Tema: Il Salone del Mobile di Milano e il Fuorisalone. Qualcuno ne avrà avuto abbastanza, a me continua a sembrare un’occasione per essere al passo con i tempi, e parlo in particolare di cucine. L’ Eurocucina, evento a cadenza biennale, è un forte richiamo per i visitatori italiani e stranieri che affollano i padiglioni della nuova fiera di Rho. Nuove le tendenze, i materiali e le tecnologie di un ambiente rappresentato sempre più come un luogo di socializzazione. Oggi le cucine non sono più gli spazi sacrificati di un tempo, anzi, sempre più spesso il progetto di una casa inizia proprio dalla cucina.

Ecco un esempio significativo di come possono convivere cucina e zona giorno in questo modello della “Visentin casa”, impreziosito dall’imponente piano di legno in arice spazzolato.

Il primo stand che ho visitato è stato quello di Berloni che proprio in fiera ha festeggiato il cinquantesimo anniversario della sua storia. Ecco la loro prima idea di cucina, si chiamava “Composto”, anno di fabbricazione 1960. Costo? 268.000 lire quando una Fiat 500 ne costava 395.000.

Dal tempo che fu passiamo al futuro prossimo. Del Tongo presenta “monos”, un monoblocco completamente in acciaio. Con un telecomando il rubinetto scivola a filo del lavello per consentire alla zona lavoro di scorrere sotto il piano. Non fate domande da casalinga di Voghera, se vi potete permettere questa cucina il problema di chi elimina polvere e impronte, non ve lo ponete.

Uno dei limiti nel far convivere in uno stesso spazio cucina e zona giorno è sempre stato il fumo liberato da padelle e pentole. Dimenticate le vecchie cappe inadatte ad aspirare il fumo dei fornelli. Questa cappa montata in verticale, che scompare con l’ausilio di un telecomando, cancella i cattivi odori a due metri di distanza. La produce Gutmann, è presentata in fiera da Schuller.

La mostra di Milano è il classico luogo dove si consuma cibo senza pretese, ma da quando gli organizzatori hanno scoperto che i migliori affari si concludono a tavola, non manca qualcuno dei “nostri”.

Anche quest’anno molta attenzione è stata dedicata all’universo del vino. VinoThek di Siemens propone questa soluzione, novanta bottiglie a temperatura controllata direttamente nella nostra cucina.

Una soluzione intelligente per la conservazione delle bottiglie l’ha proposta “Wellmann”, sfruttando lo spazio spesso inutilizzato fra piano e pensili.

Al ristorante in casa ci ha pensato Lube mettendo insieme tre forni uno su l’altro. A sinistra, invece, macchina per il caffè e due piccole celle per il vino.

Spazio al design e alle idee. Non si può non far visita allo stand di Alno. Modello di punta il “marecucina” che ha quasi tutto di una barca, carena, prendisole di prua, tendalino rigido. A mare si usa molto il più resistente teak, in questo caso per la “coperta” si è pensato al noce con venature in acero. Bellissimo.

Poteva mai mancare “la cucina più amata dagli italiani”? Così amata che nel suo stand niente fotografie. Non succede solo in alcuni ristoranti, ogni settore ha le sue “pecore nere”.

commenti (8)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar Maurizio ha detto:

    Complimenti, BEL REPORTAGE!
    Sarebbe stato utile sapere cosa succede nel mondo dei piccoli elettrodomestici molto più di facile impatto per le nostre “Tasche”.

  2. Avatar Maurizio Cortese ha detto:

    Ne avrei scritto volentieri solo che al salone di Rho c’erano esclusivamente produttori di cucine.

  3. Avatar Francesco ha detto:

    Vorrei solo dire che mettere insieme cucina e zona living è sempre un azzardo a meno che non si fosse costretti per oggettivi problemi di spazio.
    Poi le migliori cappe, anche quelle tecnologicamente più avanzate, non potranno mai riuscire a eliminare totalmente gli odori.

    1. Avatar gianluca ha detto:

      io vivo in una casa così (cucina e sala insieme) e devo dire che per gli odori è un bel problema.
      poi dipende cosa cucini, un piatto di pasta saltato ok, se fai qualcosa ai ferri sulla ghisa è la morte

  4. Dandone per scontata l’efficienza, il problema vero di una cappa non è il suo ingombro fisico o percepito. È il rumore.
    Quando un produttore lo avrà risolto a un prezzo abbordabile, diventerà ricco.

  5. Avatar Brunposta ha detto:

    E per la cucina del futuro, quali fornelli?
    I classici fuochi o i pannelli a induzione? E le piastre in vetroceramica? Un amico mi ha detto che le piastre a induzione non vano bene per cucinare, perche obbligano a usare pentole in acciaio inossidabile, che non e’ il massimo come superficie…

    Io abito in Cina, e, visto che mi sto facendo la cucina nuova, sono andato in giro a vedere un po’ di fornelli… ed ho visto la nuova generazione di fornelli a gas: catalitici, senza fiamma e a risparmio energetico!
    Qualcuno li ha mai provati? Consigli?

  6. Avatar gianluca ha detto:

    anche io sono molto dubbioso sulle piastre a induzione.
    sinceramente a occhio preferisco i vecchi fuochi.
    qualcuno ne sa qualcosa in più ?

    1. Avatar Corrado ha detto:

      All’estero (Austria, Germania, Baleari) nelle cucine “private” sembrano la norma, mentre non ne ho mai vista una in un ristorante. Su come effettivamente cucinino, sinceramente non saprei che dirti. Per una “bistecchina” sono ok ma non mi convincono completamente (se son cosi buone perchè i ristoranti non le usano?)