Indossa un sorrisetto che la dice lunga, tu osservi meglio e realizzi… OSTRICHE!

Dopo baci e abbracci di rito, arriva la domanda fatidica. Con tono misto tra timore e speranza lui chiede: ma TU le sai aprire?

Ed è a questo punto, caro il mio piccolo lettore, che entra in gioco Dissapore.

Per farvi sapere come si fa, e impararlo anch’io che non guasta, ho chiesto consiglio a degli amici che hanno una pescheria a Roma. Ho scoperto che esistono diversi modi per rapinare il guscio perlato, in Francia per esempio, preferiscono un’apertura complessa, riservata a chi ha più esperienza, si chiama ehm, apertura da dietro. I ragazzi della pescheria, come vedete nel video, mi hanno spiegato un modo semplice ma soprattutto sicuro per mani inesperte: l’apertura laterale.

Ho scoperto anche che il momento opportuno per nutrirsi di ostriche, ovvero quando sono meno grasse e lattiginose, corrisponde ai mesi con la R: da settembre ad Aprile (incluso Gennaio, in francese JanvieR), quindi diamoci sotto.

So che tra di voi si nascondono dei taumaturgi dell’apertura delle ostriche e noi siamo pronti ad ascoltare anche altri consigli.

Ma una volta aperte queste benedette conchiglie, cosa ne facciamo?

In Francia, ancora una volta, le servono con pane caldo imburrato e una salsa di scalogno e aceto di mele. C’è chi mette pepe e limone, chi una goccia di Tabasco e i più coraggiosi un po’ di salsa Worcester. Tutti suggeriscono di ingoiare il mollusco intero, senza masticazione. Per accompagnarle, mi dicono, il massimo è portare in tavola Champagne extra brut, Muscadet e mi permetto di suggerire vodka ghiacciata servita in bicchieri da shot.

Bene, ora diteci il vostro modo di gustare le ostriche.

[Crediti | Riprese e montaggio : Lorenza Fumelli, telecamera: iPhone4]

commenti (34)

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    1. Avatar leo ha detto:

      Al porto ? sì ma anche a casa 😉

      A parte le facezie: anch’io tento di aprirle come nel video, col coltellino giusto, ma mi rimangono sempre i pezzettini sbriciolati dentro ! soluzioni ? giusto per non arrivare sul muretto a Cancale e fare brutte figure… 🙂

    2. toglierli prima di mangiarle…a Cancale può essere utile tenere il braccio al collo… 🙂

  1. Avatar nicola a. ha detto:

    Non credo esistano altre migliori aperture di quella laterale. Altra opzione, una volta infilata una parte della punta, è quella di far ballare velocemente il coltello verticalmente e lentamente in orizzonatale, come fanno i marinai francesi.
    Da provare con quelle più delicate qualche goccia di champagne sopra, e con quelle più saline e iodate, udite udite, con goccie di Guiness.

  2. Avatar anto ha detto:

    Mai aperto un’ostrica nella mia vita, non le mangio volentieri crude e cucinate le gusto solo in Francia (ma solo perchè in Italia difficilmente i ristoranti le propongono cotte , o mi sbaglio?) dove riescono a propinartele in tanti modi , anche bizzarri. Le mie preferite sono quelle gratinate oppure al forno con una fettina di foie gras sopra, gnamm

    1. infatti…di ostriche cotte, in Italia, non se ne parla…non le ho trovate neppure in Bretagna…soltanto a Parigi, purtroppo…

    2. Avatar MAurizio ha detto:

      I miei NON mangiano pesce crudo. E comunque le ostriche da consumare al naturale andrebbero prese solo da un fornitore di estrema fiducia.
      Un “compromesso” può essere quello di farle “aprire” o quasi in una padella pesante (come si fa con le cozze) e condirle al volo con olio, pepe, limone e prezzemolo tritato.
      Altrimenti me le devo mangiare da solo … 🙂

