Robot da cucina contro planetaria: quale comprare?

Planetaria o robot da cucina: quale comprare? Chi vince la sfida della convenienza? Abbiamo comparato i due elettrodomestici e espresso il verdetto in 10 punti

Planetarie: alzi la mano chi ce l’ha. Anzi, facciamo prima a farla alzare a chi NON ce l’ha. Perché ormai, la planetaria, ce l’hanno praticamente tutti.

La planetaria si è ormai consacrata come la scoperta del secolo, e il nome – infingardo – ci rimanda a notturni scrutamenti di cieli stellati e firmamenti di pianeti lontani e misteriosi.

Niente di tutto questo: la planetaria è una impastatrice. Sì, una banale impastatrice.

Eppure, da quando Montersino – sant’uomo – anni fa iniziò ad impazzare in rete manipolando il misterioso strumento, legioni di umanità varia hanno cominciato a sbavare per questa impastatrice.

Ma alla fine, poesia e firmamenti a parte, ci siamo mai chiesti se questo miracolo della tecnica sia poi veramente così indispensabile, così imprescindibile nelle nostre vite e nei nostri impasti?

Davvero ha relegato nello spazio di nano-secondo tutti gli elettrodomestici che avevamo usato nella categoria dei vecchiumi obsoleti da museo o di indegno ciarpame?

Chi scrive, cioè io, ha utilizzato gloriosamente per quasi tre decenni quello che veniva semplicemente chiamato “robot da cucina”, ora promosso a “food processor”, con cui ha impastato infinite frolle per crostate e vagonate di impasti per pizza, montato carriole di panna e mescolato centinaia di impasti della serie “una torta in due minuti“ buttando tutti gli ingredienti nella tazza del frullatore senza nessun ordine o ritegno, ed ottenendo sempre dei risultati più che apprezzabili.

Davvero avevo bisogno della potentissima planetaria di cui anche io, ebbene sì, mi sono dotata, come tutto il mondo food addict?

Intimamente angustiata da questo dubbio, ho cercato quindi di trovare delle risposte più o meno oggettive, comparando i due elettrodomestici per capire se davvero la planetaria sia così imprescindibile per impastare, come crediamo, o se invece il vecchio e caro robot da cucina sia stato ingiustamente spedito in soffitta.

E quindi, ho eseguito un mio personalissimo test che condivido volentieri, per chiarire le idee a chi, come me, avesse ancora qualche dubbio sull’effettiva utilità di una planetaria per uso domestico/familiare.

Inizio il mio test proprio con la prova di impasto di lievitati, proseguendo poi con gli altri due tipi principali di impasti, vale a dire impasti per frolle e impasti detti “masse montate”, tipo cioè pan di Spagna o plum – cakes, impasti cioè che prevedano una montata o di uova e zucchero oppure di burro e zucchero.

Proseguo poi con altre caratteristiche che non hanno a che vedere con l’impastamento (quali funzioni, accessori, estetica o prezzo), ma che comunque hanno il loro peso nella determinazione dell’utilità, della praticità e dell’accessibilità dei nostri aiutanti in cucina.

Iniziamo.

1) Impasti per lievitati

impasti per lievitati

Pizze, focacce, piadine e anche grandi lievitati dolci come pandori, panettoni e colombe. Qui la planetaria si gioca la sua fama di indispensabile, qui il gioco si fa duro, qui si giustifica la sua stessa esistenza!

Bene, allora, sappiate che per fare “ incordare”, cioè trasformare in un impasto degno di questo nome i vostri due o tre etti di farina, mangerete circa quaranta minuti della vostra esistenza: tanto ci mette la pappetta di acqua e farina a “sviluppare la maglia glutinica”, cioè a trasformarsi in un impasto degno di questo nome e che rappresenti qualcosa di edibile.

Quaranta.

Oltretutto, in questi quaranta minuti di vita non pensate di farvi tranquillamente gli affaracci vostri lasciando la macchina lì a girare, figurati: dovrete ribaltare l’impasto almeno due o tre volte, staccare le parti attorcigliate al gancio, variare la velocità quando necessario (vale a dire aumentarla di brutto quando starete per perdere ogni speranza di ottenere una parvenza di impasto), e tenere tutto sotto controllo in continuazione.

Sicuri di voler proprio impegnare così quaranta minuti della vostra vita quando invece, impastando a mano, avreste lo stesso risultato in meno di dieci minuti?

