di Massimo Bernardi 11 Febbraio 2010

San Valentino piccanteGià vedo il ditino alzato di chi ha letto il titolo: “quanti San Valentino sprecati a leggere cazzate sui cibi afrodisiaci, ettepareva che Dissapore non si accodava? Siccome vogliamo crescere lettori sani, risolti e distesi, piuttosto che riempire questo post con scemenze per urangutan del Borneo al guinzaglio, mangio il 19,2% del mio peso in cioccolato, cioè la quantità necessaria per cambiare significativamente l’umore. Okay, tendendo a sciogliersi in bocca alla temperatura corporea, e contenendo sostanze chimiche tipo la feniletilamina, che produce sensazioni di euforia, il cioccolato rimane romantico e piacevole, tuttavia la sua reputazione come afrodisiaco è molto esagerata.

Ma chiediamoci cosa abbiamo scelto finora per concludere in modo soddisfacente la cena di San Valentino. Foie gras, caviale, tartufo e Champagne, considerati romantici perché rari e lussuosi. Fichi, asparagi e cetrioli perché ricordano gli organi sessuali maschili e femminili. Oppure, abbiamo diviso il cibo prendendolo dallo stesso piatto. Sì certo, anche succhiato le ostriche in modo sensuale e voluttuoso.

Tempo perso a dar retta alla scienza. Di sicuro c’è che le ostriche contengono zinco, e lo zinco favorisce la produzione di sperma. (Ma per avere un reale beneficio se ne dovrebbero mangiare quantità enormi). E l’aglio contiene un aminoacido che aumentando il flusso sanguigno, potrebbe favorire le erezioni.

Ricordiamoci però che per gli scienziati, l’aspetto fondamentale del rapporto tra cibo e attrazione sessuale è legato agli odori. Raccogliendo l’assist, oggi non sono pochi gli chef che cucinano calcolando il richiamo nostalgico innescato dai profumi. E’ il cosiddetto “effetto proustiano”. Heston Blumenthal del Fat Duck di Bray, in Inghilterra, chiede ai suoi ospiti di scrivere ricordi d’infanzia evocati dal cibo che in seguito usa come ispirazione per i suoi piatti. Le essenze spray di Massimiliano Alajmo, chef del ristorante Le Calandre di Rubano, Padova, sono estratti di alcuni cibi in grado di far rivivere un’emozione importante provata in passato.

E’ probabile che per concludersi come tutti ci auguriamo, la cena di San Valentino dovrebbe essere un’esperienza sensoriale completa, che coinvolge gusto, olfatto e perfino il suono.

Ora, precisato che per certe coppie festeggiare come fanno tutti, non è per niente sexy, voi cosa preferite mangiare per San Valentino. E come? Cenetta per due nell’intimità domestica o anche ‘stavolta non rinunciate al ristorante?