di Nunzia Clemente 8 Ottobre 2016
modernist bread

Nathan Myhrvold non è certo un nome nuovo per gli amanti dei “libri di cucina”.

Ex dirigente Microsoft, si è trasformato in studioso ed esperto di storia della cucina, dai tempi di Adamo fino ai giorni nostri.

Nel 2011, con un’auto-pubblicazione di più di 2000 pagine, si è presentato sulla scena internazionale con Modernist Cuisine: un’enciclopedia culturale della cucina di grande bellezza, venduta a 625 dollari.

L’anno dopo è stata la volta di Modernist Cuisine at Home, stavolta a soli 140 dollari.

Ma Nathan, nel suo laboratorio a Bellevue (Washington), non si è fermato. Chiamati a raccolta esperti di grani, scienziati, storici e, ovviamente, panificatori, sta dando vita a un’opera pantagruelica: Modernist bread: The Art and Science.

L’ennesima e monumentale guida per tutti i geek-panificatori, che costerà 625 dollari.

Un viaggio nel mondo dei lieviti e degli starter, del tempo e della croccantezza.

Il trailer del libro è già, di per sé, qualcosa di apocalittico: Perché usare un forno per cuocere il pane? Perché il pane ha un così buon odore?

Qualcosa, insomma, più simile a un Armageddon che a un libro di panificazione.

Le oltre 2300 pagine di Modernist Bread, divise in sei volumi e con quattro anni di compilazione ed editing sulle spalle, contengono più di 3000 foto dedicate all’arte e ai prodotti della panificazione.

Tipologie di forni, macchinari per l’impasto, varietà di grani, famiglie di lieviti, tipologie di sale. Probabilmente, il più grande compendio sull’arte bianca mai realizzato.

Per la sua realizzazione, hanno avuto un ruolo essenziale lo storico Jim Chevallier, esperto di cereali e “grani antichi”, così come Stephen Jones e Maria Speck, e gli scienziati Stanley Couvain e Carl Hoseney.

Non mancano, inoltre, gli imprescindibili contributi dei panificatori.

Dopotutto, la storia dovrebbe essere raccontata da chi la fa.

[Crediti | Link: Wall Street Journal]