di Cinzia Alfè 6 Febbraio 2017
salt bae

Sguardo magnetico, fascino cupo, pose statuarie e l’immancabile, affilatissimo coltello tra le mani. Chi pensa che Carlo Cracco abbia uno sguardo tagliente, sicuramente non ha mai visto quello di Salt Bae.

O meglio, quello di Nusret Gökçe, il cuoco turco che sta letteralmente spopolando su ogni social come novello Jack Lo Squartatore di quarti di bue.

Grazie allo sguardo magnetico, a una vaga somiglianza con Johnny Depp –abilmente accentuata da abbigliamento e accessori– e grazie al suo modo di massaggiare, accarezzare, soprattutto tagliare scenograficamente bistecche e costate, l’abile chef è riuscito in pochissimo tempo a collezionare milioni di follower.

Complici i cliccatissimi video, come quello chiamato “Ottoman Steak”, in cui l’implacabile coltello del nostro seziona salsicce e bistecche con sensuale piacere, con gesti precisi, finendo con l’immancabile gesto della salatura, svolta con una posa a metà tra il torero vittorioso e il ballerino di flamenco.

Statuario –nonostante la statura che si attesta su quella media dei toreri– fiero, quasi a rendere omaggio ai resti del povero animale appena finito di sezionare. Guardate qui:

Ottoman steak ?

Un video pubblicato da nusr_et (@nusr_et) in data:

Uno spettacolo vero e proprio, attentamente studiato e sapientemente messo in opera, che ha attirato nei suoi locali personaggi e celebrità internazionali, dall’asso del tennis Roger Federer a Antonio Banderas, da Fabio Capello a Tommy Hilfiger, per finire con Leonardo di Caprio, immortalato proprio in questi giorni davanti a una bistecca che il magnetico chef sta provvedendo a salare con il suo tipico gesto.

2017 Oscar adayi sensin dedi#saltbae #saltlife #salt @leonardodicaprio

Una foto pubblicata da nusr_et (@nusr_et) in data:

Ma chi è esattamente Salt Bae, e come ha fatto ad arrivare in un paio di settimane a un tale livello di popolarità soltanto tagliando e salando bistecche?

Salt Bae, chi è costui?

Nurse Gökçe, ormai per tutti Salt Bae, ha iniziato la sua carriera a 14 anni come garzone di macelleria, mestiere che lo ha introdotto alla  passione per la carne, e che nel 2010 lo ha portato ad aprire la prima steak-house. Adesso sono in tutto cinque, oltre a due hamburgherie tra Istanbul, Ankara e Dubai.

Secondo i media turchi, la sua catena di ristoranti dove la carne è protagonista indiscussa, vale ora milioni di dollari, e dà lavoro a ben 400 persone.

Con buona pace di vegani e “iene” varie.

Salt Bae? E che significa?

Sembra che il  popolare cuoco abbia appreso velocemente le dinamiche della rete e dello spettacolo, ed ecco il motivo per cui  ha ben presto affiancato alle sue generalità, leggermente ostiche, un nome d’arte più dolce e fruibile dal mondo social: Salt Bae.

Nome composto da “salt”, sale, omaggio al suo tipico gesto del salare la carne dall’alto, e Bae, acronimo di “before anyone else”. In pratica, l’intero nome d’arte starebbe a significare “sala prima di ogni altro” (???).

Okay, forse era meglio tenersi Nusret Gökçe.

Re dei social

La popolarità del cuoco turco è essenzialmente dovuta, lo ripetiamo, ai video e alle sue pose che, avvolto nella bandiera turca o abbracciato a una delle tante star che visitano i suoi locali, condivide con puntualità su tutti i social che si trovano in rete.

La sua pagina Instagram conta quasi tre milioni e mezzo di follower e il famoso video in cui seziona con sadica precisione una bistecca munito di regolare mannaia, postato il 7 gennaio scorso, ha per ora oltre 10 milioni di visualizzazioni.

E nel frattempo apre a Londra e New York

L’accorto Salt Bae ha intenzione di capitalizzare velocemente la popolarità che i video gli hanno fornito, e infatti nei prossimi mesi aprirà altri due ristoranti, uno a Londra e uno a New York (a settembre, nel palazzo CBS sulla 53ma Strada), con annessa macelleria.

Qui, il sexy squartatore di costate raccoglierà i frutti della sue imprese “social”, aumentando le schiere dei fan che, con ogni probabilità, accorreranno per vederlo massaggiare filetti e scamoni salandoli infine con gesto imperioso: lo spettacolo è servito.

[Crediti: The Sun, Munchies.Vice, Il fatto quotidiano, New York Post]