E soprattutto, come se la cava il caro e vecchio robot?

Beh, nel robot, in una manciata di minuti, anzi, di secondi, così come riportato nel libretto di istruzioni e come confermato da pratica ultradecennale sul campo, avrete la vostra bella e liscia palla di impasto.

E non voglio neanche sentire i più puristi tra voi che dicono che comunque l’impasto da planetaria risulterebbe mille volte meglio: in una prova alla cieca, forse solo il palato assoluto di Mr. Massari e quello di Bonci distinguerebbero i due tipi di impasto.

VERDETTO: Quindi, questo punto, che vale due perché è il più importante per una planetaria, se lo aggiudica il robot: due punti al robot!

2) Impasti per paste frolle

Mettendo tutti gli ingredienti nel robot alla cz, ooops, alla rinfusa, in poco più di un minuto si ottiene una frolla perfetta, che in cottura risulterà fragrante e croccante, senza rischio alcuno di ritrovarsi ad addentare una suola da scarpe dura e gnecca come solo le crostate, quelle infingarde, possono essere.

Nella planetaria ci metterete, con il gancio a scudo, o a kappa, o a foglia o come cavolo lo volete chiamare, almeno un paio di minuti in più, ma poca roba.

VERDETTO: Diciamo che questo round si conclude con un bel pari (anche se il robot ci mette meno)

3) Impasti per masse montate (pan di Spagna, plum –cake)

planetaria, impasto

Qui diciamo che forse la planetaria ci mette qualche minuto in meno, in virtù della sua mega frusta professionale che ingloba non solo aria ma interi tornadi.

VERDETTO: E questo round lo assegniamo alla planetria, perché siam buoni e anche obiettivi, poche storie.

4) Peso

A meno che non abbiate una cucina hollywoodiana o una modello mensa aziendale, non avrete certo lo spazio per tenere sempre a portata di mano e in bella mostra su un tavolo tutti i vostri strumenti di lavoro pronti per l’uso eventuale, ma li tirerete fuori da un ripostiglio o da uno scaffale ogni volta, alla bisogna.

In questo caso, vi sposterete in media circa nove chili minimo per una planetaria contro i cinque e mezzo medi del robot.

E non è che sia sempre così agevole spostare questi due pesi piuma, anzi, molte volte al solo pensiero di spostare l’attrezzo, vi deciderete, per i miseri tre etti di farina che vi servono per la vostra pizzottella casalinga, a impastare a mano.

VERDETTO: In ogni caso, sempre meglio spostare cinque chili e e mezzo piuttosto che nove: punto al robot. Oltretutto mi ha dato anche la possibilità di usare l’espressione “piuttosto che” in modo corretto, e questo gli fa guadagnare la mia riconoscenza e gratitudine sempiterna.

5) Potenza

robot da cucina, potenza

Sì, le planetarie son potenti, ma quanto? Per essere affidabili non devono scendere assolutamente sotto i 1000 watt, per arrivare, nei modelli più tosti, fino ai 1500/1800 Watt. Un robot medio, si aggira sugli stessi valori. Uguale potenza quindi? No, affatto.

Se escludiamo alcuni modelli di planetarie che hanno il motore “ a presa diretta”, cioè posto direttamente sulla testa del braccio impastatore (cioè le Kitchen Aid della Artisan e la Kmix della Kenwood), le altre planetarie hanno praticamente tutte il motore nel corpo macchina, cioè distante dal braccio.

L’energia motoria è trasmessa da giunti e cinghie di trasmissione che fanno perdere molta dell’energia nominale: per una potenza di 1000 watt nel corpo motore, quella effettiva che arriva al braccio è circa la metà.

Quindi, una planetaria comune, con motore nel blocco macchina e con nominali 1000 watt di potenza, in realtà ci erogherà una potenza effettiva di 500 watt (diverso il discorso per le planetarie a presa diretta, in cui i watt nominali corrispondono a quelli effettivi erogati, ma sono la minoranza, per quanto riguarda il mercato italiano).

I robot, invece, sono tutti a presa diretta, quindi i 1000 watt nominali sono effettivamente quelli erogati.

Conclusione: i robot sono molto più sinceri ed hanno una capacità di lavoro praticamente doppia rispetto ad una comune planetaria a parità di Watt.

VERDETTO: Punto al robot, indiscutibilmente.

