di Sara Porro 3 Maggio 2012

I gourmet si dividono in 2 categorie: quelli che mangiano il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi e quelli che leggono resoconti di chi ha mangiato il Risotto con la Foglia d’Oro di Marchesi ingozzandosi di cibo spazzatura sul divano. Io appartengo alla seconda. Ma così come “le persone di gusto sanno vestirsi bene anche comprando al mercato” — ©Giorgio Armani — gli scaffali dei supermercati sono ricolmi di delizie sottovalutate, autentiche nella loro sofisticazione alimentare.“Comprato e Mangiato” proverà a dimostrare che sono Troppo Buone per Essere Finte.

Sì, un’altra tortina al cioccolato. Lo giuro, è l’ultima. Lo so che lo avevo già detto l’altra volta. Fatto sta che qui a Milano, in vergognoso ritardo sul calendario, sembra finalmente arrivata la primavera e quindi forse potrò smettere di curare la mia meteoropatia ingollando tortine al cioccolato, incurante dell’approssimarsi della prova costume. Da domani mi nutrirò soltanto di frutta – il blu dentro i muffin conta come frutta, sì?

Oggi sono stata all’Esselunga, il cui reparto dolciumi è marcatamente francofilo e ripieno di delizie d’Oltralpe, e ho fatto shopping selvaggio secondo un unico criterio: nella lista degli ingredienti il primo doveva essere “beurre“. Sono ora qui al cospetto del mio bottino e mi sto dedicando al mangiucchiare, o meglio al grignoter, che lo fa subito sembrare un’attività più nobile.

Tra gli altri, ho acquistato i Mini Gâteau au chocolat di La Mere Poulard, biscotteria normanna. Sulla confezione c’è anche dipinto Le Mont-Saint Michel, il che amplifica la sensazione turistica offerta dalle tortine, portando l’immaginazione a fare una piccola vacanza insulare (o collinare, a seconda delle maree).

Le mini tortine sono imbustate singolarmente in piccoli sachets, così da preservarne le fraicheur (ora smetto). Sono dei parallelepipedi dell’esatta dimensione del cavo orale, dove si infilano in un sol boccone con la stessa precisione con cui una moneta entra in un distributore automatico.

L’impasto è piacevolmente umido e leggermente appiccicoso sulle dita, la consistenza è resa più vivace dalle pepite di cioccolato all’interno del tortino. Noterete che una sola è poco ma due non sono pochissimo: ciascuna porzione ha 136 calorie.

La torta è in pratica una quattro quarti, ovvero gli ingredienti sono, in parti uguali, uova, zucchero, farina e burro, che qui però è sostituito dall’olio di colza. Dopo averne mangiate due, mi sono improvvisamente chiesta se l’olio di colza fosse adatto all’alimentazione umana e non fosse solo un biocarburante – questo genere di preoccupazioni mi insorgono sempre quando sono sazia, in una vita precedente devo essere stata il cacciatore-raccoglitore dalla vita più breve nella storia del suo clan – ma la pagina di Wikipedia francese è molto rassicurante in proposito.

Ingredienti: uova fresche, zucchero, farina di frumento, olio di colza, pepite di cioccolato 12%, sciroppo di glucosio e fruttosio, cacao in polvere, stabilizzanti: sciroppo di sorbitolo, amido di frumento. Agente lievitante: difosfato disodico, carbonato acido di sodio. Aromi, sale, addensante: gomma di xantano. All’Esselunga 3,29 Euro per il sacchetto da 240 grammi, che contiene 8 Mini Gateau.

