di Nunzia Clemente 26 Maggio 2016
Massimo Bottura

Per un momento, martedì notte, quando in una strada di Montreal si è ritrovato con un faro della polizia puntato contro, Massimo Bottura ha seriamente pensato di trovarsi dentro a un film di spionaggio.

Ma le bellicose intenzioni dei poliziotti dipendevano soltanto dalla mano pesante che il governo del Quebec e la polizia della città canadese usano per contrastare Uber, in difesa dei tassisti.

Invitato a Montreal dal Centro Phi, che ha co-prodotto un documentario su uno dei progetti ideato dallo chef modenese per contrastare lo spreco alimentare, Bottura, sua moglie Lara e due collaboratori stanno rientrando in hotel dopo una cena al ristorante Le Vin Papillon, in rue Notre Dame, quando la polizia ferma il mezzo su cui viaggiano.

Scatta una brusca perquisizione da parte di un particolare corpo di polizia chiamato City Taxi inspector, cioè personale addetto al controllo dei taxi. Un fenomeno in crescita con l’esplosione di servizi come Uber, dove i privati mettono a disposizione i loro servizi bypassando i canali ufficiali.

In realtà lo chef non sta utilizzando i servizi di Uber, ha semplicemente affittato un minivan per gli spostamenti.

Con un comportamento spiacevole e intimidatorio i poliziotti si oppongono alla richiesta di spiegare in inglese i motivi del fermo, per diversi minuti Bottura e i suoi, nessuno dei quali parla francese, non riescono a capire cosa stia succedendo.

La disavventura ha lasciato il segno: sulle prime Bottura si è detto sconvolto per l’accaduto.

Ho avuto l’impressione di trovarmi in uno stato di polizia, ha detto al giornalista di La presse che ha raccolto la testimonianza. Oltre ad essere stato trattato in modo brusco, Bottura afferma i modi degli ispettori li hanno pietrificati.

La compagnia dei taxi ha invitato Bottura a sporgere denuncia contro il comportamento inaccettabile dei poliziotti, ma lo chef modenese ha rinunciato.

Hanno tutto il diritto di controllare, ma una cosa sono i controlli, altro è trasformarsi in bulli aggressivi che intimidiscono le persone.

 

[Crediti | Link: La presse, Eater Canada]