di Sara Porro 19 Dicembre 2011

I gourmet si dividono in 2 categorie: quelli che mangiano il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi e quelli che leggono resoconti di chi ha mangiato il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi ingozzandosi di cibo spazzatura sul divano. Io appartengo alla seconda. Ma così come “le persone di gusto sanno vestirsi bene anche comprando al mercato” — ©Giorgio Armani — gli scaffali dei supermercati sono ricolmi di delizie sottovalutate, autentiche nella loro sofisticazione alimentare. “Comprato e Mangiato” proverà a dimostrare che sono Troppo Buone per Essere Finte.

Le Darling Spuds sono delle patatine nel sacchetto che costituiscono una scomoda pietra di paragone per qualunque altra patatina nel sacchetto. Sono un’esperienza di pura delizia. A partire dal nome, che significa letteralmente “Cari Tuberi”. Anzi, a partire dai sacchetti, in cui l’umile patata, con pochi tratti grafici, diventa di volta in volta un sole per le patatine al sale marino, un diavoletto per quelle al peperoncino, una statua su piedistallo per quelle all’aceto Balsamico di Modena.

Anzi, a partire dalle patatine. Sono buonissime: croccanti, sapide e non solo salate, mai unte, tagliate molto più spesse delle chip a cui siamo abituati, da mangiare una per volta (un suggerimento da applicare solo nel caso in cui, come me, abbiate la tendenza a infilarvi tra le fauci intere infornate di patatine alla volta). Così buone che in genere, dopo essere arrivata al fondo del sacchetto, lo rivolto e suggo avidamente gli angoli della confezione, così.

Non manca il côté della responsabilità, le Darling Spuds sono tutto-friendly: cotte a mano, senza glutine, vegetariane (prendete nota: le patatine fritte possono non essere vegetariane), senza OGM e con il 20% di grassi in meno rispetto alle patatine tradizionali.

Inoltre – questo importerà a quelli tra di noi che sono in teoria favorevoli al mangiare patate, ma hanno perplessità etiche connesse al modo in cui vengono cresciute secondo pratiche di allevamento intensivo: “provengono da patate cresciute felicemente in un ottimo terreno”. Che sollievo sapere che non erano accatastate in quelle gabbiette…

L’unica perplessità che mi resta è rispetto alla cottura a mano: qual è, esattamente, il valore aggiunto del friggere a mano delle chips? Un enorme calderone pieno di olio bollente, dal quale estrarre senza posa patatine su patatine: sembra un lavoro più adatto a un romanzo di denuncia sociale firmato da Dickens che a un manifesto della produzione alimentare del terzo millennio.

  • Dove. Io le compro a LaTaste di Seregno (MB).
  • Quanto. 1,20 Euro per un sacchetto da 40 gr.