Il castagnaccio è una ricetta unica nel suo genere: è semplicissima ma al contempo sofisticata, estremamente rustica ma elegante, povera e nutriente al tempo stesso. Versatile, per giunta, perché può farci da dessert o antipasto salato.
Difficile, insomma, saper rendere giustizia in poche righe a questa bontà. Farina di castagne, acqua, uvetta, olio, pinoli e una manciata di varianti in base alla regione di provenienza: ecco tutto ciò che serve per questa preparazione gluten e grain free, senza uova, vegana, strepitosa. Originario della Toscana, il castagnaccio è stato declinato in più zone d’Italia (Piemonte, Umbria, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto) e anche in Corsica. In base al dialetto assume i nomi più disparati – patòna, ghirighio, baldino, torta di neccio – e varianti; lo si prepara con le noci, il rosmarino (ramerino, nella versione toscana), scorze d’arancia o limone, addirittura semi di finocchio.
La castagna, però, è sempre la protagonista, coadiuvata da pochissime aggiunte che ne potenziano l’aromaticità: facile sbagliarsi, quindi, quando si ha a che fare con così pochi ingredienti e direttive. Ecco gli errori da evitare per il castagnaccio perfetto.
Tagliare la farina di castagne
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Dovete sapere che la farina di castagne funziona un po’ come la farina di ceci: è collosa, non necessita di altro per cuocere e compattarsi. Inutile quindi volerla addizionare con amido di mais, fecola di patate o – peggio – farina 00.
Non pesare acqua e farina
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Vero è che il castagnaccio è davvero molto semplice da preparare, anche per chi ai fornelli ha difficoltà, ma non consiglio di andare a occhio. Aggiungendo troppa acqua otterreste una pastella troppo liquida, che dovreste correggere con ulteriore farina di castagne in un gioco senza fine; idem il contrario, se risultasse troppo consistente. Quindi, pesate: su 500 g di farina, solitamente si aggiungono 550-600 g di acqua.
Usare un olio non extravergine di oliva…
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L’olio nei dolci è un ottimo sostituito del burro, ne abbiamo parlato molte volte anche per la pasta frolla. Solitamente l’olio prediletto è quello di semi, in quanto neutro di sapore. Ebbene, per il castagnaccio non si discute: serve il sapore dell’extravergine di oliva. Stop.
…e aver paura di abbondare
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Non solo va usato olio extravergine di oliva, ma non dovete nemmeno aver paura di abbondare. Certo, il castagnaccio non è una focaccia da annegare, ma ungetela bene sta teglia, e mettetene un corposo “filo” in superficie prima di infornare!
Aggiungere zucchero
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La farina di castagne è dolce in maniera naturale: un dolce non troppo dolce, delicato, con molte note di sapore. Perché mai rovinarla aggiungendo zucchero, violentemente? Evitate di dolcificare il castagnaccio: banditi zucchero, miele, agave, qualunque cosa.
Non equilibrare gli aromi
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Per rendere il castagnaccio completo, serve tutto: una nota croccante (pinoli e/o noci o frutta secca in genere), una nota balsamica (rosmarino, semi di finocchio), una nota fresca (scorza di limone, o arancia), una nota spiccatamente dolce (l’uvetta). Eliminare uno di questi ingredienti sarebbe proprio un peccato.