di Lorenza Fumelli 1 Giugno 2011

Adesso magari non è la Girella, ma sfido apertamente qualsiasi sedicente buongustaio, quello che riesce a mettere le parole: lievito madre, Moreno Cedroni, Acquerello, Monica Maggio, bassa temperatura e fagioli del Purgatorio nella stessa frase quando si parla di trekking a cavallo, a dire che non mangia MAI schifezze. Dai su, ma chi volete ingannare? Ci vuole onestà per essere credibili e io, fossi in voi, coglierei questa occasione per fare un po’ di sano outing. Già vi vedo nascosti nella penombra della cucina, con le tapparelle abbassate e la dolce metà fuori per lavoro, a salivare per:

(1) PATATINE ALL’ACETO IN BUSTA:

Ogni sgranocchiata è un cazzotto dritto in faccia, sono talmente salate che le potresti accompagnare con acqua di mare e la loro espressione più alta la raggiungono con la Guinness in lattina presa dal Bangla sotto casa. Da gustare guardando film su meteoriti, terremoti e alluvioni.

(2) LASAGNE AL FORNO SURGELATE:

Quelle belle sfoglie di pasta (?) galleggianti in un olio arancione di misteriosa provenienza, unte fino al soffocamento e con il centro perennemente freddo perché a cuocerle di più si scioglierebbero sotto ai vostri occhi. Da urlo.

(3) SOFFICINI:

Ma quale Trapizzino, stiamo parlando dei Sofficini gusto pizza! Da cuocere nell’olio di semi di girasole e gustare bollenti. L’ustione di tutto l’apparato digerente è incluso nella confezione. Beata ignoranza.

(4) DOUBLE WHOPPER CON FORMAGGIO O BIG MAC:

Un colpo dritto al cuore, un salto in un passato ormai remoto nel quale tu e i tuoi amici del liceo fate a gara a chi ne mangia di più contando le scatolette vuote. Ogni tanto va fatto, che il fegato se ne faccia una ragione.

(5) COCA COLA:

Dico solo: vorrei cantare insieme a voi in magica armonia. E aggiungo: perfetta da gustare ghiacciata a rischio congestione la mattina dopo una bella sbornia.

(6) MAIONESE CALVE’:

Bastano due fette di pane raffermo, un qualsiasi ingrediente impietosamente strappato dal frigo e via, una spalmata della giallissima per due minuti di godimento puro.

(7) ANACARDI, NOCCIOLINE, PRETZEL E BASTONCINI SALATI:

Gli ammazza fame per antonomasia, gli impasta bocca professionali, l’unico modo per giustificare le 3 Peroni da 66cl da scolare per statuto durante il derby. Insostituibili.

(8) IL SECCHIO DI POLLO FRITTO DEL KENTUCKY FRIED CHICKEN:

Altro che allevati a terra, in cortile o sul terrazzo, questi pezzi di pollo dorati non sono mai stati parte di nessun animale vivo, credetemi. E la stessa cosa vale per i McNuggets, da gustare con le salsine mono-porzione.

(9) VIENNETTA BISCOTTO:

Forse il gioco di consistenze più azzeccato degli ultimi venti anni. La cioccolata croccante in superficie, il morbido gelato alla panna nel mezzo e poi lui, il torbido biscotto che non si è mai capito a che specie appartenesse, a donare callosità sul finale. Pare che Marion Lichtle ne abbia tratto ispirazione per alcune ricette. Fuori produzione.

(10) WURSTEL WUBER:

Ctto in padella, col taglio centrale o laterale, spalancato a libretto, intero con maionese, senape, ketchup e crauti in lattina. Infilzato a rondelle in uno stecco lungo, in insalata o come vi pare. Ma la vara schifezza si raggiunge in un solo modo: freddi di frigo.

Mi fermo qui perché potrei andare avanti all’infinito e soprattutto perché vorrei tanto saperlo da voi. Forza, confessate! Quali sono le vostre schifezze preferite?

[Crediti | Immagini: Shuttershock, The Big Food, Google]