Non cominciamo con la solita critica de “mia nonna le ha sempre preparate senza farsi tutti questi problemi“: sarà, ma in cucina scienza e precisione non sono nemiche di nessuno. Anzi. Parliamo di ciliegie sciroppate, e dei peggiori errori da evitare elencati qui dal più grave al meno grave.
ve ne abbiamo messi 5, escludendo quello più grave di tutti ma che è comune a tutte le preparazioni simili e a qualsivoglia frutto coinvolto: non sterilizzare correttamente i vasetti è un rischio molto grave per la salute, quindi partite da qui senz’ombra di dubbio!
1. Denocciolarle a tutti i costi
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Le ciliegie sciroppate solitamente sono lasciate intere, per quale motivo? Perché si conservano meglio, perché non disperdono sapori e colore nello sciroppo. Questione di scelta, ma se decidete di denocciolarle allora passate al prossimo punto!
2. Trucidarle denocciolandole
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Ok, avete deciso di denocciolare le ciliegie (d’altronde, anche le olive sono spesso conservate senza il nocciolo), perfetto: fate attenzione perché il rischio di trasformare la cucina in un set dell’orrore è altissimo. Il nocciolo delle ciliegie è piccino e tosto da rimuovere, ed è un attimo trucidare e spappolare e sprecare la preziosa (e costosa!) polpa di questo frutto rubino. Usate lo strumento apposito, o simili… niente coltellini, siate saggi.
3. Non saper “incastrare” le ciliegie nei vasetti
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Avete fatto tutto alla perfezione e ora riempite i vasetti versandoci le ciliegie alla rinfusa. Nein: le ciliegie vanno incasellate meticolosamente, una a una, scegliendole in base a forma e dimensione. Perché? Semplice: lasciando troppi vuoti tra una e l’altra non solo sprecherete spazio ma rischiate che lo sciroppo non le immerga tutte. Se riempite troppo i vasetti, non solo schiaccerete le ciliegie rischiando dispersione di polpa e succo, ma anche in questo caso rischiate che lo sciroppo non penetri tra una e l’altra.
4. Stracuocere lo sciroppo
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La proporzione per lo sciroppo perfetto è un rapporto 1:1 tra acqua e zucchero semolato, ovvero per ogni kg di acqua è necessario 1 kg di zucchero. La proporzione, tuttavia, non è tutto: acqua e zucchero vanno cotti insieme, fino al bollore ma non oltre né prima. Se lo sciroppo ha una temperatura troppo bassa, lo zucchero non sarà ben sciolto o peggio non si attiverà una corretta conservazione; se lo sciroppo è troppo caldo allora rischia di diventare colloso e caramellato: 80-85°C sarà il vostro punto di riferimento.
5. Usare ciliegie scadenti
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Tutelata l’estetica della ciliegia, passiamo alla sostanza. Va da sé che più la ciliegia è buona, e più sarà buona la sua versione sciroppata. Date precedenza alle ciliegie colte da voi, lavandole molto bene, oppure alle numerose varietà italiane tutelate: la Vignola, la Marostica, quella dell’Etna, quella bianca della Val di Susa (particolarmente adatta, tra l’altro, alla conservazione sciroppata o sotto spirito grazie al suo retrogusto amarognolo).