di Carlotta Girola 11 Gennaio 2016
dottor mozzi

Chi di noi non si è imbattuto almeno una volta nell’ormai mitologica figura del Dottor Mozzi?

Da giorni controllo su Amazon quali siano i libri di cucina più venduti, e due dei suoi volumi sono tra i bestseller. In soldoni (di quelli sonanti) significa che il guru della dieta dei gruppi sanguigni, barba bianca da Babbo Natale in incognito e un’aria da Mauro Corona della Asl, sta vendendo più libri di Cracco, Parodi e Clerici messi insieme.

Come è possibile, direte voi? E lo dico anche io, che lo scetticismo mi pare di averlo inoculato alla nascita.

Non che la dieta in base al gruppo sanguigno sia proprio una new entry, e si è anche ampiamente scritto che di davvero scientifico qui c’è proprio poco.

Nonostante questo, nella setta sempre più popolosa dei “io seguo la dieta che mi salverà la vita” (tipologia umana trasversale in forte aumento) il Dottor Mozzi ha fatto strage di cuori.

E continua a mietere vittime consapevoli quanto boccalone, che ne seguono le gesta come fosse un supereroe della Marvel.

Ricapitoliamo.

Il regime Dukan ha fatto il suo corso: ha venduto migliaia di libri, ha sbancato il botteghino surclassando le varie diete del carciofo e settimane del sedano rapa bollito, e poi inesorabilmente ha stancato.

Vuoi mettere Pierre Dukan, signorotto impettito e imbellettato, un pochino snob a dirla tutta, con la sua aria da Mésségue d’alto borgo, confrontato con questo asceta che, nell’immaginario collettivo (e lombrosiano) ha tutti i tratti confortanti del nonno di Heidi, a parte la stazza?

Vestito con le sue camiciole a quadrettoni fa simpatia e verrebbe da abbracciarlo così, sulla fiducia.

In effetti è un personaggio intrigante: cosa vi aspettereste da uno nato a Bobbio, nel piacentino, dove pascolano le mucche e l’aria è pulita?

La risposta non è quella più scontata (adorazione della vacca e coppadop-anesimo), ma va pensata come i testi dei Led Zeppelin, da leggere al contrario.

Ovviamente il demonio assoluto del Dottor Mozzi è il latte. Vade retro latte, a prescindere dal gruppo sanguigno in questo caso, perché quando una cosa è “il male”, allora bisogna essere assolutisti. E quando incontro gente che crede nel tutto bianco o tutto nero mi si accende una lampadina d’allarme.

E non mi fido nemmeno di quelli che sembrano avere sempre la risposta “filosofeggiante” in tasca, anche applicata a conversazioni sul detersivo dei piatti: a questo proposito va ricordata la recente performance del Dottor Mozzi ospite (manco a dirlo) di Fabio Volo a Radio Deejay, dove snocciola perle sulle sue teorie.

La dieta del Dottor Mozzi

“Lo ha detto la radio”, “l’ho visto in tv”: abbiamo chiuso il cerchio, ci sono tutti i passaggi imprescindibili perché le teorie non scientifiche del Dottor Mozzi diventino leggenda e, allo stesso tempo, verità.

Ma io a Babbo Natale non ci credo più da quando ho 9 anni.

[Crediti | Link: Wired, Vanity Fair, Deejay, immagine: Gianfranco Negri]