6) Funzioni e accessori

Entrambe le macchine hanno il classico fottìo di funzioni, se adeguatamente accessoriate, e quindi se con una potremo tirare la sfoglia, con l’altra potremo grattugiare fior di parmigiani e pecorini. Ormai tutte fanno praticamente tutto.

VERDETTO: Quindi, anche questo round si conclude alla pari.

7) Estetica

robot da cucina, estetica

Ecco, come estetica, i miei occhi, per quanto non particolarmente di mondo, hanno di sicuro potuto ammirare di meglio che planetarie e robot da cucina, e quindi direi che nelle versioni standard i due nostri amici se la giocano alla pari e si rivelano per quello che sono: elettrodomestici.

Potenti, curati, con una certa linea che vuole essere a volte aggressiva, a volte retrò ma ecco, direi che siamo ancora distanti da Michelangelo o dal Canova.

Fanno eccezione comunque alcuni modelli di planetaria della Artisan o la linea Kmix della Kenwood, che nelle loro belle laccature colorate fanno la loro porca figura anche in sala da pranzo. Beh, magari in sala da pranzo no, ma in cucina sì, dai.

Ad ogni modo non mi sento di regalare la vittoria alla planetaria solo perché alcune linee sono laccate e colorate: elettrodomestici sono e elettrodomestici rimangono, su!

VERDETTO: Punteggio pari.

(8) Prezzo

E qui sono lacrime amare. Se infatti con 200 euro vi portate a casa già un bel robot e con 400 avrete un “Signor” robot, con gli stessi euro, cioè 400, riuscirete invece a portarvi a casa solo una planetaria di livello medio basso, inaffidabile o comunque di un modello ormai “vecchio”, mentre per una buona planetaria dovrete superare tranquillamente i 700 euro.

E non sono pochi.

VERDETTO: Punto netto al robot.

(9) Qualità, materiali e compagnia bella.

robot da cucina, qualità

Non saprei come giudicare: ho rotto personalmente e indefessamente pezzi e componenti sia di planetarie che di robot, dopo comunque prolungati usi ossessivo-compulsivi, soprattutto del robot. Direi che qui, oltre all’affidabilità del produttore, c’è una gran componente di c…o, alias di buona o mala sorte.

VERDETTO: Pareggio, sperando sempre nella buona stella e di non esserci portati a casa l’unica macchina difettosa della partita (cosa che puntualmente accade).

(10) Acc… mi manca il decimo.

Facciamo così, assegniamolo al robot e non se ne parli più.

CONCLUSIONI

robot da cucina dall'alto

Vabbè, ormai però la planetaria l’ho comprata, i soldi li ho spesi e quindi ho deciso che vince la planetaria, test o non test!

E basta.

Tutti d’accordo oppure la smania da planetaria si è impossessata anche di voi?

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

14 Maggio 2016

commenti (39)

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  1. Avatar Matteo ha detto:

    Consiglio per il decimo punto: monta la panna o fai una meringa italiana e poi ci dici…

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Matteo, per le meringhe italiane o montare la panna ci troviamo nel punto tre, dove si assegna il punto proprio alla planetaria perché con la sua frusta professionale ingloba “interi tornadi”. Ciao.

  2. Avatar luca ha detto:

    Mah, ho dei forti dubbi che sia meglio un robot da cucina per gli impasti dei lievitati.

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Luca, per i lievitati nessuno dei due è “meglio”. Per i lievitati infatti ci vanno le impastatrici a bracci tuffanti, come usano infatti i professionisti, che inglobano più aria e non surriscaldano l’impasto. Anche se molti credono che la planetaria sia lo strumento ideale per i lievitati. Oltretutto ora fanno anche impastatrici a bracci tuffanti per uso domestico,e sono molto valide (ma non troppo economiche).

    2. Avatar Anto' ha detto:

      Cinzia Alfè Ma chi te l’ha detta questa cosa? Vuoi dire che nella planetaria non si costituisce il glutine? L’hai mai utilizzata la planetaria per fare un impasto per pizza? Se l’avessi utilizzata ti saresti accorta che dopo la lavorazione l’impasto è ottimamente incordato. Naturalmente, devi utilizzare la frusta adatta a questo scopo. E la macchina è utilissima per capacità e potenza ( naturalmente parliamo di macchine serie e non di tipo economico. Certo, volendo puoi comprare un’impastatrice a spirale, ma ti servirà solo per gli impasti, mentre la planetaria, che è una macchina insostituibile ed indispensabile nei lavori di pasticceria, ti sarà sicuramente più utile, perchè più versatile.

