di Giorgia Cannarella 1 Marzo 2012

Luogo comune numero uno: i giovani. I gggiovani, oggi, non hanno idee; sono passivi; si lamentano della mancanza di stimoli, ma non ne creano di nuovi. Ecco, invece, questi 10 ragazzi provenienti da esperienze diverse hanno messo in piedi Raw Magna, un’associazione culturale che si occupa di eventi e didattica in ambito gastronomico, e la loro prima creatura è il Postrivoro, cito “uno spazio dedicato all’opera, ai pensieri e alle intenzioni di giovani chef che facciano parte di importanti ristoranti europei o in procinto di aprire il loro proprio ristorante o che lo abbiano appena aperto”.

Luogo comune numero due: le piccole città. In Italia, le piccole città non possono tenere il passo con le grandi, figurati le metropoli all’estero. E invece, toh, qualcosa che a Londra e a Parigi già esiste e funziona non arriva in Italia via Roma o Milano, bensì Faenza. Com’è che si dice? “Nella splendida cornice” del Rione Bianco, cena per una sola tavolata di 20 persone il sabato sera, replicata la domenica a pranzo.

Luogo comune numero tre: il weekend. Il fine settimana è sopravvalutato, no è così? Nel migliore dei casi, troviamo nuovi modi di occuparlo una volta su cinque; per il resto, facciamo sempre le stesse cose, alcune piacevoli, altre meno, ma che la domenica sera ti lasciano tutte con una sensazione di “Sì, però, boh” che aleggia intorno.

Bene, ora non potete fare altro che andare sul sito e segnarvi le date dei prossimi Postrivori, tanto il primo, che si svolge il prossimo weekend, è già sold out. Protagonista: Takahiko Kondo dell’Osteria Francescana. Menu: ispirazione al ciclo della vita dalla morte alla rinascita: “sette portate perfettamente calate nella stagione e nel territorio con un naturale intreccio di tradizione italiana e radici giapponesi”.

Vini: abbinamenti curati da Lorenzo Rondinelli del Trussardi alla Scala.

Costo: settantacinque euro.

[Crediti | Link e immagini: Il Postrivoro]