Planetaria: 5 errori che facciamo spesso

Confusione, fascino, meraviglia e senso di inadeguatezza. Questo ho provato la prima volta sentendo parlare di planetaria in una gelateria.

Prima che me ne potessi permettere una è trascorso del tempo, eravamo a metà degli anni Novanta e la planetaria costava tanto.

Oggi è un elettrodomestico diffuso, che riesce ancora ad accendere il desiderio anche se più per ragioni estetiche, ahinoi, che per le funzioni primarie.

Vi sarà utile, comunque, una piccola guida per evitare gli errori più comuni nella scelta e nell’impiego della planetaria.

1) Scegliere in base al design

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Girando per le cucine domestiche e dei ristoranti mi sono imbattuto in affettatrici cromate, frigoriferi dalle linee armoniose e ovviamente planetarie di bellissimo aspetto, complemento ideale di raffinate cucine hi-tech.

Quasi sempre costose, a volte performanti, altre molto meno.

Voialtri lettori di Dissapore, che siete consumatori consapevoli, fate così per non sbagliare. Appuntatevi le cose che fate in cucina e quelle che vorreste fare ma non potete con gli attrezzi attualmente in vostro possesso.

La planetaria è un valido aiuto, indispensabile per certe cose meno per altre, non costa poco e dunque assicuratevi di averne bisogno. Che è poi la stessa cosa che vi ho consigliato parlando del Bimby.

2) Scegliere in base al prezzo

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Okay, avete deciso che la planetaria vi serve. Prossimo passo: come sceglierla?

Per quanto ognuno faccia i conti con le proprie tasche, scegliere in base al prezzo è sbagliato. Anche perché trovate apparecchi che partono da 50 euro e arrivano a oltre 1000.

Una macchina affidabile non può costare meno di 350 euro poiché il funzionamento è diverso rispetto a un semplice sbattitore o robot da cucina.

Non a caso, il nome planetaria deriva dal doppio movimento del gancio che ruota sul proprio asse (come la Terra), e compie una rivoluzione attorno al centro (come la terra attorno al sole).

Le macchine low-cost hanno motori meno potenti e materiali che si rompono facilmente ove sottoposti a sforzi notevoli. Questo è un problema se considerate che la funzione prevalente di una planetaria è impastare, anche impasti abbastanza duri.

Anni fa, preso dall’entusiasmo, ho comprato online una planetaria a circa 100 euro, peraltro con in regalo un ferro da stiro e un fornetto. Corpo macchina e ciotola dell’elettrodomestico erano di metallo, pensavo di aver fatto un affare.

Ma dopo soli 3 mesi d’impiego, durante un impasto, si distrussero frusta e blocco a cui questa era agganciata.

3) Non leggere le schede tecniche

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Altro modo per incontrare problemi, e altra esperienza personale, purtroppo: acquistare senza leggere bene le caratteristiche. Non comprate d’impulso, prima cercate. Sul web esistono le schede tecniche dei prodotti in vendita, nei negozi le trovate sulle confezioni.

Iniziate da una cosa fondamentale: la potenza. Questo valore chiarisce se la planetaria è in grado di affrontare lavori impegnativi o se si sbriciolerà alla prima difficoltà. La potenza è indicata in watt, non confondetela col consumo della macchina. Più watt di potenza possiede più sarà performante e resistente alle sollecitazioni.

Controllate il peso. La planetaria troppo leggera è soggetta a vibrazioni e sarà poco stabile e duratura.

Controllate anche materiali e finiture. Nonostante ci siano ottime plastiche, una macchina in metallo dovrebbe essere più affidabile, specie la ciotola.

4) Scegliere il modello sbagliato

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Una volta individuata la planetaria soffermatevi sugli accessori. Oggi queste macchine fanno tutto: montano, impastano, frullano, tritano, centrifugano, grattugiano, stendono la sfoglia, fanno i rigatoni e cuociono anche.

Esistono modelli base e modelli ultra accessoriati, ma avete davvero bisogno di tutta quella roba? Siete sicuri che vi serva un macina granaglie? Allora avete tanto spazio in cucina, che invidia…

Scherzi a parte, valutate cosa può esservi utile. Se possedete un robot da cucina magari la planetaria è superflua, meglio allora andare a cena da Bottura. E comunque: partire da un modello, aggiungere gli accessori in un secondo momento.

Concentratevi invece sulla capienza della ciotola. Se avete una famiglia numerosa e pensate di fare il pane in casa, una ciotola da ½ kg potrebbe essere piccola.

Non sottovalutate la presenza di un coperchio para spruzzi che evita spesso lunghe pulizia della cucina.

5) Non utilizzarla

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Eccola lì, la vostra planetaria, bella, solida e pronta per entrare in azione. Che fate, non la usate?

Assegnatele il suo posto in cucina per averla sempre a portata di mano, se la riponete in un mobile e dovete spostarla, montarla e smontarla ogni volta, uscirà di rado.

Come dicevamo la planetaria fa di tutto, monta, emulsiona, impasta, è un alleato ideale per mettere a frutto i tanti libri di cucina che prendono polvere sullo scaffale.

Scoprite che fare il pane in casa è più semplice di quanto si creda, sappiate che i famigliari vi pregheranno di fare torte, pizze e biscotti.

Sporcherete meno attrezzi da cucina, soprattutto sporcherete meno la cucina stessa.

In definitiva, non abbiamo parlato di un attrezzo indispensabile, ma, a pensarci bene, indispensabili non sono nemmeno lavastoviglie, congelatore, microonde, pentola a pressione…

Avatar Luca Barbiero

7 Maggio 2017

commenti (2)

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  1. Avatar mr ha detto:

    So che me la sto tirando da solo, ma la mia planetaria da 100 euro della Ferrari funziona benissimo.

    Ovvio che si parla di uso saltuario, pizza una volta al mese e qualche dolce ogni tanto, ma proprio per questo, a 350 euro non l’avrei mai comprata perché l’uso non avrebbe giustificato la spesa, mentre così il rapporto prezzo/prestazioni è (per me, si intende) ottimo.

    1. Avatar ing.pizza ha detto:

      Il Ferrari va benissimo anche per un uso più frequente, io impasto almeno 2 volte alla settimana. Forse un po’ rumoroso, ma è una bomba ed incorda bene una volta che lo si conosce. Sicuramente c’è di meglio, ma il rapporto qualità/prezzo è veramente vantaggioso.