Questo è il post che avrei voluto scrivere da sempre, e che, sono sicuro di non sbagliarmi, avreste voluto scrivere anche voi. Un po’ per riderci su, un po’ per vendicarci di tutta la spazzatura che le compagnie aeree ci hanno rifilato in questi anni anni. Non l’ho scritto io, ma è come se: ecco i 5 pasti aerei peggiori di tutti i tempi. E voi, qual è la cosa peggiore che avete mangiato a bordo di un aereo?

Estonian Air. DOVE: servito su un volo da Tallin a Copenhagen. PASTO. Cosa c’era dentro? Bella domanda! Primo piatto: riso freddo con pochi ceci e la pelle molliccia di qualche oliva. Secondo: credo fossero aringhe del Baltico (i tre pezzi grigi e visicidi sulla sinistra), insalata di patate (riciclate, suppongo) lattuga (immangiabile), pezzi di pomodoro (per dare colore), un panino (caldo quando è arrivato ma scaldato al microonde, quindi duro nel giro di pochi minuti). Dolce: anche spezzando il tortino non ho sentito odori, quindi non ho assolutamente idea di cosa fosse.

Air Botswana. DOVE: da Johannesburg a Gaborone. PASTO: Qualcosa di simile alla carne con qualcosa di simile alla verdura. Una descrizione vaga, mi rendo conto, al pari dei sapori. La bevanda è una soda di colore verde fluorescente, no, dico, ma voi l’avreste bevuta?

Aeroflot. DOVE. Da Mosca a Malta. PASTO. Il peggiore fatto con Aeroflot. Il salmone aveva la stessa età della mia povera nonna… il pranzo era povero e tutto meno che fresco. Orribile.

Alitalia. DOVE. Da Düsseldorf a Milano. PASTO. Credo fossero melanzane. Il caffè veniva da una macchinetta, imbevibile.

Ukraine International. DOVE. Da Kiev a Londra. La cosa impressionante di questo pasto era il lurido colore giallo dell’omelet. Decisamente innaturale, forse la compagnia voleva supportare la rivoluzione arancione di Kiev. Il wurstel? Pura plastica.

[Fonti: Huffington Post, immagini: Huffington Post]

commenti (18)

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  1. Il peggior pasto è stato in un volo Continental da San Jose (Costarica) a Newark (USA). Specifico che si trattava del volo di rientro dal nostro viaggio di matrimonio e che si parla di un pasto Kasher.

    In pratica il pasto era un panino con la cotoletta. Al di la del fatto che le regole per i pasti kasher non erano state rispettate (ma il discorso sarebbe lungo), la cotoletta – fredda – faceva coppia con il pane nel rimbalzare.

    Controllando la confezione (in pellicola d’alluminio che notoriamente lascia scaldare il contenuto nei fondi a microonde….) mi sono accorto che il panino aveva la bellezza di 10 (DIECI) mesi.

    Il resto del pasto era composto da una vaschetta stitica di verdurine immangiabili.

    Tanto per condire, il volo ha fatto 2 ore e mezzo di ritardo

  2. Il bello (si fa per dire) dei pasti sugli aerei è che non si capisce mai, dico mai, cosa si mangi.
    Sembrano vagamente verdure, sembra vagamente pane, forse formaggio. Dolci, forse.
    Nel migliore dei casi non te li ricordi, nel peggiore si fanno ricordare almeno fino al giorno dopo.
    Una pena e costosa, pure.

  3. Avatar MAurizio ha detto:

    Per gli interessati alla questione “pasti serviti al (in) volo” c’è un sito che trovo molto “didattico”, anche perchè ti permette di farsi un’idea di tanti piatti che si possono incontrare viaggiando. Magari serve anche a decidere cosa “non ordinare” nei ristoranti locali ..

    http://www.airlinemeals.net/index.php

  4. Avatar MAurizio ha detto:

    Comunque, sulla questione pasti in aereo, ricordo la vecchia barzelletta della madre che rimproverava i figli che non volevano mangiare in aereo
    “Vergogna ! Non bisogna sprecare il cibo ! Pensate ai bambini poveri che volano con l’Air Uganda !!!”

  5. Avatar Damon ha detto:

    il peggiore una lasagna che neanche alla mensa di quando si andava all’asilo, su un volo Alitalia di ritorno da New York… i pasti migliori invece li ho mangiati a bordo di Swiss Air

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      Non per niente è fallita … :-))

  6. Avatar eggi ha detto:

    sul volo Milano Malpensa – Milano Linate, odio il tvaffico in tangenziale, mi hanno sevito delle cvepes suzette flambate al cavvello.

  7. Avatar giulia ha detto:

    i peggiori non li ricordo, ma porto nel cuore un filoncino con un semplice spicchio di brie che mi ha offerto AirFrance mentre volavamo fra Parigi e Damasco. Ho fatto anche il bis!!

  8. In aereo sono ben contento di digiunare.
    E sui voli nazionali bevo solo acqua, fedele al mio principio “mai bevande colorate in aereo”. Principio elaborato vedendo un vicino di volo distruggersi l’abito sartoriale con una tazza di caffè bollente in occasione di un vuoto d’aria.

    1. Avatar MAurizio ha detto:

      Beh, bisogna che anche i vicini di posto condividano questo spirito. Senza contare gli improvvisi malessere, con “eiezioni” da mal d’aria. E’ difficile restare indenni se il vicino “maldestro” schizza o erutta …