di Luca Iaccarino 18 Gennaio 2018

Questo Buonappetito è il risultato di un anno di lavoro.

Esticazzi, direte voi.

Ma ci tengo a raccontarvi come da oggi, finalmente, definitivamente, ho smesso di mettere lo zucchero nel caffè.

Da lustri amici e parenti golosi mi guardavano come un paria ogni volta che aprivo una bustina. “Tsz”, dicevano, sorbendo la loro tazzina liscia, amara come fiele, pensavo io.

[La rivoluzione del caffè artigianale spiegata bene]

“Solo così ti godi davvero il caffè”, sentenziavano con l’odiosa sicumera di chi vuole spiegarti come vanno le cose.

Dunque all’inizio ho avuto una reazione persino controdipendente: invece che non mettere lo zucchero, ne mettevo di più, alla facciazza dei gourmet. Però, nel frattempo, qualcosa mi stava scavando dentro.

Così, quasi senza accorgermene, ho preso a metterne meno. Mano mano sempre meno. Mezza bustina. Un terzo. E da una decina di giorni, niente.

È avvenuto un miracolo che non immaginavo: il mio palato s’è ritarato. Ormai lo percepisco giusto così, e metterci lo zucchero –ho provato, una volta– è letto dalla mia lingua come una violenza. Come lo aggiungessi nell’acqua.

[Capsule di caffè: prova d’assaggio]

In effetti tutti dicono: “se ti abitui, non torni indietro.”

Ho un’esperienza di sole due settimane ma mi sento di dire che è vero. E sono felice: sento di più la componente aromatica, il gusto persiste a lungo, evito qualche caloria inutile.

C’è una sola controindicazione: quando un espresso fa schifo, senza zucchero fa ancora più schifo.