di Lorenza Fumelli 22 Novembre 2011

Prendete computer, videocamera, Skype, un foodblogger e un prodotto tipico italiano. Ora, moltiplicate tutto per 20 e dividete il risultato per 2. Serve aiuto? Fanno  10 video-interviste doppie, e questo è il primo episodio della serie: “Gente del Fud”, consacrato a carne e salumi tipici italiani per cui, garbatamente, salivate.
In breve: grazie ai nostri potenti mezzi (Skype), siamo entrati nelle case di 20 foodblogger. Unico requisito richiesto: aver realizzato almeno una scheda-prodotto per Gente del fud, il sito che si propone di mappare, approfondire e tramandare i prodotti tipici italiani. Abbiamo chiesto ai blogger di raccontarsi attraverso il nutrimento del cuore ed è venuto fuori un confronto vibrante e dinamico dove il cibo diventa ricordo, appartenenza e… qui mi fermo sennò divento stucchevole.

Chi è questa “gente”? Oggi il termine foodblogger evoca l’immagine di creature neo-leggendarie, per metà donne e per l’altra Url, attrezzate con nomignoli strani e grosse macchine fotografiche. Ma guardando più da vicino, la moltitudine si frantuma in centinaia di individui reali e distinti, ognuno, ovviamente, con una storia da raccontare.

C’è Mariachiara Montera, per esempio. Salernitana di nascita, capelli corti, voce delicata e sensuale, sguardo vispo e fossette sulle guance. Suo marito, coautore del blog The Chef is on the table (www.thechefisonthetable.it), vive a Torino, mentre lei bascula allegramente tra il capoluogo piemontese a quello lombardo.

E c’è Simona Giunti, capelli lunghissimi, occhi grandi e forte accento toscano. Con la sua amica Claudia cura un sito di ricette e recupero di classici della cucina italiana non a caso chiamato Le pellegrine Artusi, in onore del noto gastronomo di Forlimpopoli.

Nel video Mariachiara racconta la carne di fassone piemontese. Grazie alla frequentazione di locali torinesi (“bettole malfamate”, le chiama lei affettuosamente), Mariachiara e suo marito hanno approfondito la conoscenza di questa famosa razza bovina, mangiando hamburger come non ci fosse domani.

Simona Giunti ha scelto invece un prodotto meno noto, la Tarese del Val d’Arno. E’ un salume caratteristico della zona, fatto con pancetta e arista di maiale. La miscela di spezie che i macellai usano per profumare la carne è un segreto di Stato (stiamo pensando ad una Wikileaks del food, dateci tempo), è noto invece come è meglio sdraiarsi il salume: affettato sul pane caldo, nel tegame di fagioli o per lardellare gli arrosti.

Ora, cari i miei piccoli lettori, guardiamoci negli occhi: nessuno declina più voracemente di voi la passione per i cibi dell’anima, pertanto, diventa urgente collaborare all’enciclopedico progetto con una grande confessione collettiva, campanilista, sincera, calorica.

Snocciolate in fretta, vi prego, le carni o i salumi tipici italiani che vi fanno rivivere emozioni, infanzia, terre natie; roba che scalda, consola e gratifica. E diteci pure, visto che ci siete, per quale foodblogger di questo primo episodio fate amorevolmente il tifo.

[Crediti | Video: riprese e montaggio: Lorenza Fumelli e Federico Mercuri]