di Martina Liverani 20 Gennaio 2012

I tempi di crisi ci impongono di riconsiderare il nostro mestiere e il nostro futuro, soprattutto di sposare la filosofia del piano B: avere una professione di riserva perché “non si sa mai”. Se nell’inventario di inizio anno del “cosa so e cosa non so fare” siete alla ricerca di un’illuminazione, perché non provate a prendere in considerazione l’idea di diventare una food star? Ecco un piccolo, ma utile, vademecum per sfondare nel patinato mondo degli show televisivi di cucina, mettendo a frutto la vostra incontenibile passione per il cibo.

1. Decidi se vuoi fare torte o cucinare. Nel primo caso scegliti un nome delizioso perché il tuo mondo sarà costellato di colori zuccherosi e accessori in miniatura. Il tuo aspetto dovrà essere elegante e ricercato, non guasterebbe un leggero accento francese.
2. Nel secondo caso, procurati una cucina. Qualsiasi, non serve che sia professionale, quella di casa tua andrà benissimo: pensa a quella di Tessa Gelisio o di Bendetta Parodi e riconsidera con orgoglio il tuo cucinino.
3. Non occorre che tu trascorra intere giornate dietro ai fornelli, fallo almeno per 3,50 minuti al giorno e assicurati di essere ripreso da un amico “social” dotato di iPhone. Come dice Auguste Gusteau in Ratatouille “Chiunque può cucinare”, l’importante è farlo davanti a una video camera.
4. Parla in continuazione mentre cucini, rivolgiti al tuo pubblico, cucina velocemente (come fosse una corsa forsennata contro il tempo), dai nomi ridicoli ai tuoi piatti e ripeti in continuazione il tuo mantra “questo piatto è facilissimo, può farlo chiunque, se l’ho fatto io… potete farlo anche voi”. Ricordi come ha cominciato Antonella Clerici?
5. La regola è che non devi mangiare (a meno che tu sia Nigella Lawson) e nemmeno assaggiare. Ma se lo fai devi allenarti con una mimica facciale degna di Andrew Zimmern o Jamie Oliver e imparare esclamazioni orgasmiche di piacere.
6. Se proprio ritieni di non essere credibile in cucina, non arrenderti! Puoi fare come Mrs Paltrow-Coldplay e inventarti un parente chef (tipo “le ricette di mio padre”); oppure riscopri le tue origini esotiche e proponi una cucina sconosciuta (in modo che nessuno potrà mai contraddirvi, in stile Eva Longoria).
7. Occupati della tua promozione: se sei un maschietto hai due possibilità, fatti scattare delle foto sexy o conciati come il ragazzo della porta accanto. Se sei una femmina, inventati un passato da modella (Sophie Dahl) o consacra la tua vita al piacere di ricevere, e nel tempo libero fai un corso di origami, decorazione floreale e intaglio di candele (Martha Stewart o Paula Deen possono essere un valido esempio).
8. Bene, ora sei pronto. Hai tutte le carte in regola per diventare un’autentica foodstar. Non temere, il campo è sgombro da concorrenti e il minimo che ti possa capitare è quello di sovvertire il paradosso italiano: nella patria del cibo non esiste un “one man foodsciò” made-in-Italy minimamente apprezzabile o una foodstar degna di tale nome. Solo improvvisati e riciclati. Spicciati a diventare famoso perché ti sto aspettando con ansia, intanto continuo indefessa a non perdermi una puntata di Nigella, Jamie Oliver, Martha Stewart, Gordon Ramsay, Buddy Valastro, Michel Roux, Anthony Bourdain…

[Crediti | Immagine: Guyism]