  3. mi piacciono al naturale, con solo una goccia di limone ma soprattutto accompagnate da Moscato d’Asti..eccezionale abbinamento secondo me 🙂

  4. Al Café de Turin a Nizza le servono con pane nero, burro e limone. Il 30 dicembre ero lí e 4 persone aprivano ostriche alla velocitá della luce (sia da portare via che da mangiare sul posto)
    Altrove ho ordinato le Gillardeau (che qui in Italia non trovo) e la pescheria mi ha gentilmente prestato il coltellino, mio marito é esperto ed ho lasciato fare a lui (a casa abbiamo un coltellino piú tozzo fabbricato da mio zio che funziona a meraviglia, ma appunto, dimenticato a casa) Io le preferisco al naturale, a volte con sidro, a volte solo con un pó di pepe…ma dipende dall’ostrica…la Gillardeau non richiede nulla: c’é tutto il mare dentro.

  5. A parte il dover fare la necessaria distinzione tra i vari tipi di ostrica e la relativa stagionalità, uno dei condimenti più stupefacenti con le ostriche è l’aceto balsamico stravecchio di Modena. Un paio di gocce e il risultato è assicurato. Ovvio che bisogna essere ben sicuri che l’ostrica sia viva e fresca, per questo adotto solo l’apertura da dietro e poi, con la punta del coltello apriostriche, tocco la sottile ciglia nera che c’è nell’interno del mollusco. Se si ritrare, anche poco, l’ostrica è ancora viva e può essere usata con l’aceto balsamico, come anche con il limone.

    La tecnica di apertura, comunque sia, richiederebbe il guanto di metallo (sì, tipo armatura medioevale), oppure uno straccio bagnato da avvolgere intorno all’ostrica per evitare che la punta del coltello ci ferisca. Utile, inoltre, avere a portata di mano un coltello vero con una buona affilatura, per tagliare i punti di attacco del mollusco alla valva che abbiamo deciso di togliere.

  6. Avatar maxbcn ha detto:

    mia cognata è bretone e il marito di sua sorella è coltivatore di ostriche
    mi ha detto che una specialita della sua terra sono le ostriche al gratin, ovvero cotte (gratinate) in forno : non so come le preparino
    non ne avevo ma sentito parlare prima…
    w le ostriche al naturale (tutt’al più una pizzicata di pepe)

  7. Avatar maxbcn ha detto:

    ps: io non le apro mai lateralmente ma sempre da dietro
    se ci prendi la mano è facilissimo

  8. Avatar Michele ha detto:

    Sinceramente il modo migliore per gustare le ostriche, è al naturale; ovviamente non vanno masticate, nè ingoiate ma premute con la lingua sul palato, in modo che si sprigionino il loro intenso gusto e profumo.
    Un abbinamento per quanto inusuale ma realmente gradevole è di accompagnarle con un dry martini cocktail (e che il gin impiegato sia quanto meno il Tanqueray).

    1. Avatar Lorenza Fumelli ha detto:

      Premute con la lingua sul palato? mai provato! Vado

    2. Avatar Michele ha detto:

      … e poi fammi sapere 🙂
      Detto per inciso, il metodo mi fu suggerito diversi anni fa, da un anziano pescatore.

    3. Avatar Lorenza Fumelli ha detto:

      un motivo in più per provare, se lo dice un anziano pescatore, chi meglio di lui?

    4. Avatar Michele ha detto:

      Perdonami se ci torno sopra ma ti chiedo di provare l’abbinamento con il martini cocktail e sentirai spalancarsi le porte della percezione 😉

    5. Credo che meriti solo a immaginarlo. Il Martini Cocktail con l’ostrica deve essere un Dammela Drink di tutto rispetto.

    6. oppure metterle in un Martini classico o in un vodka-Martini, a pezzetti, con un po’ della loro acqua…è l’Oyster Martini, che io non assaggerei mai…