    3. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Infatti non ho detto che non si forma la maglia glutinica, ma che si forma dopo parecchio tempo. La media va dai trenta ai quaranta minuti (non solo per me, ovvio, ma su un campione di persone che si dilettano di lievitati) ma si forma.Con la frusta a gancio, ovviamente.

    4. Avatar Simone ha detto:

      Secondo me, 30-40 minuti per formare la maglia glutinica con la planetaria sono davvero troppi, qualunque siano le variabili (farina, temperatura, umidità,…).
      Si porta la pasta a uno stress eccessivo e immotivato.

    5. Avatar Anto' ha detto:

      Cinzia Alfè Il vero punto sai qual è? É che hai quasi demolito, declassandolo il valore di una planetaria ponendo 10 punti di carattere soggettivo, alcuni discutibili come “Il prezzo” ” L’estetica” “La potenza”. Il decimo punto poi lo regali al robot per questioni di simpatia, ma successsivamente, e sol perchè la planetaria l’hai comprata, te la fai piacere per forza, come a dire che chi è dalla parte della planetaria, lo fa perchè l’ha comprata e ha pagato anche parecchio, altrimenti non necessaria.
      Ma la tua disanima, è veramente utile a chi cerca di fare una scelta di acquisto tra Robot e Planetaria? No. Resta confuso.
      La planetaria, non è un oggetto modaiolo lanciato da Montersino, ma la macchina più necessaria in pasticceria. Non è una banale impastatrice, ma una macchina dal movimento complesso che differentemente dal robot che ha solo un movimento rotatorio centrale, esegue alla perfezione determinati tipi di lavorazione.
      Robot e planetaria non andrebbero messi in competizione, perchè apparecchi destinati ad usi diversi. Dipende cosa ci serve, un appareccio all in one come il robot che fa un po’ di tutto ma non perfettamente, o un apparecchio specifico per una lavorazione perfetta, come la planetaria.
      Il robot è fondamentalmente un tritatutto che si arrangia a montare qualche crema e qualche impasto per torta risparmiandoci di farlo a mano in una ciotola. La planetaria non è un tritatutto, ma esegue lavori che difficilmente potremmo realizzare a mano per complessità di movimento e per quantità di prodotto.

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Nei robot c’è un attrezzo apposito, con le lame in plastica e non in acciaio, indicato per lievitati e impasti.
      Ciao.

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Stefano, nel robot c’è un attrezzo specifico, con lame in plastica e non in acciaio. Ciao.

  3. Avatar Orval87 ha detto:

    Personalmente ho un robot Kenwood che fa il suo lavoro bene, anzi, lo uso pure poco perchè mi piace il più delle volte fare le cose a mano.
    Però, giusto per sfizio, stavo pensando di prendere la planetaria Smeg SMF01RDEU, sono sincero che ci sto pensando più per il design che per altro, mi arrederebbe l’isola molto bene 🙂 però, visto che non vorrei prendere un aggeggio del tutto inutile, qualcuno sa dirmi se i suoi 800 W di potenza sono buoni per uso domestico?
    Qua parlate di 1000 W minimo, con motore sulla testa del braccio, e mi pare che questa Smeg abbia il motore sulla testa, quindi dovrebbero essere 800 W effettivi.
    Qualcuno mi sa dare un consiglio e dirmi se sia una buona planetaria? (non parliamo del prezzo, so già che in questa si paga anche il design).

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Orval, il modello che citi ha il motore a presa diretta, come scritto sulle specifiche tecniche della casa. Oltretutto Smeg è conosciuta come un’ottima marca, ma non abbiamo conoscenza diretta in merito a questo modello. La sua idoneità dipende dall’uso che ne fai. Se fai parecchi panettoni e grandi lievitati ogni giorno il motore potrebbe comunque non essere sufficiente,nonostante gli 800 watt effettivi. Se invece ne fai un normale uso amatoriale, dovrebbe essere più che sufficiente. Ad ogni modo, un consiglio da chi la possiede (o la ricerca di un parere sul web) potrebbe esserti utile. Ciao.

