di Luca Iaccarino 28 Agosto 2017
piatto stellato

Ormai quando si torna dalle vacanze non si tormentano più gli amici con le diapositive di Alassio: si mostrano loro le foto di quel che abbiamo mangiato durante l’estate.

“Vedi? Qui ero in uno stellato in Lombardia…

E qui? Che forte! Viste le panelle a Palermo?…

Come? Non ti diverti? Perché te ne vai?”.

piatti stellati

Naturalmente nemmeno io mi sottraggo a questo rito, e un paio di giorni fa stavo vessando il mio vicino di ombrellone con le immagini di un po’ di piattini gastronomici.

D’un tratto questo commenta: “belli, sembrano pasticcini.”

“Scusa? – Gli dico – Puoi ripetere?”. La sua frase mi ha colpito. Ho riguardato le foto. Una a una. Aveva ragione: tantissimi piatti parevano pasticcini.

Il commento del vicino d’ombrellone è più importante di quel che sembri.

Non vi pare che tanta alta gastronomia si stia trasformando in pasticceria?

Al di là del giocare nel campionato del dolce o del salato, sono tanti i punti di contatto:

piatto stellato

La potenza dell’estetica, il dominio della tecnica, l’utilizzo di tanta tecnologia, il trionfo delle preparazioni…

Io adoro la pasticceria, non fraintendetemi. E adoro i piatti super-gourmet pensati con la cura e la precisione svizzera della pasticceria.

Ma la cucina non è solo quello.

piatto stellato

La cucina può essere anche più istintiva, più vitale, più sporca, più cattiva, più audace, più brutale, più primitiva.

La pasticceria è virtuosismo, la cucina è rock. Amo i violini. Ma mai e poi mai rinuncerei alle chitarre elettriche.

[Crediti | Immagini: Great Italian Chefs]