Giallo Zafferano ha ancora senso di esistere?

Spoiler: sì, Giallo Zafferano ha ovviamente senso di esistere ancora ma di certo non più come il sito web di ricette (più o meno autorevoli) che era un tempo. É diventato altro.

Giallo Zafferano ha ancora senso di esistere?

In questi ultimi anni, l’ascesa di Giallo Zafferano è stata implacabile: il sito web è diventato ed è rimasto il numero uno in Italia, senza ombra di dubbio. Eppure, al contempo, si è anche perso un po’ per strada: sì perché sarà sicuramente il primo quanto a numeri e visualizzazioni, ma non sono sicura che lo sia anche per autorevolezza. Non più. E da un po’ mi chiedo se abbia ancora senso come portale di ricette, perché la sensazione è che debba essere considerato in altro modo.

Da sempre Giallo Zafferano comprende anche un enorme mondo di food blogger creati tramite il portale e affiliati, ma adesso le pagine si sono riempite anche di contenuti esterni che stanno prendendo il sopravvento. Ben lontani i tempi in cui l’impronta di Sonia Peronaci (la fondatrice, che dal 2015 si è staccata per dedicarsi a un progetto indipendente) e di Banzai Media (che poi ha venduto a Mondadori) erano il marchio di fabbrica: ora non ha più identità, non ha un vero e proprio stile, non si distingue praticamente più nel mare magnum delle ricette online.

Da ricette autorevoli a ricette d’intrattenimento

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giallo-zafferano-instagramPagina Instagram dell’azienda

GZ è nato per insegnare a cucinare sopperendo alla mancanza di immagini esplicative che fino quel momento imperava nei libri di ricette e nei pochissimi altri siti web. La novità introdotta dal colosso, infatti, è stata proprio quella di correlare le indicazioni scritte a quelle visive: le fotografie del passaggi salienti, quelli più complicati o difficili da spiegare a parole. Anche le prime videoricette seguivano queste semplici regole: vanno bene l’estro, la fantasia, la modernità, ma la cosa più importante è che chi segue una videoricetta deve capire cosa fare.

Chi l’avrebbe mai detto: Sonia Peronaci lascia Giallo Zafferano Chi l’avrebbe mai detto: Sonia Peronaci lascia Giallo Zafferano

Se fino a una decina di anni fa Giallo Zafferano garantiva tanto le ricette “del momento” quanto quelle tradizionali o sconosciute ai più, frutto di prove su prove nella cucina della redazione, ora la scelta sembra essere orientata dalle visualizzazioni e non dal contenuto in sé; dall’intrattenimento che una ricetta offre, più che dall’interesse pratico nei suoi confronti. Il risultato è che più passa il tempo e più il sito web perde il focus di insegnamento.

Numero 1 nell’accaparrarsi il tiktoker più promettente

giallo-zafferano-tiktokPagina Tik Tok dell’azienda
giallo-zafferano-creatorMenu del sito web ufficiale

Oltre alle solite ricette e al gruppo dei foodblogger veterani o più recenti, sembra che la mission di Giallo Zafferano sia quella di affiliare i tiktoker emergenti. L’impressione è che non importa chi siano, non importa cosa facciano o dove (raramente cucinano nella redazione di Giallo Zafferano, ma creano a casa propria) e purtroppo è evidente in molti casi che non importa nemmeno se siano bravi o no. Non appena le visualizzazioni di qualcuno diventano rilevanti, d’improvviso lo si vede cucinare le stesse cose con il marchio GZ, o comparire direttamente tra le pagine ufficiali dei social network o del sito web originario.

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Quindi, via libera agli asmr, alle diete alternative, al foodporn, a clip dinamiche a suon di schiocchi di dita. Qualche ricetta è stupenda – molti creator sono validi, la cosa non è messa in discussione – ma molte altre sono approssimative, sbilanciate, poco chiare, d’effetto. Come dicevo, fatte spesso solo per tener incollati allo schermo. Tutto ciò, bilanciato da chef e pastry chef stellati (ben pagati) che ogni tanto compaiono per recuperare un po’ di timore reverenziale da parte degli utenti.

Giallo Zafferano è diventato un Social Network

Dall’essere un nome con la N maiuscola, un faro nella gastronomia casalinga, Giallo Zafferano è diventato uno dei tanti siti web. Approdiamo a ricette o videoricette senza nemmeno renderci più conto di essere li oppure altrove, un content vale l’altro (ed è normale che si vada a simpatia), una ricetta vale l’altra, un portale vale l’altro. Mille stili e intenti derivati dai mille creator coinvolti e intercambiabili, ognuno con una propria narrazione e con proprie idee o tecniche culinarie. Difficile che l’utente riesca a orientarsi e a scegliere, difficile riuscire a fidarsi. L’immagine qui sotto sembra il feed di Tik Tok cercando contenuti food… invece, è solo pagina Tik Tok di Giallo Zafferano: moltissimi volti anche noti, parecchi dei quali sono già protagonisti a se stanti e creators anche per altri brand (Food Network, per esempio).

creators-giallo-zafferano-tiktokHome pagina Tik Tok di Giallo Zafferano

Per rispondere alla domanda posta nel titolo, quindi, sì: ha ancora senso di esistere ma a mio parere non più come sito di ricette bensì come portale, come un Google delle ricette firmate da altri, un hub al passo coi tempi (scelta legittima, comprensibile) oppure esclusivamente come agenzia di talent – e già in parte lo è diventato, con la Zenzero Talent Agency. Perché è evidente: ormai Giallo Zafferano è diventato un Social Network.