Perché, all’improvviso, parlano tutti di putizza?

Potica o putizza?

A volte basta un nulla, e un dolce praticamente  semi-sconosciuto  dalle nostre parti irrompe d’improvviso sulla scena grazie a una semplice parola. Soprattutto se a pronunciarla è nientemeno che il Papa.

Tutto nasce da un gustoso siparietto avvenuto ieri durante la visita del presidente americano Trump in Vaticano, dove la coppia presidenziale ha incontrato Papa Francesco.

Conoscendo le origini slovene della First Lady americana, Papa Francesco ha iniziato il dialogo con una frase informale, chiedendo a Melania Trump se per il marito cucinasse la “potica”, pronuncia “putizza”, un dolce sloveno di cui pare il Papa vada matto e che cita spesso quando ha a che fare con individui di nazionalità slovena.

papa melania trump

Ma che cos’è, di preciso, la putizza?

Si tratta di un  dolce tradizionale, ricco di miele e noci, tipico della stagione invernale anche se viene preparato tutto l’anno. In pratica, una pasta lievitata stesa e farcita di frutta secca, prima di essere arrotolata e messa a cuocere in uno stampo.

Ma sono molte le varianti regionali del ripieno, dalla frutta secca alla marmellata, e persino, nella versione diffusa in Trentino o a Trieste, Gorizia e Cividale (dove compete con la gubana, dolce simile ma con alcune differenze nell’impasto e nel confezionamento), con cioccolato, pezzetti di biscotto e scorza di agrumi.

Diffusa ovunque il Slovenia, la potica trova casa sull’isola del lago di Bled dove si trova appunto una casa della potice, Potičnica, dov’è possibile fare visite e degustazioni.

La frase del Papa era nelle intenzioni del Pontefice un  semplice pour-parler, un rompi-ghiaccio, anche perché è difficile immaginarsi l’altera Melania Trump con tanto di grembiulino e  mattarello in mano che si mette a impastare dolci per l’amato Donald, ma intanto  da ieri la putizza è sulla bocca di tutti, e sta vivendo il suo momento di gloria.

Chi fosse interessato a cucinarla trova una ricetta interessante su La Cucina Italiana, ma pare che al di là del ripieno,  che in Slovenia cambia praticamente di condominio in condominio, l’importante sia  possedere una stoviglia particolare, cioè la teglia per la cottura usata nei Paesi di lingua tedesca.

E con quella, via libera alla putizza.

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

25 Maggio 2017

commenti (7)

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  1. Orval87 ha detto:

    Tra l’altro ha una certa similitudine anche con la gubana.

    1. Paola ha detto:

      La gubana delle Valli del Natisone…la gubana di Cividale invece ha un impasto diverso…
      Io ci sono cresciuta a putiza che ora faccio da me assieme alla pinza triestina,slurp!!!

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Chissà che bontà 🙂

    3. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      sì, infatti…Ciao.

  2. Detchema ha detto:

    COSSA XE QUELA CIAMBELLA LASSU’??? 😮

    Comunque sì, è buonissima, qui a Trieste è un’istituzione! 🙂

  3. Pierluigi ha detto:

    Secondo me la moglie di Trump guardando il Santo Padre sta pensando a un celebre film di Totò……… “Lei mi spoglia con gli occhi spogliatoio” 🙂 🙂

  4. Gli ha detto:

    Tra putizze e gubane qui mi avete messo fame!
    La pinza di trst è un miracolo della tavola!

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