di Massimo Bernardi 21 Settembre 2009

Il Katz's-Deli a New YorkCome sarebbe il nuovo iPhone se a farlo fosse Microsoft? Non ne parliamo nemmeno, comunque, sarebbe un iPhone poco credibile. E se qualcuno vi dicesse che la migliore pizza del mondo si mangia alla Pizzeria Frank Pepe di New Haven nel Connecticut, gli credereste? Lo ha appena fatto il Guardian, il grande quotidiano britannico con aspirazioni gourmet, raccontando le 50 cose più buone del mondo e i posti dove mangiarle. Non solo. Ha pure preteso di convincerci che il migliore cibo italiano Slow Food (cioè? La trattoria migliore???) si mangia da Coco Lezzone a Firenze, ristorante di cucina toscana prediletto dal principe Carlo. Un posto divertente e mondano ma non proprio un vertice. E ancora, che i migliori ravioli al tartufo del mondo non si mangiano mica in Piemonte ma da Babbo a New York, il ristorante dello chef Mario Batali. Per proseguire con le dritte italiane, che a fare la pasta best of the world è la Trattoria Caprini in Valpolicella, vicino a Verona. Qualcuno di voi la conosce?

Ci sono anche buoni consigli, ostriche e una bottiglia di Chablis nelle isole del nord Irlanda, il leggendario pastrami del Katz’s Deli di New York (sì, quello di Meg Ryan), le tapas di Cal Pep a Barcellona, la bouillabaisse (zuppa di pesce provenzale) al ristorante De Bacon di Cap d’Antibes in Francia (“ti costa un braccio e una gamba ma li vale”). Mentre le altre scelte italiane sono per lo meno discutibili. Non credo che il gelato più buono del mondo sia quello, pur ottimo, della pasticceria di Corrado Costanzo a Noto, e che il migliore extra vergine sia il costosissimo olio toscano del mio amico e regista Armando Manni (tra i primi 10, ammesso che una classifica del genere abbia senso).

Ma quello che volevo chiedervi è: cosa pensate delle dritte gastronomiche date da quotidiani e riviste straniere? Ci credete? E soprattutto, avete voglia di scrivere nei commenti 3 cose più buone del mondo secondo voi, e i posti dove bisognerebbe mangiarle? Che poi magari, le mandiamo al Guardian. [Immagine: Guardian]