Tra le migliori gelaterie del Friuli Venezia Giulia, secondo la classifica stilata da Dissapore lo scorso anno, c’è la Gelateria Pasticceria Montereale di Pordenone. Oltre al gelato, c’è un altro buon motivo per fermarsi qui: l’insegna è infatti l’unica produttrice del Biscotto Pordenone, prodotto a marchio registrato e riconosciuto come tipico dal Mipaaf nel 2004.
Cos’è il Biscotto Pordenone

Farina di grano tenero, farina di mais, zucchero, mandorle, burro, tuorlo d’uovo, grappa e sale grosso: gli ingredienti del Biscotto Pordenone sono pochi, semplici e estremamente rappresentativi della storia e della cultura del capoluogo friulano.
Così se le farine richiamano i vecchi molini pordenonesi, le mandorle grezze ricordano non solo il periodo in cui venivano fatte transitare per il Portus Naonis (l’antico nome della città) ma anche quello in cui venivano coltivate nei dintorni della città. La grappa guarda alla tradizione dell’arte della distilleria mentre il sale grosso si richiama l’antica via del sale Stiriana, che terminava proprio a Portus Naonis e che aveva come ultimo codone il porto sul Noncello.
La storia del Biscotto di Pordenone

Nato con l’obiettivo di dare a Pordenone un dolce con il quale identificarsi, nel tempo il proposito ha dimostrato la propria validità, ed oggi il biscotto è diventato effettivamente un prodotto tipico riconosciuto e apprezzato. La storia del biscotto inizia negli anni ’50 quando i coniugi Barison inaugurano la “Pasticceria Moderna” a Pordenone: tra i prodotti in vendita c’è anche un biscotto rustico da colazione.
Per la messa a punto della ricetta, Barison attinge ad un suo ricettario risalente agli inizi degli anni ’40. Nel 1988 l’attività della pasticceria cessa e le autorizzazioni vengono cedute alla Gelateria Pasticceria Montereale e alla famiglia Martin che a partire dal 1996 ripropone il biscotto, con piccole varianti. Oggi la produzione è ancora completamente artigianale, dalla lavorazione dell’impasto alla realizzazione delle forme.
Il risultato è un frollino rotondo di 3 cm che trova in una croccantezza resa più articolata dalla farina di mais, nel rimando alle note alcoliche e soprattutto nella presenza del sale – trasformando il contrasto dolce-salato in un gioco assai piacevole – i sui tratti distintivi. Nell’accogliente pasticceria di via Montereale 23, al Biscotto Pordenone viene giustamente riservato un ruolo di primo piano, ma in tono misurato: gli eleganti pacchetti fanno bella mostra di sé, esposti con cura e se capita di fermarsi per un gelato, ecco che il biscotto viene servito in accompagnamento.

Uscendo dalla zona di comfort fornita dal dolce – fatta di tè e vini dolci, merende e fine pasto – vale pero la pena di provarlo in altra veste, accostato al salato: avvolto nel crudo di San Daniele, accostato al guanciale, spolverato di pepe nero, servito insieme alla Pitina della Val Tramontina (un salume decisamente complesso fatto con carne di maiale, pecora, capra, cervo o capriolo, affumicate e lavorate con erbe officinali) o al formaggio Montasio, dimostra tutta la sua versatilità.
