di Cristina Scateni 10 Aprile 2012

Non ho dati certi, né statistiche, né ricerche. Solo supposizioni per le quali ho bisogno d’aiuto. Il vostro. Influenzata dal mio amore profondo, ho avuto l’ardire di affermare senza esitazioni di fronte a una platea di amici, che il carciofo è la verdura più amata dagli italiani. Mentre mi dimenavo in nome del guerriero peloso, ho individuato alcuni punti fermi.

Il sapore.
Il suo sapore è di certo inconfondibile. Ricco di ferro, quasi metallico sotto il palato. Quindi, o piace o non piace. Io lo trovo delizioso. Non s’era capito?

La versatilità nella cottura.
Si può bollire, mangiare crudo, friggere, arrostire, stufare, cuocere in padella, in forno, alla brace.

La versatilità nella preparazione.
Ci si possono fare antipasti, primi, paste o zuppe, meravigliose frittate, contorni, secondi di carne e pesce, amari e liquori. Può essere un protagonista assoluto quando si presenta nel piatto, dignitoso e fiero, alla giudia (cioè fritto intero), ma non disdegna accompagnamenti ben riusciti come quello con la coratella (già che siamo in tema pasquale) o con altre compagne verdure, ad esempio con le patate. Buono per uno sformato o un flan, ma anche innocentemente crudo tagliato a listarelle in insalata. Delizioso alla romana, nella torta pasqualina ligure, ripieno con l’impasto del polpettone come lo fa la mia mamma. Essiccato o sott’olio. Nel sandwich con il compagno di sempre il tonno, nella pasta ripiena, nei risotti, fritto a spicchi in pastella, trifolato.

Le varietà.
Ad ognuno il suo: spinoso o non. Le principali varietà: lo spinoso d’Albenga o di Sicilia, il veneto di Chioggia, il violetto di Toscana, il violetto di Catania, il Paestum, il Romanesco.

Le proprietà nutritive (e medicali).
Ha poche calorie, contiene molto ferro, potassio, calcio, fosforo, sodio, acido citrico e zuccheri, che vanno bene anche per i diabetici. Dà una mano all’intestino pigro, fa abbassare il colesterolo, migliora la funzionalità epatica, il suo succo fa bene anche alla pelle. Un miracolo della natura.

Anche quelli perfetti hanno almeno un difetto.
Il suo è l’abbinamento con il vino. I signori e le signore amanti del vino un po’ lo vedono come il fumo negli occhi, perché è risaputo che l’abbinamento del carciofo col vino è quanto di più complesso esista e, a volte, quando lo si mangia crudo, è meglio lasciar stare qualsiasi tentativo.

Sul finale ci ripenso e lo confronto con la melanzana.
Per non essere troppo avventata provo a chiedere a qualche altro amico. Spunta tra i papabili anche la melanzana, ma lei, signora elegante, non si presta a così tanti tipi di cotture e preparazioni. Non si può bollire, né mangiare cruda per esempio.

Quindi, almeno nella mia personale classifica, arriva seconda.

Ultimo dubbio.
Perché se si vuole offendere qualcuno e dirgli che è poco sveglio lo si paragona al carciofo? “Sei proprio un carciofo”, la conosco solo io?

Ode al carciofo allora. Pure Pablo Neruda gli ha dedicato una poesia.

Adesso, la domanda è: chi fonda insieme a me il club del carciofo? Oppure chi mi convince che c’è una verdura ancora più versatile e sublime?

[Crediti | Immagine: NewYork Times]