MasterChef 5: la Twittercronaca

La Twittercronaca della puntata di Masterchef 5 del 5 febbraio 2016. Tutto quello che è successo raccontato con lo stile inimitabile di Dissapore

Masterchef 5

Rieccoci con la twittercronaca di MasterChef 5. Non è ancora iniziata e già Barbieri spiffera l’ospite di turno…

Si comincia con la mistery box, che stavolta pare una scatola cinese che ne contiene altre. Dentro al scatola, infatti, ci sono dei barattoli che, a loro volta, contengono ingredienti. La scelta di quante scatole usare per comporre il piatto è alla cieca. Si sprecano le interpretazioni.

Mattia stasera attrae l’attenzione non solo per lo slang da gondoliere, ma anche per non essersi tolto il pigiama per la registrazione del programma.

Si parte, o quasi. Barbieri cucinerà con i concorrenti usando gli stessi barattoli misteriosi. Che fare? Come scegliere? Semplice: tutti ascoltano la voce del barattolo.

All’apertura dei barattoli si svela l’arcano: ravanelli, crescenza, amaranto, melanzane, prugne, cipolotto, patate, anguilla, liquirizia e… testicoli (di toro)! Naturalmente capitano anche a Silvye che si fa venire i conati di vomito.

Barbieri da giudice a chef subisce una specie di mutamento: diciamo pure che la quasi-competizione tira fuori lo sborone sboronissimo che è in lui, quindi, semplicemente, si autosabota e se la prende con tutta calma: lui si beve un caffè. Mentre il cronometro è partito e tutti sono già in fase ansia lui si beve un caffè.

Però vederlo cucinare è bello, bisogna dirlo: si lecca le dita, saltella, pare contento, e alla fine fa un bel lavoro, chef Barbieri.

Dopo i celeberrimi momenti da crisi di panico e sudori freddi, i conconcorrenti si arrabattano con i barattoli e le loro stranezze. Non so, a me il risultato sembra nel complesso buono. I migliori della prova sono Dario, Giovanni e Alida. Dario si adegua allo stile Barbieri e sborona a destra e a manca: addirittura critica la mancanza di parte acida sull’anguilla di Barbieri.

Giovanni, invece, come consueto parte per le sue tangenti da poema epico, smorzate solo dalla concretezza di Cannavacciuolo.

Alida arriva davanti ai giudici e serve il suo piatto nel barattolo, ma la notizia non è tanto questa. La vera news è che la grammatica di Bastianich è tornata!

Che vi piaccia o no, vince Alida che non sa cosa l’aspetta in dispensa. Ma sì, lo sappiamo già: c’è Vissani. Ecco, proprio simpatico non lo definirei, ma Cracco lo presenta con un’enfasi tale che persino il mio cane si è messo sull’attenti.

Tre piatti dello chef: si spazia tra foie gras, lasagne, cose conosciute e va bene, ma poi si passa agli ingredienti non proprio facilissimi. Tipo…

Sono piatti complicatucci, lo abbiamo capito: hanno tutti una decina di ingredienti, ma poi c’è anche il piatto “facile”, facilissimo direi.

Ora Alida potrà scegliere un piatto e cucinare quello che le pare con gli stessi ingredienti. Intanto Vissani quasi non ha ancora messo piede nella cucina che ha già pronto un pippone sugli accessori in cucina. E no, non si parla di cucchiai e padelle.

Ma proprio lui che fa il superuomo?

Alida, per farla semplice, ha scelto di usare gli ingredienti del piatto di Vissani per comporne uno proprio. 30 minuti per usare 10 ingredienti. Robetta da tutti i giorni, tipo capasanta, muschio brasato, canna bruciata, passion fruit, zucca, tartufo di mare: MasterChef somiglia sempre più a Mission Impossibile. Intanto Vissani inaugura una nuova stagionedi MasterChef: facciamolo seduti.

I giudici assaggiano tutti i piatti, tra alti e bassi. Maradona se ne esce con un piatto da supercazzola, con affumicazione, atmosfera da Twin Peaks e Vissani, di tutta risposta, si rifiuta di assaggiare.

Alla fine vince Dario, che dicono non sappia sorridere, ma che sa usare benissimo un altro tipo di comunicazione facciale. Lui è come un camaleonte: voi non li vedete ma dietro ci sono dei pomodori.

I peggiori della prova: Mattia, Giovanni e Lucia. In effetti, ciofeche senza ritegno. Ma alla fine, il vero “piatto buuu” è quello di Giovanni, che deve lasciare MasterChef. Peccato, quasi mi ero abituata ai piatti concettuali-filosofico-sarcavolo. O forse no?

L’esterna è a Valencia, e le due brigate in sfida si dovranno cimentare con due tipi di paella: tradizionale e rivisitata.

Dario è il capitano della squadra blu e manda Rubina direttamente al pressure test, gli altri si mettono il grembiule e scelgono il capitano della squadra rossa: Erica. E, nello stesso team anche Lucia. Si prevede un’esterna scoppiettante.

Mentre le brigate ascoltano i consigli dell’esperto, Erica e Alida vengono spedite al Mervato Centrale di Valencia a fare la spesa: budget 100 euro e un po’ di fantasia, anche nel chiedere gli sconti.

E poi, via a cucinare. Mentre la squadra blu di Dario viaggia che è un piacere…

Ma c’è anche spazio per i cazzeggi

A fare da giudici alla paella dei concorrenti sono i rappresentanti di 25 rioni di Valencia, ovviamente i costume. Vogliamo farci mancare un po’ di folk a MasterChef?

Vincono i rossi, Erica ce l’ha fatta anche se ha lavorato a compartimenti stagni per non sentire cantare Lucia e Maradona.

I blu vanno al pressure test, ma uno solo può salvarsi. E Dario salva… se stesso. MasterChef è un gioco per duri, si sa.

Pronti, via: il pressure si fa a Valencia. Domani mattina. Sgomento.

Rubina, Alida, Lorenzo e Mattia devono salvare la pelle. Mentre i 4 giudici si rilassano nella suite presidenziale-imperiale, i concorrenti provvederanno ai loro capricci con un servizio in camera. Non male.

Prima un po’ di tapas, poi una voglia improvvisa di pasta all’arrabbiata. I giudici oggi fanno i simpatici, mentre in cucina i 4 poverini corrono come oche impazzite.

E perché non una tortilla di patate?

Ci sta anche la Ceasar Salad: ammazza che fame ‘sti giudici!

Quindi, per capirci: Alida salva, Rubina anche, restano Lorenzo e Mattia. Scontro fratricida.

Ma non si fa così! Ora ci tocca aspettare una settimana…

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