di Marco Lungo 31 Gennaio 2011

Sotto a chi tocca. Oggi potete confessare in questa pubblica piazza che adorate le pizzette rosse, i rustici cotti a puntino, i pan brioche fatti ammodo, tramezzini, sandwich e altre porcatine del genere. Io ci muoio dietro, al punto che organizzo una festa delle medie ogni volta che posso, selvaggia naturalmente, nel senso che ognuno porta la porcatina che preferisce e si mangiano solo quelle, tassativo. Poi, se proprio qualcosa non piace rimane lì, allora si vedono i pan brioches smontati e in equilibrio precario perché privati degli strati con le uova di lompo, e andando sotto, di quelli con le alici, mentre da ogni festa delle medie che si rispetti escono sconfitti i tramezzini col tonno e l’insalata morta, lasciati da una parte in attesa che qualche necrofilo affamato si muova a compassione.

Le feste delle medie sono divertenti, si sporca poco e le bollicine, in particolare i miei amati Franciacorta, ci stanno di un bene che levati. Si preparano senza sforzi e se sfori il budget il direttore della banca non telefona.

Il nemico numero uno si chiama finger food. Un prodotto della modernità dall’insopportabile tasso di fighettume che oscura il genuino tafazzismo di una festa delle medie. I locali ci godono perchè possono proporlo a prezzi sconvolgenti senza che questo ne ostacoli il successo. E’ anche complicato da mangiare: negli ape più esclusivi (abbreviazione milanese per aperitivi) le signorine chic fanno equilibrismi degni di miglior fortuna pur di chiacchierare e allo stesso tempo mangiare da un bicchierino di plastica.

Non sarò stato fortunato, ma i miei incontri con il finger food non sono stati dei migliori, qualcosa era anche sfizioso tuttavia ingerire da un cucchiaino snodabile (alla Uri Geller per chi se lo ricorda) o da un bicchierino col divieto d’accesso non fa per me.

Continuo a preferire la festa delle medie. Porcatina per porcatina, in una specie di delirio crescente, arrivo perfino a sovrapporre due pizzette rosse, tipo panino, e mentre lo faccio mi concentro, pensando intensamente a quelli che si sbattono per trovare il finger food col quoziente di figaggine più alto della città.

Com’è il vostro rapporto con le feste delle medie, le fate o le avete mai fatte? Con cosa riempite i tamarrissimi buffet? E comunque, da che parte state nella sfida col finger food? (Si può rispondere in tutti modi, Dissapore non ha un Masi che telefona per dissociarsi preventivamente).