Ho un amico che preferisce nettamente la colomba al panettone. Per mia moglie è esattamente il contrario, il dolce natalizio vince nettamente su quello pasquale. Eppure, sono molto simili. La base è la stessa, un impasto di farina, zucchero, uova e burro, fatto lievitare naturalmente due o più volte. Le differenze, a parte la forma, sono due: la ghiaccia alle mandorle e alla granella di zucchero, che copre ogni colomba, ma solo i panettoni non tradizionali, e l’assenza di uvette nel pennuto pasquale, compensata da una dose più generosa di scorzette d’arancia candite.

Come è possibile che ci siano pareri così diversi e preferenze così opposte riguardo a due prodotti così simili? Me lo sono chiesto e azzardo qualche risposta.

Natale è Natale, Pasqua è Pasqua. Due feste diverse e distanti. Non si possono fare paragoni tra i due prodotti, sia perché vengono associati a due eventi diversi, sia perché non convivono quasi mai nelle vetrine dei pasticcieri e sugli scaffali dei supermercati.

L’occhio vuole la sua parte. La notevole differenza della forma ci racconta che sono due prodotti diversi e influenza la nostra percezione fino a farceli sentire diversi. L’alterità continua anche dopo averli affettati. Del primo si riceve uno spicchio alto, della seconda una porzione dalla sagoma più simile a una fetta di pane a cassette.

La prevalenza dell’arancia. Questa è una vera differenza organolettica. Le scorzette d’arancia, specie nelle versioni più ricche del volatile, condizionano molto il suo sapore generale. Chi apprezza il sentore d’agrume va a nozze. Gli altri no.

Avete altre spiegazioni?

PS. Nei giorni scorsi mi è  capitato di provare alcune sublimi colombe lombarde: di Ungaro (Milano), Martesana (Milano), Comi (Missaglia, LC), La Boutique del Dolce (ovvero Zoia, Concorezzo, MB e Cologno Monzese MI). Tutte tradizionali, tranne quella di Zoia, il cui impasto è picchiettato anche di gocce di cioccolato, e infatti si chiama Colomba Paradiso. Di qui a Pasqua proverò anche qualche pennuto di Loison (Costabissara, VI) e di Lenti (Grottaglie, TA). Se somigliano ai loro panettoni, saranno niente male. E voi, ne avete già provate quest’anno?

Stanislao Porzio è l’autore del libro “Il Panettone” (Guido Tommasi) e del blog omonimo, dove ha appena scritto un post sulle origini della colomba di Pasqua.

[Immagine: Flickr/Alma Studio]

commenti (16)

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  1. Avatar Chiara (un'altra) ha detto:

    In quelle industriali anche di fascia alta io trovo che ci sia un netto prevalere dell’aroma di mandorla che sovrasta tutti gli altri, dovuto probabilmente al poco equilibrio tra la ghiaccia alle mandorle superaromatizzata e il resto dei sapori e trovo che questo “onnisapore” non sia apprezzabile.

    Mai provate colombe “in” (appunto perchè non mi piace troppo la colomba) ma dopo aver provato il panettone Loison quest’anno, mi cimenterò anche nella sua colomba, pronta a ricredermi 😉

    1. Avatar Andrea Sponzilli ha detto:

      Quoto!
      Nonostante vorrei contenermi è l’ultima cosa che mangio prima di andare a dormire (prima nel vero senso della parola: pochi minuti) e la prima cosa che mangio quando apro gli occhi… 😀

  2. L’impasto della colomba contiene più uova. I tempi di lievitazione sono nettamente diversi (molto più lunghi nel panettone). Di solito le confeziono in casa (con Lievito madre e tutto l’ambaradan del caso) ma questa volta ho in casa le Colombe di Loison (vinte ad un concorso sui panettoni di qualche tempo fa) e quindi mi sembra esagerato prepararne ancora…una l’ho giá fatta fuori: buona, senza infamia senza lode (forse sono troppo abituata a quelle fatte da me) la prossima sará una colomba con i canditi di pesca…vedremo la prova assaggio come andrá…

  3. Avatar dario ha detto:

    da milano a tabiano x acquistare una colomba x accontentare mio
    figlio ho pensato o è matto o è speciale, era speciale
    la consiglio è morbidissima è…..da assaggiare
    pasticceria tabiano

  4. Avatar Massimo ha detto:

    Io son andato sul sicuro, dopo il panettone ho provato anche la colomba massari: Consigliata! se siete in zona poi guardatevi anche le uova, opere d’arte!

    1. Avatar valentina p. ha detto:

      dove la trovi? c’è in qualche store?

  5. Assaggiato la Loison mandorlata (anzi, comprata…). Mi aspettavo decisamente una cosa diversa visto quanto è stata decantata. Non che sia immangiabile, ma il retrogusto aranciato (e che vira stranamente verso il mandarino) è persistentemente chimico, la granella di zucchero è grossolana e umida e la lievitazione è sicuramente non naturale. Insomma, mangiabile, forse meglio delle altre industriali che però non assaggio da anni, ma lontana anni luce da quella della Cremeria Buonarroti che costa quasi il doppio, ma vale ogni singolo centesimo in più.

    1. Avatar lorenza ha detto:

      che piacere leggere questi commenti!
      farsi riconoscere in negozio…
      grazie!