Confusione, fascino, meraviglia e senso di inadeguatezza. Questo ho provato la prima volta sentendo parlare di planetaria in una gelateria. Prima che me ne potessi permettere una è trascorso del tempo, eravamo a metà degli anni Novanta e la planetaria costava tanto.
Oggi è un elettrodomestico diffuso, che riesce ancora ad accendere il desiderio anche se più per ragioni estetiche, ahinoi, che per le funzioni primarie. Vi sarà utile, comunque, una piccola guida per evitare gli errori più comuni nella scelta e nell’impiego della planetaria.
Molti di questi errori nascono proprio da come si gestisce l’impasto, a mano o con la macchina.
1) Scegliere in base al design

Girando per le cucine domestiche e dei ristoranti mi sono imbattuto in affettatrici cromate, frigoriferi dalle linee armoniose e ovviamente planetarie di bellissimo aspetto, complemento ideale di raffinate cucine hi-tech.
Quasi sempre costose, a volte performanti, altre molto meno. Voialtri lettori di Dissapore, che siete consumatori consapevoli, fate così per non sbagliare. Appuntatevi le cose che fate in cucina e quelle che vorreste fare ma non potete con gli attrezzi attualmente in vostro possesso.
La planetaria è un valido aiuto, indispensabile per certe cose meno per altre, non costa poco e dunque assicuratevi di averne bisogno. Che è poi la stessa cosa che vi ho consigliato parlando del Bimby.
2) Scegliere in base al prezzo

Okay, avete deciso che la planetaria vi serve. Prossimo passo: come sceglierla? Se siete arrivati a questo punto, vale la pena capire quali modelli hanno davvero senso in base a come li userete: qui trovate un confronto tra le migliori impastatrici planetarie. Per quanto ognuno faccia i conti con le proprie tasche, scegliere in base al prezzo è sbagliato. Anche perché trovate apparecchi che partono da 50 euro e arrivano a oltre 1.000.
Una macchina affidabile non può costare meno di 350 euro poiché il funzionamento è diverso rispetto a un semplice sbattitore o robot da cucina. Il rischio, altrimenti, è spendere meno all’inizio ma ritrovarsi a dover sostituire tutto dopo pochi mesi.
Non a caso, il nome planetaria deriva dal doppio movimento del gancio che ruota sul proprio asse (come la Terra), e compie una rivoluzione attorno al centro (come la terra attorno al sole).
Le macchine low-cost hanno motori meno potenti e materiali che si rompono facilmente ove sottoposti a sforzi notevoli. Questo è un problema se considerate che la funzione prevalente di una planetaria è impastare, anche impasti abbastanza duri.
Anni fa, preso dall’entusiasmo, ho comprato online una planetaria a circa 100 euro, peraltro con in regalo un ferro da stiro e un fornetto. Corpo macchina e ciotola dell’elettrodomestico erano di metallo, pensavo di aver fatto un affare. Ma dopo soli 3 mesi d’impiego, durante un impasto, si distrussero frusta e blocco a cui questa era agganciata.
3) Non leggere le schede tecniche

Altro modo per incontrare problemi, e altra esperienza personale, purtroppo: acquistare senza leggere bene le caratteristiche. Non comprate d’impulso, prima cercate. Sul web esistono le schede tecniche dei prodotti in vendita, nei negozi le trovate sulle confezioni.
Iniziate da una cosa fondamentale: la potenza. Questo valore chiarisce se la planetaria è in grado di affrontare lavori impegnativi o se si sbriciolerà alla prima difficoltà. La potenza è indicata in watt, non confondetela col consumo della macchina. Più watt di potenza possiede più sarà performante e resistente alle sollecitazioni. Ed è proprio qui che molte macchine economiche mostrano i limiti, soprattutto sugli impasti più duri o lavorazioni ripetute.
Controllate il peso. La planetaria troppo leggera è soggetta a vibrazioni e sarà poco stabile e duratura. Controllate anche materiali e finiture. Nonostante ci siano ottime plastiche, una macchina in metallo dovrebbe essere più affidabile, specie la ciotola.
4) Scegliere il modello sbagliato

Una volta individuata la planetaria soffermatevi sugli accessori. Oggi queste macchine fanno tutto: montano, impastano, frullano, tritano, centrifugano, grattugiano, stendono la sfoglia, fanno i rigatoni e cuociono anche.
Esistono modelli base e modelli ultra accessoriati, ma avete davvero bisogno di tutta quella roba? Siete sicuri che vi serva un macina granaglie? Allora avete tanto spazio in cucina, che invidia…
Scherzi a parte, valutate cosa può esservi utile. Se possedete un robot da cucina magari la planetaria è superflua, meglio allora andare a cena da Bottura. E comunque: partire da un modello, aggiungere gli accessori in un secondo momento.
Concentratevi invece sulla capienza della ciotola. Se avete una famiglia numerosa e pensate di fare il pane in casa, una ciotola da ½ kg potrebbe essere piccola. Non sottovalutate la presenza di un coperchio para spruzzi che evita spesso lunghe pulizia della cucina.
5) Non utilizzarla

Eccola lì, la vostra planetaria, bella, solida e pronta per entrare in azione. Che fate, non la usate?
Assegnatele il suo posto in cucina per averla sempre a portata di mano, se la riponete in un mobile e dovete spostarla, montarla e smontarla ogni volta, uscirà di rado.
Come dicevamo la planetaria fa di tutto, monta, emulsiona, impasta, è un alleato ideale per mettere a frutto i tanti libri di cucina che prendono polvere sullo scaffale.
Scoprite che fare il pane in casa è più semplice di quanto si creda, sappiate che i famigliari vi pregheranno di fare torte, pizze e biscotti. Sporcherete meno attrezzi da cucina, soprattutto sporcherete meno la cucina stessa.
In definitiva, non abbiamo parlato di un attrezzo indispensabile, ma, a pensarci bene, indispensabili non sono nemmeno lavastoviglie, congelatore, microonde, pentola a pressione…
Cosa puoi fare davvero con una planetaria
Con una planetaria puoi fare molto più che impastare: pane, pizza e brioche, ma anche creme, montate e preparazioni dolci.
È particolarmente utile quando devi ripetere lavorazioni o gestire quantità più grandi senza fatica, mantenendo una certa costanza nel risultato.