di Carlotta Girola 29 Gennaio 2016
cracco, barbieri

MasterChef è tornato, e devo dire che quest’anno mi sto divertendo anche più dell’anno scorso.

Certo, è anche vero che il mio cavallo vincente è stato azzoppato la scorsa settimana, ma che ci dobbiamo fare?

Capita anche ai migliori.

Si comincia con il solito preambolo dei giudici, che stavolta sembrano più seri del solito. E capiamo subito il perché: la faccenda è seria.

Si inizia con il solito preambolo dei giudici, che stavolta sembrano più seri del solito. E capiamo subito il perché: la faccenda è seria.

Bellissimi gli ingredienti della mistery box: trippa, aragosta, miele, mele verdi, pomodori. Insomma un sacco di cose buone, ma c’è lo zampino di Lucifero: trattasi di prova con furto.

Ogni concorrente può saccheggiare un ingrediente da un rivale. E, ovviamente, il “se volemo tutti bene” finisce in questo preciso istante.

 Inizia Lucia con la ormai proverbiale faccia del godimento nel farla grossa…

Alida, ve la ricordate vero? Quella che nelle prime puntata piangeva come una fontana e ora sembra diventata di una perfidia senza pari.

Ecco, lei: deve aver fatto qualche brutta cosa a telecamere spente, visto che in tre si accaniscono rubandogli tutto il rubabile.

Difficile pensare di cucinare con 4 avanzucci, quando da sotto il naso ti hanno saccheggiato di tutte le cose buone. Comunque, nel frattempo osservo i giudici, stasera un po’ sottotono mi pare.

Gli servirebbe un po’ di pepe.


Invece, se Cracco, Barbieri, Cannavacciuolo e Bastianich sono un pochino appannati, i papabili MasterChef stasera sembrano molto in forma.

Sarà stata la trippa, o l’aragosta, ma sfornano piatti notevoli, impiattati anche meglio dei soliti classici mappazzoni inquadrabili.

E, tra piatti verticali da scala a pioli e supercazzole varie, ad aggiudicarsi la stima da mistery box è lui, solo lui: Maradona nostro.


Giubilo e gridolini, e poi si va in dispensa. Agli autori deve essere venuta una carie, nel frattempo: diciamo solo che il piatto della sfida non è tra i più intriganti di quelli visti a MasterChef: l’atavico pasticcio di luccio.

Pare che nel 1500 andasse a ruba, ma detto tra noi nel frattempo l’umanità si è evoluta.


Sgomento tra i concorrenti: sarà pure un piatto vecchio e un po’ decrepito, ma non sembra proprio una passeggiata da cucinare.


Maradona parte avvantaggiato dai consigli di Cracco che pare nato per fare il pasticcio di luccio. Lo avreste mai detto? Maradona, intanto, è chiamato a scegliersi una compagna con cui cucinare durante la prova.

E già che c’è deve anche giocare il gioco delle coppie e formare quelle degli avversari. Manco a dirlo, le scelte rispondono a strane logiche che stanno solo nel cervello di Maradona.

Coppie formate: Maradona con Alida, Mattia con Lorenzo, Laura e Lucia (!), Dario e Silvye (a lui a momenti parte l’embolo), Rubina con Stefano e infine Erica con Giovanni.

Si vocifera che fra i due ci sia del tenero.

Silvye, al solito, viene discriminata: non capisco questo accanimento coi francesi, il burro e tutte le loro cose buone. Che vi avranno mai fatto di male? Va bene, dai, sto zitta.

In men che non si dica è dramma: Dario odia la sua compagna di avventure, sogna silenziosamente di eliminarla ma non sa bene come fare.

Quindi si concentra fortemente e, si sa, la forza della mente… Silvye cade rovinosamente a terra e inizia a piangere come una bambina di 4 anni.

Il disprezzo. L’odio. Tutti film che Dario deve avere visto più volte.

Nel frattempo, su questa stessa rete, le coppie si cimentano nella realizzazione di una ricetta con staffetta: sudori, correste, ansie varie, sfilettature e animali impazziti in uno zoo. Insomma, MasterChef.

Bastianich, intanto, prende accordi con i due ragazzi veneti per fare del business. Siparietto divertente: c’era un americano e due veneti…

Amori e cuoricini per la coppia Giovanni/Erica. Lei si dichiara non interessata all’articolo, ma poi il destino vuole che certe cose accadano. Lo chiameremo Pasticcio.

