di Stefano Caffarri 11 Aprile 2010
Barbecue macho

Un amico napoletano partito militare con me mi regalò un cornetto portafortuna. L’ho sempre conservato con cura, perchè allo spuntare del primo sole ne viene inevitabile l’uso: appena s’alza il grido “c’è il sole facciamo una bella grigliata” corro al cassetto dei cimeli e lo sfrego forte, che m’attende un’ardua prova. Purtroppo ho un’immaginazione fervidamente figurativa, e quell’annuncio materializza davanti ai miei occhi il turpe scenario dell’amico che non sa cuocere un uovo sodo ma se c’è la grigliata si scatena, e me lo ritrovo a petto nudo, sudato e cotto dalla carbonella e dal sole, a menar fendenti sull’arnese rovente, fumante, spetazzante.

Intorno le signore acclamare le ineludibili verdure alla griglia e che la carne sia “bella cotta”. I bimbi corrono rovesciando i vassoi usa-e-getta con la carne bella rosea appena estratta dai contenitori plastici, infilzandosi con lo spiedo, ustionandosi con le molle per la brace. Sui tavoli vino bianco caldo, vino rosso caldo, acqua calda, pane di ieri, gelato della gelateria in fase di avanzato squagliamento.

Ora, siccome la vita è troppo breve per soffrire anche di grigliatone aggravato, vediamo di proporre gli Ingredienti per un buon BBQ all’italiana (e non quelle robe malloppose che si vedono nei film americani quando s’invita il capo di lui e la di lui famiglia per avere l’anelata promozione).

Ingrediente n.1:  Il Macellaio.
Voglio entrare in macelleria con un’idea approssimativa delle persone presenti al baccanale e di quello che voglio arrostire, e dire Faccia lei. Bistecche, fette di carne, tagli da spiedini, sarsicce, luganiche, costine, ma Faccia lei. Voglio un professionista nelle cui braccia villose e polpute tuffarmi, abbandonarmi alla lussuria senza freni inibitori (e soprattutto senza le insopportabili vaschette termoformate)

Ingrediente n.2: L’Ombrellone
Voglio che il fuochista non si cuocia il cervello sotto il primo sole d’aprile, e poi debba bere birre economiche gelate per ristorarsi, e poi mi sbagli tutte le cotture. Voglio un giardino, anche di soli 100 metriquadri, in cui i bimbi possano girare alla larga dalle armi improprie. Le donne potranno accedere alle masserizie solo a tavola. E voglio il secchio dell’acqua fredda per il vino. Lambrusco come se piovesse.

 

Ingrediente n.3: Il Fuoco
Vedo già la fila dei Soloni della Carbonella: che ci diranno che ci vuole un accorato blend di bragia di legni aromatici: abete sonoro della Valdifassa, olivo muto del Gennargentu, ginepro variegato dei Monti della Laga, quercia ramata dell’Oltrepo Pavese. Che i tizzoni si dovranno spegnere e poi discostare dalla carne a 17.3 centimetri, e mi rincorreranno con il doppio decimetro per misurare. E che la griglia dovrà essere fatta in ferro spazzolato a mano da operai Kirgisi ottuagenari. Ma a noi basterà una bella piastra di ghisa ad alto spessore, con le sue belle onduline: scaldata con il gas in 7 minuti netti, pronti via alla cottura, margine di errore nullo.

Ho dimenticato qualcosa?

[Immagini: JPGMag/Niky Conolly, Gusto e gusti, Michelle’s Project 365]