    2. Avatar Orval87 ha detto:

      Grazie della risposta.
      Purtroppo sul web trovo pochi pareri, ma penso proprio che per un uso amatoriale vada più che bene…e fa anche la sua p0rca figura 😀

    3. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Sono d’accordo 😉

    4. Avatar Anto' ha detto:

      Orval87, la potenza dell’apparecchio è in relazione alla capacità della ciotola, o alla quantità di impasto che riesce a lavorare senza surriscaldarsi. Gli 800 Watt per quell’aparecchio vanno bene. Nel tuo caso, l’apparecchio SMEG da 800 watt può lavorare un impasto per pane o pizza fino ad 1,3 Kilogrammi. Superata questo peso, il motore sforza e si scalda rischiando di bruciare. Con un motore di 1100 watt riesci a lavorare un impasto per pane o pizza fino a 2,2kg.
      Il problema non è in relazione alla frequenza di utilizzo. Qualunque apparecchio elettrico, messo sotto sforzo si riscalda e potrebbe bruciare anche al primo utilizzo. Quindi la parola d’ordine è non lavorare impasti in quantità superiori a quanto indicato dal costruttore. Se l’apparecchio SMEG è dimensionato per le tue esigenze, va bene, ma se necessiti di lavorare impasti superiori ad 1,3 Kg devi necessariamente dotarti di una macchina più potente e non c’entra nulla se l’utilizzo è sporadico o quotidiano.
      Naturalmente, nella scelta devi, secondo me ed estetica a parte valutare se a parità di spesa, un altro produttore non ti da un apparecchio più performante. 😉

    5. Avatar Orval87 ha detto:

      Anto’, grazie della risposta ben articolata 🙂
      Direi che 1,3 chili di impasto bastano e avanzano per i miei usi.
      Per il motore, la scheda tecnica dice che ha una “Protezione sovraccarico motore”, quindi dovrebbe essere protetto per eccessi di peso.
      Sul prezzo, credo che a parità di prestazioni ce ne siano senza dubbio di più economici, infatti non ho visto nessun altra marca che vanta tra i designer “Guido Canali, Mario Bellini, lo studio Piano, Marc Newson e Giancarlo Candeago”, quindi è inevitabile che si paghi un extra anche per le firme 🙂 ma quello l’ho messo in preventivo sin da subito.
      Mi interessava sapere se oltre ad essere bello fosse anche effettivamente utile al mio utilizzo normale, e direi che la risposta ora è si.

    6. Avatar Anto' ha detto:

      Orval87 non intendevo a parità di prestazioni un prezzo più basso, ma bensì a parità di prezzo prestazioni più alte. In breve, se con gli stessi soldi di una SMEG in casa Kenwood non trovi un apparecchio con prestazioni migliori, sia di potenza che di espandibilità.

  4. Avatar Emanuela ha detto:

    Quindi la planetaria non serve a niente! 🙂 evviva il mio Bosch che mi fa anche le verdure a cubetti 😉

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Emanuela, diciamo piuttosto che le aspettative che si sono create negli ultimi anni nei confronti di questa macchina sono leggermente superiori alle sue reali funzionalità. E’ cmq un attrezzo molto utile, ma pare che sia anche parecchio sopravvalutato. Ciao Emanuela.

  5. Avatar Paolo ha detto:

    Qualcosa non mi convince, in tutto il quadro raccontato, e non riesco neppure a metterlo a fuoco bene.
    Credo, gentile Cinzia, che il punto critico stia nel taglio scelto: “io”.
    E’ la prima volta che in un pezzo comparativo, che vuole fornire elementi di confronto, leggo che il punto di partenza è l’io del redattore. Per questo non si scioglie mai il dubbio “ma è proprio così o sono le sue abitudini di cucina e il suo personale punto di vista?”
    Di solito è nello spazio dei commenti che si aggiungono i contributi dell’io, si aggiungono le diverse esperienze personali.
    Qui è il contrario, e non tutto fila liscio fino alle conclusioni.

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Paolo, penso che il dubbio “ma è proprio così o sono solo le sue abitudini e il suo personale punto di vista” non lo risolverai mai, indipendentemente dal pronome usato nella forma (il personale “io, egli, ella” oppure l’impersonale “si”). Tutte gli scritti, le opinioni, le esternazioni sono “viziate” dal filtro di chi le emette, o scrive, in questo caso. Anche se l’articolo fosse scritto da più persone, questo non lo renderebbe certo più oggettivo, perché ci sarebbe comunque il filtro della nostra umanità e personalità, che l’individuo sia uno o più. Le scienze oggettive non risiedono nei test comparativi, singoli o di gruppo,e forse, non sono nemmeno di questa terra. Ad ogni modo, tu puoi trarre dall’articolo quello che ti pare utile, se vi trovi delle utilità, o diversamente ti sarà servito comunque per formarti una opinione, in un senso o nell’altro. Ciao e grazie.

