di Antonio Tomacelli 8 Febbraio 2010

cibo per gatti

Cari lettori di Dissapore, vi presento il primo figlio illegittimo del panino McItaly. Occhio, la visione della scatoletta di cibo per gatti è raccomandata a un pubblico adulto: altro che Paranormal Activity, questo “Yellow Tuna Florentine” potrebbe togliervi il sonno per sei mesi. Dico io, si può enfatizzare la bontà di un’orrifica poltiglia per gatti scrivendo che è fatta come solo in Toscana? Se un minimo vuoi essere coerente almeno mettici i fegatelli. Macché, il tonno (tonno? Firenze?).

Nemmeno il gourmet americano che l’ha avvistato tra gli scaffali di un supermercato voleva crederci. Al punto che, per capire che ciazzecca la Toscana, ha messo a repentaglio la sua vita assaggiandola. Il risultato? Quale volete che sia, è già tanto che non sia morto fulminato.

La lezione è che se non si sta attenti una scatoletta può sputtanare secoli di storia. Capito cosa succede quando una multinazionale mette le grinfie sulla tradizione italiana, mcministro Zaia? Cinque minuti e sei bruciato, altroché “multinazionali identitarie” come dice lei. Seguendo questa idea qualsiasi mostruosità può essere spacciata per “tipically italian”.

Cosa dobbiamo aspettarci adesso? Il ketchup Apulian style o l’involtino primavera della Val d’Aosta?