[Crediti | Link: Dissapore, Wikipedia]

Gli altri Comprato e Mangiato:
(1) Patatine Darling Spuds (2) Philadelphia fresco e goloso (3) Canestrelli Grondona (4) Tyrrel’s Veg Crisp (5) Caramelle Mou Kuhbonbon (6) Häagen Dazs Macadamia Nut Brittle (7) CioccoeRiso Scotti (8) Fish&Crock Findus (9) Carciofi in Olio di Oliva I Tesori Pam & Panorama (10) Crema Novi (11) Lemonsoda (12) Tortine Paradiso Vigoni (13) Paella Ricca 4 salti in padella Findus (14) Waferini Babbi (15) Pepperidge Farm. (16) Yogurt Muller Mix Bianco + stelle al cioccolato (17) Torta Pistocchi (18) Torta Tenerina Rizzati.

commenti (12)

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  1. Avatar possessed by junk ha detto:

    degli usi dell’olio di colza:
    Huile alimentaire. C’est la deuxième huile alimentaire la plus consommée en France, après le tournesol7,8.
    Fabrication de margarine
    Directe comme biocarburant
    Incorporation dans les biocarburants (utilisation principale en France)
    Utilisation dans des thermomètres (notamment pour bébés)
    Usages industriels divers (pour l’huile brute) : lubrifiant pour engins de chantier, tronçonneuses, pour panneaux de coffrage béton
    Utilisation en tant qu’insecticide contre les cochenilles (utilisable en agriculture biologique)

    mi ricorda “l’ex lucido da scarpe Lumino riciclatosi in “la gustosa crema per farcire il pandoro” (cit. da Walter Fontana, l’uomo di marketing e la variante limone)

    1. Insomma, serve a staccare i cassoni dal cemento armato, direi quindi che gli si potrebbero attribuire proprietà digestive e ti pare poco?

    2. Avatar possessed by junk ha detto:

      magari serve anche a staccare il gattò dal palato, un super lubrificante nzomma.

  2. Avatar Raimondo ha detto:

    Palindromi
    Ormai?
    Rischiando
    Risultati
    Ovvii
    Solo (gli)
    Acronimi
    Rendono
    Amore

    Scherzi a parte.
    Io l’ho detto al mio amico.
    Se mi tocca competere con lo Stefano Bartezzaghi nazionale, comincerò a pretendere un fisso settimanale per ricordarti che sì, è vero: lui, il mio amico (quasi innominato), è innamorato di te.

  3. Avatar Bruno Stucchi ha detto:

    Per intere generazoni in molti paesi dell Centro e Est Europa l’unico olio conosciuto e usato era l’olio di colza (e di girasole; Maurizio, Histoire de l’Alimentation Végétale). Anche nel nord Italia, è stato usato, ma estratto dalla Brassica Rapa Campestris (ravizzone) invece che dalla cugina Brassica Napus. Oggi si raccoglie unicamente nei supermercati, e la sua coltura dipende unicamente degli incentivi UE. Solitamente però NON viene raccolto, perché gli incentivi vengono distribuiti comunque. Tutti quelli che lo hanno usato in passato sono morti.

  4. Avatar Bruno Stucchi ha detto:

    Addendum: è la Nova Agricoltura Green: si semina in Lombardia, si raccoglie a Bruxelles. Un robusto passo avanti per l’Umanità.

  5. Avatar Mauro ha detto:

    Stasera abbiamo provato, non oso dire mangiato,

    il branzino di A regola d’arte della Findus,

    semplicemente schifoso, attendo Sara Porro al varco con una sua recensione, curioso di cosa scriverà, noto che ultimamente è più cauta nell’elogiare questo genere di prodotti

    1. Avatar enzo ha detto:

      Beh, ma te la sei proprio cercata!

    2. Avatar Mauro ha detto:

      Enzo, non l’ho cucinato io, e poi non sono prevenuto, ma assaggio un po di tutto 🙂
      ma dato che siamo nella rubrica del cibo pronto mi piacerebbe sapere cosa ne pensa di A regola d’arte, Sara Porro

    1. Avatar Mauro ha detto:

      penso, ma non ne sono certo per ragioni di costi, l’olio di palma costa 800 €/tonn, il burro di più

      per irrancidire, irrancidisce anche l’olio, mi ricordo che un tempo qui nel mantovano fecero delle prove inserendo l’olio di palma nella dieta dei suini, i prosciutti irrancidivano a causa dell’olio e non stagionavano bene

  6. Avatar Carlo Mantovani ha detto:

    Non mi fido dell’opinione della Porro. Quindi leggo, poi faccio tutto l’opposto di quello che scrive: e mi trovo benissimo.