di Antonio Tomacelli 28 Maggio 2009

ap158768412705172952_bigCosa distingue un uomo dalla scimmia? La sua capacità di cucinare il cibo, dice il solito scienziato, smentendo in parte Darwin che dell’evoluzionismo fu il padre. Il professore in questione, Richard Wrangham, arriva da Harvard, ed ha appena pubblicato un libro dal titolo “Catching fire: how cooking made us human”.

Secondo la sua teoria, “scoprire” il cibo cotto ci ha resi più intelligenti ed evoluti: la carne ed i vegetali sono più digeribili se cucinati e questo ci avrebbe permesso di risparmiare energia da dedicare al cervello.

Questo è il lato positivo.

Il lato negativo, come sempre, è toccato alle donne, danneggiate dall’invenzione del “focolare” domestico: chiuse nella grotta avrebbero perso la loro indipendenza, obbligate ad attendere il marito di ritorno dalla caccia.

Pare che anche il matrimonio sia una conseguenza del cambio di abitudini alimentari, e che l’accoppiamento sia dovuto al bisogno di protezione da parte della femmina.

Ora, a parte il fatto che ci si accoppia anche tra animali che sbranano carne viva, vorrei sapere dal professor Wragham in base a cosa ritiene che cucinare sia un atto “penalizzante” per le donne.

Io che sono del sud, dove il matriarcato non è un hobby, trovo che la teoria sia traballante ed un filino maschilista, ma, non avendo studiato ad Harvard, non mi permetto di confutarla.

Vi lascio però con una immagine che mi ha colpito molto e che oggi si trova sui giornali di tutto il mondo : è la foto del Governatore Generale del Canada Michelle Jean, ritratta mentre mangia il cuore ancora caldo di una foca, offertale dal popolo eschimese degli Inuit.

È un’immagine forte e tenera allo stesso tempo: la dedico al professore di Harvard e a tutte le donne che, ogni giorno, accendono un fuoco per nutrire l’evoluzione dell’umanità.