La New York cheesecake è una cheesecake con base biscotti e farcitura alta, ma cotta a lungo in forno. Capostipite regale di un’intera categoria di torte, per qualche motivo le sue colleghe senza cottura l’hanno quasi destituita e relegata in un angolo come Baby in Dirty Dancing. Oltre a questa cosa – il danno – c’è anche la beffa, perché se chiedi a chiunque di descrivere una “cheesecake” per antonomasia raramente qualcuno si ricorderà della New York cheesecake che è, invece, l’esemplare che le ha fatte tornare “di moda”. Scopriamo quindi cos’è e perché è diversa.
La NY e le altre appartengono proprio a due concetti diversi di dessert, pur avendo qualche elemento in comune. Dedichiamoci quindi alla New York cheesecake e a ciò che la contraddistingue dalle altre cheesecake.
Una rivisitazione ai primi del 900
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C’è tutta una storia legata alle cheesecake (o al cheesecake, maschile), letteralmente “torta al formaggio”, storia che parte dall’antica Grecia e che si dirama poi in tutta Europa e negli States. Gli Stati Uniti si sono innamorati delle cheesecake verso i primi nel Novecento, tanto da aver adottato questo dolce presumibilmente greco e chiamarlo Cheese pie. A sperimentare e a cambiare le cose nel 1929 fu Arnold Reuben, ristoratore ebreo-tedesco trapiantato negli States, a New York: cream cheese (quark, tipicamente) miscelato con una sorta di panna acida, zucchero, uova, amido di mais, scorza e parecchio succo di limone.
Obbligatoria la cottura in forno
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Alcuni sostengono che Reuben abbia cotto la sua cheesecake in forno e a bagno maria, senza la base di biscotti sbriciolati e burro che amiamo tanto… altri descrivono quell’esperimento proprio come è attualmente la NY cheesecake: cotta in forno con la base, e con diverse temperature. In ogni caso, la cottura in forno è fondamentale per ottenere quella tipica consistenza “pesante” e compatta che si trova solo in questa variante: cremosa al taglio ma consistente, si soglie ma solo in bocca, il limone presente e che contribuisce alla coagulazione del formaggio.
Le cheesecake generiche non prevedono alcuna cottura, ma si addensano in frigorifero grazie all’impiego della gelatina alimentare.
Base: tra Barnum’s animal cracker e i Graham crackers
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Se ne leggono di ogni sulla base della vera New York cheesecake, e non se ne esce: per la New York cheesecake dovremmo usare i Graham crackers o i Barnum’s animal cracker. Questi sono rispettivamente un biscotto integrale e scarso di zucchero, e dei piccoli crackers a forma di animale nati ai primi del Novecento. Il unto è che la scelta dovrebbe ricadere su biscotti saporiti e non dolci.
Oggi usiamo per qualsiasi cheesecake i biscotti simil Digestive, con malto, avena, senza uova né burro: un buon compromesso, ma da saper bilanciare bene.
Il cream cheese ben condito
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La farcia della NY cheesecake prevede diversi ingredienti, fondamentali per la cottura in forno ma anche per il contrasto di sapori. Usate formaggio quark o il Philadelphia, salini in maniera delicata ma dal sapore inconfondibile che accanto a tanta dolcezza non stonano anzi compensano piacevolmente. Oltre al formaggio, ci vogliono uova (i tuorli soprattutto, che rapprendono e legano in cottura), zucchero, aromi, e abbondante succo di limone (che aiuta la densità e il contrasto).
Per le cheesecake fredde potete usare meno ingredienti perché, tanto, sarà la colla di pesce a tenere tutto insieme. Si usa spesso il mascarpone, le creme spalmabili, la panna fresca… molto più semplici, non si nega, ma anche molto meno particolari.
Superficie di sour cream
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Ovviamente non è obbligatorio, ma uno strato finale di sour cream o panna acida a decorare la NY cheesecake fredda è un must. Si tratta di una crema a base di panna e latte lasciata fermentare con batteri lattici, così da diventare densissima e spiccatamente acidula: con la dolcezza e compattezza della NY cheesecake è davvero favolosa, e fa da base per frutta fresca o le decorazioni che volete.