Italians mad at food: su Twitter l’integralismo gastronomico italiano contro gli States

Quando ci arrabbiamo con chi non rispetta la tradizione della cucina italiana? Sappiamo di spingerci ai limiti del ridicolo? Andate a leggere gli screenshot di "Italians mad at food" su Twitter, se non ci credete: un tripudio di insulti al cibo "italiano" americanizzato.

Un account Twitter, “Italians mad at food”, esprime tutto il disgusto italiano per il cibo “italiano” USA, attraverso la raccolta di screenshot, perlopiù commenti indignati del pubblico nostrano quando si trova davanti a pastrocchi culinari di vario genere, soprattutto statunitense.

Che noi Italiani, in fatto di cibo, siamo integralisti della tradizione, è cosa nota. Guai a provare a mettere il parmigiano sulla pasta col pesce, come aveva fatto presente tempo fa, con toni un po’ accesi, uno chef italiano a Londra. Guai a modificare il sugo della nonna, o a mettere l’ananas sulla pizza.

Queste nostre fisse, più o meno giustificate, sono note anche all’estero, e diventano talvolta oggetto di scherno. In questo caso, ci fanno fare grasse risate

Per esempio, c’è l’utente che si infuria per la carbonara con bacon e mozzarella (credici, caro Sem, ne esistono anche versioni peggiori: ai tempi dell’Erasmus, abbiamo visto un coinquilino peruviano prepararne una, tutto soddisfatto, usando la maionese). “Ogni volta che qualcuno usa il bacon per la carbonara, una nonna italiana muore”.


D’altronde la pasta, per noi Italiani, è molto più di un semplice alimento. È una di famiglia, una persona che soffre ogni volta che viene bistrattata. Almeno secondo il commento di quest’altro utente.


C’è poi l’Italiano che si indigna per la foto del gattino. Passi il fatto che si sieda a tavola per mangiare con tutta la famiglia un piatto di pasta (probabilmente imboccato con la stessa forchetta che usa il suo padrone), ma che si chiamino “tasche” quelli che sono ravioli, è una di quelle cose che proprio ci fa infuriare (noi avremmo qualcosa da ridire pure della brodaglia in cui i ravioli galleggiano, ma vabbe’).

Nel calderone degli screenshot che raccontano l’intransigenza tutta italiana per la tradizione culinaria ci finisce pure la CNN, con un articolo dal titolo apocalittico: “Starbucks a Milano: è la fine del caffè italiano?”


Sul capitolo pizza c’è Alessandra, che vuole vomitare dopo aver visto un video di Food Insider in cui la pizza viene condita con mestolate di salsa al formaggio.


E c’è – ovviamente- il tema della pizza all’ananas, “completamente sbagliata, visto che in Italia non mangiamo quella me**a, e noi di pizza ne sappiamo”.


Oppure Gianmarco, che prega affinché si smetta di chiamare pizza ciò che pizza non è, mettendo a rischio la vita delle nonne napoletane, che evidentemente più della rottura del femore temono il mondo dell’American food.


Che poi, ne siamo sicuri: anche voi ci siete cascati, anche voi avete riversato sui social il vostro odio per l’abitudine tutta anglosassone di prendere i nostri piatti nazionalpopolari e trasformarli in qualcosa di diverso, generalmente più grasso, calorico e condito. Occhio, però, d’ora in poi: i vostri commenti potrebbero andare a far compagnia a quelli degli altri integralisti della tradizione italiana.

Valentina Dirindin Valentina Dirindin

18 Luglio 2019

commenti (2)

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  1. Avatar Emiliano ha detto:

    Quanti di noi o quanti ristoranti qui in Italia sono fedeli al piatto originale che poi tanto criticano all’estero? Chi è senza peccato scagli la prima pietra

  2. Avatar Colon Irritato ha detto:

    Carbonara con uova praticamente strapazzate e pancetta o panna per mantecarla. In Italia. Pesto con burro. In Italia. Cotoletta alla milanese fatta con maiale o, addirittura, pollo. In Italia. Quelle sono mostruosità di persone all’estero che credono che la cucina italiana sia magari quella dei ristoranti aperti da immigrati 50 anni fa che la incentivano o adattavano (come quella dei “nostri” cinesi) o gestiti da stranieri come greci o spagnoli che tanto per gli americani siamo la stessa cosa, ma le nostre mostruosità? Spesso siamo solo arroganti.