di Stefano Caffarri 20 Marzo 2010

Quanti buoni motivi occorrono per affrontare il lungo cavatappi stradale che mena a Fragnolo, località di Fragno, frazione di Calestano, provincia di Parma? Una domenica del marzo più nevoso degli ultimi ventimila anni – almeno lato pedecollina emiliana – nemmeno più di tanti. Basterebbe il paesaggio biancheggiante sotto un sole primaverile, per arrostire la faccia ai bagliori  e camminare a passo lento e disteso su strade deserte, sempre in pendenza ostinata.
Eppure Mariella & Guido, che dividono la vita e la Locanda da sempre, ne offrono anche altri: e di non breve momento. Cominciando da uno qualsiasi, che t’accolgono come uno di noi, senza farla lunga e senza alzare siparii su rappresentazioni plastificate: va in tavola una cucina attenta, con prodotti di ricerca ossessiva, a prezzi all’onestà. Oppure i buoni piatti di casa, a cominicare dalla mortadella più profumata del mondo. I cappelletti in brodo, il guancialino brasato con burrosissimo purè. O le piccole variazioni sul tema, con il non nascosto progetto di svecchiare il modo e il tono con i ravioli di anatra in brodo di ceci, o i cappelletti di radicchio e ricotta con crema di fagioli di Spello. Niente voli pindarici e grande concretezza, una moderata e ferma sicurezza, una solidità continua e rassicurante che sgombra il campo da ogni ansia da prestazione.
Anche perchè puoi sempre rifugiarti in referenze infallibili, come il borsotto: un’insaccato meticcio di cotechino e “mariola” dalla pasta fine e e delicata, non troppo conciata, di gran calibro. A finire con le crostate e con torte, un fragoroso viaggio nella semplicità più lineare e rilassante.
Mla ragione decisiva per cui vale la pena di salire fino quassù è l’immenso patrimonio bottigliesco. La “Carta dei Vini” di per sè è una vertigine: cinque tometti scritti fitti di cose semplici o impossibili alla portata dei più, magari quando sei seduto nel tavolo di fianco al bancone, in mezzo ad un anterpima di quello che puoi avere: ma se per caso decidi di affidarti alla cura degli osti, l’ebbrezza – e non solo quella eticilica – è garantita.
Ma va saputo che le migliaia di bottiglie d’ogni ordine e grado archiviate nei sotterranei non sono reperti di un pinchiorriano disegno di business, o di un progetto di chissà quale respiro: è la vera autentica passione per la ricerca che guida alla scoperta dei tesoretti. E siccome l’unica ragione di esistere del vino è per essere bevuto, eccolo disponibile a quotazioni incredibili, da accertarsi che siano corrette tanto sono abbordabili. Allora puoi trovarti sul tavolo un Chianti Selvapiana ’71 in perfetto stato di conservazione come un Selosse Originale; un Barbaresco La Casetta 82 con un Barbera Baldo Cappellano del ’99; un Drappier Champagne Sans Soufre come un Petrus 1990. Certo, una cantina che sovrasta la cucina, senza mortificarla: anzi considerandola un bel compagno di viaggio verso attimi di intensa, indimenticabile felicità.

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Locanda Mariella
Fragno di Calestano PR
t.: 052552102

Ci sono piatti del giorno e la carta “normale”. Difficile valicare la soglia dei 35 euri
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