di Elisa Ceccuzzi 5 Gennaio 2012

Dico a te porn-lover anonimo, come me prigioniero di un’insana passione. E’ il momento di riconoscere la nostra diversità, di uscire allo scoperto. Ci droghiamo di food porn. Tutti i giorni. Mattino, pomeriggio e sera. Perfino la notte. Ore di siti scabrosi che ci entrano nel sangue sempre di più, colate di cioccolato, panna superbamente montata, piatti lussuriosi avidi di bruciare la loro vita. E noi a guardare, guardare, guardare. In sincronia col pulsare delle immagini.

Solo che dopo mesi di morboso food-watching i siti finiscono, condividerne di nuovi e peccaminosi è un grande sollievo, scoprire Tastespotting dopo Flickr calma l’astinenza come Pornhub dopo YouPorn.

Quando ero solo una novizia mi facevo bastare i gruppi di Flickr, mentre quella celebrazione di sensi scuoteva le mie terminazioni nervose è arrivato Foodgawker. Subito dopo Tastespotting. Bastava scrivere il nome di un ingrediente per iniziare viaggio tra i più misteriosi recessi della psiche. In un’atmosfera sex-positive potevo rubare da quella portentosa orgia fotografica idee, abbinamenti, e ricette.

Perquanto la vera oscenità, l’esplicita sublimazione, il vortice del brivido è stato Pinterest.

Nel Facebook del vero food porner si pratica impunemente lo scambio, si condividono foto scandalosamente sensuali o idee estreme per la presentazione dei piatti.

Sito dopo sito, guidati dalla voce audace e ormai senza scrupoli di una nuova personalità, ho scoperto cosa significa Food Porn assaporando la vertigine di FoodBuzz. IL vizio quotidiano.

E poi? E poi dove sazia il suo prorompente appetito la food porner navigata? Dove prosegue il suo ménage proibito con il cibo fotografato?

[Crediti | Immagini: Carl Kleiner/Ikea]