano
Sgombro, yogurt e finocchietto (Caterina Ceraudo)
Martina Caruso, Caterina Ceraudo e Gaia Giordano
Carota, arancia, cioccolato e caramello salato (Martina Caruso)
Martina Caruso, Caterina Ceraudo e Gaia Giordano
[Foto | Stefano Butturini]

commenti (0)

Accedi / Registrati e lascia un commento