Tra Dario e Silvye, nemmeno a giochi fatti si distendono le acque, lei pare una piccola fiammiferia, lui un grande Barbablu.

Lucia e Laura, coppia potenzialmente scoppiettante, fallisce la prova. D’altra parte, se Cracco ti fa vedere il piatto in quel modo, tu in quel modo glielo devi portare.

E invece il pasticcio di Laura e Lucia ha qualche variazione sul tema poco gradita.

Dite quello che volete, ma Laura dagli occhi blu (palpebre sarebbe più corretto) pare il Gervasoni ticinese di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Concludendo: il mappazzone di Dario e Silvye si salva per la salsa, quello di Stefano e Rubina “non ci siamo”, di Laura e Lucia abbiamo detto.

A spuntarla come miglior coppia sono i piccioncini Erica e Giovanni. Lucia e Laura al pressure, per una sfida face to face.

Baci, abbracci, gioie e frustrazioni. Si va in esterna, dove la neo-coppia viene separata e vengono formate le due squadre. Alida intanto è sempre molto simpatica.

Squadra rossa: Giovanni, Alida, Andrea, Dario, Maradona – Squadra blu: Erica, Rubina, Mattia, Lorenzo, Silvye.

Così per dire, comunque, Laura non è l’unica che ha qualche difettuccio di pronuncia.

E’ arrivato il momento di fare andare le mani: in questa puntata i MasterChefini devono cucinare per 25 produttori che lavorano sulle sponde del Po, il tutto ovviamente su un battello in navigazione.

E quindi?

Quindi arriva un bellissimo Ape Car carico carico di tante cose buone. E, mentre Erica sceglie gli ingredienti con la freddezza di un Terminator, il suo Giovanni va nel pallone.

Giovanni il filosofo. Giovanni l’uomo in preda alla follia. Giovanni che sceglie di accozzare qualcosa come riso, cozze, melone, peperoni. Avrebbe fatto meglio anche mia nonna bendata.

Pronti, partenza, via. I concorrenti, come morsi dalle tarantole si gettano alla rincorsa di un paio di ricette da inventare con quello che hanno a disposizione. Ed è a questo punto che si consuma la tragedia.

Poi dici, non sono in diretta, taglieranno gli eventi funesti.

Invece no: piuttosto di far passare Bastianich per supereroe quelli di Sky sono disposti a non fare tagli: sappiate che la barchetta dei nostri cari stava per schiantarsi clamorosamente. Poi però, intervenne Joe Giuseppino salva tutti.

Sventato il pericolo, si torna a cucinare, con tutti i tic del caso.

Strana gente in coperta: vada per il signore del riso che, se non mi inganno, è quello stesso che fa da sponsor (ma ci sta, si sa come vanno queste cose), ma ad un certo punto compare pure la moglie di Capitan Harlok.

Per farla breve: potevano mai vincere quelli di cozze e melone? Ecco, infatti. Vince la squadra blu di Erica.

I rossi se ne vanno tutti al pressure allegramente, si fa per dire. Infatti, gli sconfitti covano un pizzico di rancore per Giovanni e la sua creativa scelta degli ingredienti ad cazzum.

Per dimostrare tutto il suo astio, Maradona spara una parabola in cui si mescolano fenicotteri, tartarughe, gente che parla troppo e qualcos’altro, ma non stavo più ascoltando.

Parte la sfida diretta tra Lucia e Laura. Terreno di gioco una crepe cucinata alla lampada, con tanto di richiesta di flambatura (già temo) e richiesta eleganza. “Volate come fanno le farfalle”

Sfida fra crepes un po’ mostruose, e la peggio ce l’ha Luara, che ci saluta con la sua s traballante.


Nel pressure di squadra, invece, ci si sfida a suon di rana pescatrice, ceci, fagiolini e lardo. Facile direte voi, ma c’è il trucco.

Ogni 5 minuti i giudici aggiungono ingredienti a casaccio per rendere la questione più complicata.
A soccombere è Andrea. Peccato, però, non sappiamo come possa cucinare, ma di certo era un bel vedere.

L’appuntamento è a giovedì. Lasciamoci così…