di Martina Liverani 3 Febbraio 2012

E’ in grado di consigliarci quali spuntini degustare durante il Super Bowl, come organizzare un ricevimento nuziale, come allestire una postazione home office nel nostro monolocale, scaricare una App con tutti i segreti della decorazione delle uova e condire tutto questo con una valanga di biglietti di auguri personalizzati. Per chi non l’avesse capito, sto parlando di Martha Stewart: icona nazionalpopolare americana, maestra di bon ton, guida spirituale del mènage domestico e anche regina dei fornelli mediatici. Una e trina, la Stewart si divide preferibilmente tra fai-da-te, giardinaggio e cucina.

Erano i primi anni novanta quando comincia la sua ascesa al successo; per capirci, erano gli anni in cui in Italia nasceva la coppia artistica formata da Luca Sardella e Janira Majello (no, non temete, non è un altro post sui paragoni). La Stewart diventa la protagonista di un one-woman-show televisivo di mezzora. Pochi anni più tardi, quando Luca Sardella incide il suo doppio Cd Emozioni (ops! L’ho fatto ancora), l’imprenditrice Martha fonda la compagnia Martha Stewart Living Omnimedia, che la rende milionaria in poco tempo grazie a programmi televisivi, libri e magazine e una linea di prodotti per la casa. Senza dilungarmi sull’accusa di insider trading che le costò diversi mesi di carcere, durante i quali tenne lezioni di pulizia alle compagne di cella, arrivando ai giorni nostri, la Stewart superati i settanta, è ancora autorevolissima in fatto di cucina domestica, arte del ricevere e decorazione. E come nel salotto di Oprah Winfrey, anche nella cucina della Stewart hanno presenziato innumerevoli celebrità.

Martha Stewart ha condiviso di tutto con i suoi fan: dalle vernici per ridipingere il soggiorno alla ricetta dell’insalata di pasta. Un personaggio multidisciplinare e abbastanza rassicurante: un po’ Giovanni Muciaccia ma anche Tessa Gelisio, un po’ Roberto Ruspoli ma anche Alessandro Borghese, un po’ Anna Moroni ma anche Beppe Bigazzi, un po’ Michela Rocco di Torrepadula un po’ Gianfranco Vissani.

Secondo voi, un Frankestein di tante piccole food star, riesce a fare una grandissima leggenda?

Mi chiedo perché mai nessuno ha pensato di imitarla. In Italia il modello Martha Stewart non funziona o semplicemente non è ancora arrivato?

[Crediti | Link: Martha Stewart, Dissapore, immagine: New York]