  6. Ho un robot da cucina Braun che ha quasi 14 anni. Ho rotto solo il bicchiere grande (ne ha due, uno grande e uno piccolo che funge da tritatutto per piccole quantità) e ho trovato il ricambio. Fa tutto: Impasti, mase montate, trita, grattugia, fa le fettine e le patate a bastoncino, ha lo spremi agrumi e la centrifuga. Non perde un colpo. Non lo cambierei per nessun Kitchenaid e anche se è bruttino lo tengo pronto all’uso su un ripiano in cucina. E se la quantità di impasto è maggiore delle sue capacità, beh, il mio moroso impasta la pizza che è una meraviglia! 😉

  7. Avatar salvag ha detto:

    Articolo disarmante: il robot, per impastare, è meglio della planetaria, addirittura il doppio meglio. Mi sono fermato qui…

    1. Avatar PaoloP ha detto:

      Fermati, sia mai che ti senti poco bene.

    2. Avatar hyrpus ha detto:

      Concordo in pieno
      Una pizza in stile napoletano si può impastare in 20′
      Una teglia/pala alla romana ad alta idratazione in altri 20′
      Pan brioche forse 25′
      e via discorrendo
      Basta usare certe accortezze e saperla maneggiare e la planetaria diventa utlilissima
      E comunque ho una Clatronic che avrà 7-8 anni quindi..

    3. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Hyrpus, il tempo di incordatura non è fisso, dipende dalle farine, da come imposti la velocità e tante altre variabili, come tu sai (umidità, temperatura, durezza dell’acqua). I minuti indicati sono medi, poi ci sono le volte che puoi incordar anche in minor tempo. Ciao e grazie

    4. Avatar Simone ha detto:

      Perdonami Cinzia, ma alcune cose sono variabili (umidità, temperatura, acqua,…) e concordo con te che influiscono, ma non in maniera così importante (non si dimezza o raddoppia il tempo di formazione della maglia glutinica).
      Se invece vengono usate farine non adeguate, velocità troppo basse o troppo elevate del gancio, tecniche non corrette,… non si può parlare di variabili, ma di abilità o meno di chi impasta.
      Personalmente (ma è solo il mio parere, magari sbaglio io) ritengo i tempi indicati da hyrpus abbastanza corretti, se si discostano troppo da questi c’è qualcosa che non va.

  8. Avatar Orval87 ha detto:

    L’ho già nominata, ma visto che noto solo ora il punto sull’estetica, lo ribadisco: da quel punto di vista gli Smeg della linea anni 50 sono forse il top, o perlomeno andavano nominati 🙂

  9. Avatar Simone ha detto:

    Maglia glutinica adatta a sopportare gli ingredienti di un panettone/pandoro (usando una ricetta seria!!) in una manciata di secondi????
    Basta provare, Massari e Bonci non avrebbero nessun prodotto da assaggiare!!

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Simone, infatti nell’esempio si parlava di pizza.Per i panettoni, per i pandori, così come per tutti i lievitati, l’impastatrice ideale è quella a bracci tuffanti, non il robot, certo, ma nemmeno la planetaria è l’ideale.
      Ciao e grazie.

    2. Avatar Simone ha detto:

      Bah… dal punto 1 “…anche grandi lievitati dolci come pandori, panettoni e colombe…” e poi viene citato il palato assoluto di Massari, non certo “famoso” per la pizza!
      Cmq ottimi grandi lievitati (panettone, pandoro, colomba) con la planetaria si possono fare, con il robot ho seri dubbi.
      Sulla braccia tuffanti non vi è alcun dubbio!!

    3. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Simone, se uno è palato assoluto, è ..assoluto..Sennò che senso avrebbe un palato sì assoluto, ma solo per i dolci??;-) Certo che i grandi lievitati in planetaria li fai anche (e ci van quaranta minuti circa, anche ai corsi specifici cui ho partecipato e dove, non disponendo di macchine a bracci tuffanti per i corsisti, si sono adeguati a fornirli di planetarie) e nel robot no. E infatti abbiamo escluso i grandi lievitati e abbiamo parlato di pizza. Ciao